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giovedì 5 novembre 2009

Seminario di Psicotango


ULTIMO SEMINARIO DEL 2009

NO TE LO PIERDAS!!!

En El Abasto -Peron 2995
VIERNES 27 Y SÁBADO 28 DE NOVIEMBRE

Teoría y práctica del TANGO como TERAPIA
Coordinadores: Psicólogos Mónica Peri/Ignacio Lavalle Cobo
GRUPO DINZEL

PARA MÁS INFORMACIÓN E INSCRIPCIÓN
www.psicotango.com.ar
TE: 48675793

mercoledì 30 settembre 2009

Tango Terapia

1er JORNADA INTERNACIONAL

DE

TANGOTERAPIA

Método Dr.Trossero



Organizan:

Asociación Intercontinental de Tangoterapia

Carrera de Licenciatura en Psicología de la UAI Rosario.



14 DE NOVIEMBRE 2009

Aula Magna de la Universidad Abierta Interamericana sede Rosario.

Av. Pellegrini 1618. 10º piso.

ROSARIO-PCIA DE SANTA FE


Auspiciada por:

ASOCIACION DE BAILARINES, MAESTROS Y COREOGRAFOS DE LA REPUBLICA ARGENTINA





INFORMES :

0054341-5451769

0054114-8252010

mariaecuyas@hotmail.com trossero@hotmail.com



Programa preliminar en:

www.tango-terapia.com.ar

www.tangoterapia-cuyastango.blogspot.com

mercoledì 15 luglio 2009

Tango Terapia

Per chi fosse a Buenos Aires ed interessato al tema:


SEMINARIO DE PSICOTANGO !

una danza entre almas...

24 y 25 de Julio, Buenos Aires.

En La Casona del Abasto. Lugar íntimo con espacio limitado.

Para inscribirte, contactanos:

www.psicotango.com.ar

Tel: (011) 48675793 / 1556299409
EMail: info@psicotango.com.ar

martedì 2 settembre 2008

El tango como terapia contra el estrés

Il tango come terapia contro lo stress
quale parte di un trattamento sempre più diffuso, ha dimostrato d’essere utile per combattere l'ansia, la depressione e la fobia sociale.
LA NACION
Ciencia y salud (Scienza e salute)
Mièrcoles 27.08.2008


Fulvia Mendes, commerciante rosarina, di 46 anni, decise di partecipare ad un gruppo di tango-terapia (talleres/clases de tango-terapia) agli inizi di 2007. "Vi partecipai perché soffrivo di disturbi d’ansia” ricorda “ballando, notai che il contatto con l'altro costituiva una difficoltà, poiché m’era impossibile lasciarmi condurre dal mio partner, fattore, questo, indispensabile nel tango. L'ansia faceva sì che io non rispettassi i tempi d’attesa nella sua marcaciòn dei passi; mi affrettavo ed anticipavo, perdendo così il tempo nonché l'armonia di coppia. Il corpo diceva ciò che ci stava accadendo; potevamo vederlo e sentirlo." Ad ogni incontro, finito il ballo, ci sedevamo ed iniziavamo l'incontro di gruppo. "Avevamo tutti qualcosa da comunicare: sia di noi stessi che dei nostri compagni, che fungevano da specchio nelle difficoltà che ci assumevamo come nostre". Nel giro di alcuni mesi, Fulvia si sentì alleviata ed aveva acquisito gli strumenti utili per evitare i momenti d’ansia generalizzata.
Sebbene il tango sia un ballo, a giudicare dai risultati ottenuti da chi la intraprende, la tango-terapia si mostra quale percorso terapeutico efficace per alleviare lo stress, gli stati d'ansia, alcune fobie (tra queste, la fobia sociale) e per superare alcuni stati depressivi.
Come Fulvia, in diversi centri del paese, l'Argentina, il numero di persone che si attivavano per sperimentare questa "nuova" tecnica andò via via sempre in crescendo.
E fu così che l'Associazione Civile e Culturale Sentimento Tango organizzò il Primo Congresso Internazionale di Tango-terapia, nella città di Rosario.
A detta dei professionisti, relatori al congresso, la tango-terapia è una tecnica terapeutica catalizzatrice dello sviluppo personale, un metodo di esplorazione delle risorse personali ed uno strumento per rafforzare le capacità/potenzialità di ogni persona, attraverso l'uso della metafora diagnostica per approdare a conclusioni e portare a termine l'azione terapeutica. È un momento di scambio e di gioco, di legami con senso e trascendenza, all’interno di una cornice singolare di vissuti estetico-creativi.
Il dott. Federico Trossero, medico con formazione in psichiatria biologica e psicoterapista, autore del libro “Tango Terapia” e ballerino di tango, afferma che coloro che s’affidano alla tango-terapia per problemi quali ansia, stress e depressione possono trarre benefici da vari fattori.
Secondo Trossero, ballare tango consente di diminuire i livelli dell'ormone CRH, che libera corticotropina, un mediatore molto importante dello stress che, quando aumenta, può generare reazioni in tutto l'organismo, dall'ipertensione alla distruzione di neuroni dell'ippocampo, e conseguenti disturbi della memoria.
Il tango, ballato regolarmente e costantemente, migliora il funzionamento cardiovascolare; inoltre, diminuisce il colesterolo ed incide sullo stato d’animo producendo "stress positivo".
Queste conclusioni sono confermate dai risultati di una ricerca condotta dal cardiologo Roberto Peidro, direttore del Centro di Vita della Fondazione Favaloro, e dal suo collega Ricardo Edgar Comasco, che hanno pubblicato il libro “Con el corazón en el tango” (Col cuore nel tango).
I ricercatori avevano progettato un protocollo di studio/ricerca per misurare determinate variazioni dei valori respiratori e cardiaci in un gruppo di persone, mentre ballavano il tango. Compararono poi i dati ottenuti con quelli dei test eseguiti su persone che avevano camminato su tapis-roulant: i risultati, in chi ballava, eran di gran lunga migliori, positivi.
La pubblicazione di questa ricerca sull’applicazione del tango nelle terapie ha destato interesse nei presenti e, tra questi, medici specialisti provenienti dalla Finlandia, Canada, Giappone, Columbia e Russia.
Il dott. Comasco, il medico specialista in urologia che ha tenuto il discorso inaugurale al congresso di Rosario, ha ribadito che il tango è un'attività fisica ad alto contenuto psicosociale e sentimentale (che richiede, è ovvio, frequenza e costanza) che offre la possibilità di "vedersi e sentirsi meglio" con sforzi fisici di intensità moderata.
Comasco aggiunge ancora che ballare il tango produce benefici multipli: aiuta ad alleviare ed a diminuire i sintomi dell'ansia e della depressione; migliora l'umore; aumenta l'entusiasmo e l'ottimismo. Diminuisce anche lo stress mentale ed, attraverso la maggior liberazione di endorfine, aumenta la sensazione di benessere psicofisico. Inoltre, è stato accertato che l'attività fisica nel ballare il tango, per le sue connotazioni psicosociali ed emozionali, collabora al mantenimento di una vita sessuale piena. Nell'esercizio, si liberano composti chimici del cervello, responsabili della sensazione di benessere: le beta endorfine. L'aumento di queste sostanze nel cervello, vien prodotto con soli 20 minuti di esercizio aerobico mentre gli effetti benefici perdurano molte ore; l'attività fisica diminuisce il grado di aggressività, rabbia, ansia, angoscia e depressione. Stimola anche la gestione positiva dell'autostima e facilita una migliore predisposizione all'integrazione sociale.
"Quando balliamo un ballo dall’abbraccio intenso, come il tango, si produce nel cervello l'ormone ossitocina, chiamata anche ormone dell'amore/affetto, che fa scendere i livelli del CRH, inducendo una sensazione di tranquillità e benessere, simile a quella dello stare con la persona amata, combattendo così l'ansia e lo stress", afferma Trossero: il corpo, nel ballo di tango può esprimere le pene, le angosce, le gioie, le paure... L'abbraccio può ingenerare una sensazione di protezione e contenimento. L'essere accolti, riconosciuti e il sentire di appartenere ad un gruppo migliora l'autostima. "È notevole osservare come alcuni, che arrivano senza alcun interesse per i propri bisogni e benessere personale, in poco tempo si sentono meglio, stabilizzano e i loro vissuti sociali riannodando relazioni. E la perdita dell'autostima uno dei sintomi principali della depressione."
Fulvia conclude il congresso di Rosario, raccomandando con entusiasmo la tango-terapia a tutte le persone con depressione, stress, ansia e perfino fobie: "Sebbene ballare il tango sia un'attività ludica, è una forma di terapia assolutamente arricchente e che aiuta a far emergere i propri vissuti traumatici, ossessioni e difficoltà, e a prenderne coscienza".

Julieta Bravo


(traduzione libera, un po' affrettata, del sottoscritto)
Pietro

PS: a chi fosse interessato ad approfondire l'argomento "tango-terapia" suggerirei di visitare i siti web "Tango Terapia" http://www.tango.terapia.com.ar, "Tango-Terapia-El tango a todo corazòn" http://www.protangoperu.com/investigacion/salud.html e di leggere anche i seguenti articoli (in lingua spagnolo-argentina):
"Afirman que bailar tango es tan saludable como hacer gimnasia" -
http://www.clarin.com/diario/2005/12/07/sociedad/s-03601.htm
"Por qué bailar tango ayuda a mantenerse joven" - http://www.lanacion.com.ar/nota.asp?nota_id=1031502

venerdì 1 agosto 2008

Congresso In Argentina: Il Tango e' Una Terapia

(ANSA) - BUENOS AIRES, 19 LUG 2008 - Il primo Congresso internazionale di tangoterapia si conclude oggi a Rosario, in Argentina, dove circa duecento partecipanti hanno discusso per due giorni delle virtu' del tango come strumento per combattere stress, ansieta' e depressione, ma anche per migliorare la circolazione cardiovascolare e ridurre il colesterolo. Lo ha riferito oggi la stampa argentina. "Quando balliamo un ballo d'abbraccio, intenso come il tango, si produce nel cervello l'ormone dell'oxitocina, che combatte l'ansieta' e lo stress", ha spiegato ai congressisti Federico Trossero, un medico specializzato in psichiatria biologica, autore del libro "Tango-terapia" e a sua volta ballerino di tango. Il cardiologo Roberto Peidro e il collega Ricardo Edgar Comasco, autori del libro "Con il cuore nel tango", hanno dal canto loro illustrato i risultati di una ricerca da cui emerge che, se si balla il tango in maniera regolare, migliora la circolazione cardiovascolare e si riduce il colesterolo. I due ricercatori hanno al riguardo messo a punto un protocollo d'indagine per misurare determinati valori respiratori e cardiaci mentre si balla il tango, da cui sono emersi risultati "altamente positivi" per la salute dei ballerini. (ANSA).

dalla pagina http://it.notizie.yahoo.com/ansa/20080719/thl-salute-congresso-in-argentina-il-tan-deebc83.html

martedì 11 marzo 2008

Tango e Parkinson

Ballando il tango: anche così si può contrastare la perdita di equilibrio tipica del morbo di Parkinson, con risultati perfino migliori di quelli che si ottengono con altri esercizi più convenzionali. Lo ha dimostrato un gruppo di neurologi della Washington University di Saint Louis, Stati Uniti, che ha fatto partecipare una ventina di malati a venti ore di lezione di tango o di ginnastica. Tutti hanno avuto un miglioramento della capacità motoria, ma il gruppo di aspiranti tangueros ha mostrato anche un netto progresso nei test sull'equilibrio. "La danza", commenta Gammon Earhart, responsabile del programma, "è un ottimo esercizio per i malati di Parkinson e in particolare lo è il tango; giravolte e stop improvvisi sono utilissimi per mantenere il controllo dell'equilibrio. E poi il ballo offre ai malati un'ottima occasione anche per instaurare nuove relazioni sociali".
Agnese Codignola

mercoledì 19 dicembre 2007

Homenaje a los Viejos Milongueros en el Congreso de la Nación Argentina (30/11/07)

Ciao a tutte e tutti, ho trovato alcuni video nel sito web del mio amico Federico Trossero, tra i quali alcuni riferiti all'Homenaje a los Viejos Tangueros en el Congreso de la Naciòn Argentina delle scorso 30 Novembre, a Buenos Aires. Ed, avendovi parlato del suo libro "Tango Terapia", ho pensato di presentarvi Federico mentre baila con Maria.
Besos,

Pietro



lunedì 5 novembre 2007

Quando il tango

Quando il tango giunge nei ricettari e prescrizioni mediche
di Luis Aposta (dal sito www.todotango.com sezione Cronicàs)

Gli effetti terapeutici della danza risalgono ai tempi preistorici, quando il mago di Cro-Magnon invocava magici incantesimi ed eseguiva danze rituali per scacciare gli spiriti del male che si nascondevano nel corpo dal malato.

Migliaia di anni dopo, antropologi e fisiologi svilupparono più di una teoria intorno alle sue origini. Teorie che attribuiscono al suono ritmico l'avviamento di un riflesso neuromuscolare originato nell'ipotalamo; o quelle che argomentano che la danza rifletta il ritmo dei processi biologici, i battiti del cuore e la respirazione.

Quali che fossero i processi fisiologici, tra la maggioranza delle società primitive, la danza servì per esprimere l'unità e forza della tribù, come per costituire un elemento poderoso nei rituali di magia, propiziazione ed invocazione. Le danze primitive celebravano avvenimenti importanti: la nascita, la pubertà, il corteggiamento, il matrimonio, la malattia e la morte. Si eseguivano danze tanto per guarire i malati quanto per entrare in comunione con spiriti demoniaci o antenati.

Tra i greci, fu Pitagora — chiamato "padre della terapia musicale"— a dedurre che la stessa musica che calmava l'animo (lo spirito) di un pastorello solitario in una lontana isola, arrivava ai limiti più estremi delle sfere celestiali. Fu Platone a raccomandare di cercare la salute del corpo e della mente nella musica e nella ginnastica. Ma è stato Aristotele ad attribuire l'effetto benefico della musica ad una "catarsi emozionale", ponendo così le basi per la ricerca moderna sugli effetti prodotti dalla musica sugli istinti e le emozioni.

Dato che il denominatore comune di ogni vita è il movimento—anche se riposiamo il cuore continua a battere ed i polmoni a lavorare—la danza, lungi dall'essere controindicata, può arrivare a fungere bene da coadiuvante nel trattamento di determinate patologie. La risposta al suono ritmico attraverso il movimento del corpo è una caratteristica basilare che si trova in tutti gli uomini. La musica e la danza, sebbene non costituiscano, di per sé, medicine capaci di curare, se combinate con la psicoterapia ed altri metodi terapeutici possono rivelarsi strumenti preziosi capaci di sostenere ed accelerare i processi di cura (e di guarigione).

Tramite studi seri condotti in diverse parti del mondo, si è potuto determinare che la musica stimola tutte le funzioni relazionate al metabolismo e alle ghiandole di secrezione interna, stabilendosi con ciò una base fisiologica per l'impiego della musica e la danza nel trattamento di certe malattie.

Entrambe, in generale, possono arrivare a liberare il paziente da tensioni emozionali o mentali generate da preoccupazioni o dispiaceri, tenendo in conto che, il maggiore valore della danza, in determinati casi, risiede nel suo illimitato potenziale quale “fattore ri-socializzante".

In un recente studio sugli effetti della danza in persone della terza e quarta età, realizzato nell'Università Mc Gill, di Montreal, Canada, la dottoressa Patricia Mc Kinley afferma che ballare il tango è tanto salutare quanto il fare ginnastica. I risultati ottenuti, oltre a riconfermare che si tratta di un esercizio che aiuta a combattere la sedentarietà, furono quelli di migliorare la motorietà e la coordinazione dei movimenti, dando così una maggiore sicurezza nel camminare (deambulazione).

A pagina 12 della rivista "“La Razón” del 13 di novembre di 1913, si fa riferimento ad un curioso comunicato dell'Accademia di Medicina della Francia che dice: "Dal punto di vista dell'educazione fisica questa danza, il tango, ha su tutte le altre, create da venti anni a questa parte, il vantaggio di fare lavorare più il corpo e le braccia, forzando le flessioni e le estensioni alternative della muscolatura delle parti laterali del torso, le estensioni dei muscoli della parte anteriore del petto con forte proiezione delle spalle all'indietro, le estensioni dei gruppi lombari ed addominali laterali...", etc. Il commento concludeva così: "Di modo che, dunque, d'ora in poi, i medici francesi prescriveranno ai bambini deboli/gracili tanghi ad ogni ora, per alternarli ai bagni di mare,."

Molto distanti sono queste osservazioni, e conclusioni, che pubblicherà su un periodico parigino lo scrittore e giornalista francese Maurice Dekobra, 1885-1973, autore del libro "Mon coeur au ralenti”", che combatte il ballo del tango dicendo che "... raggrinzisce la cute ed invecchia. La preoccupazione di sbagliare un passo contrae i lineamenti; si forma una ruga nella fronte, tra gli occhi, e la "zampe di gallina" aumentano ad ogni movimento. Il disappunto, quando non si è avanzato il piede all'unisono, segna una piega di amarezza nei fianchi della bocca che non si cancella molto facilmente." neanche il collo, secondo Dekobra, si libera dei "disastri" del tango: "... girando troppo spesso la testa, il collare di Venere si trasforma in un orribile solco." (La Razón", Buenos Aires, febbraio di 1914).

Invece, il ballo del tango ha dimostrato, inoltre, di essere un buon alleato nella prevenzione di certe affezioni cardiovascolari. Il cuore che prima apparteneva al dominio esclusivo degli innamorati e poeti, ha cominciato ad essere motivo di maggiore importanza scientifica nel campo della medicina; l'alfa e l'omega della vita che comincia a battere quando l'embrione ha solo tre settimane e non cessa fino alla sua morte.

Il cuore! Il più cantato degli organi del corpo umano. (William Shakespeare)

Il cuore! I cui vincoli con lo spirito persistono non solo nella letteratura universale, ma anche nei testi di molti tanghi. Nelle opere di Shakespeare esistono infinità di allusioni a questo organo; la parola “cuore” figura nel titolo di 583 tanghi (stando a quanto mi dice Omar Granelli). E ora basta ricordarne solo tre: "Corazoncito", "Corazón de papel” e "Corazón no le hagas caso."

La tango-danza, come terapia, che ha dimostrato di funzionare migliorando la resistenza/tolleranza all'esercizio fisico e la qualità di vita, è arrivato ai ricettari (medici). Quelli che ancora non ne sono informati e continuano a ballarlo con passione, nei club di quartiere e nelle accademie, ci ricordano un personaggio di Molière: stanno facendo terapia, ed in alcuni casi, riabilitazione, senza saperlo.

mercoledì 5 settembre 2007

Tango Terapia - Calendario dei workshop e presentazione del libro (in Argentina)

Ciao a tutte e tutti,
ho ricevuto da Federico Trossero, di Rosario (Arg.), autore del libro "Tango terapia", Coquena Ediciones, un programma interessante e denso di eventi (show di tango, conferenze, workshop e presentazioni del libro).
Da un paio di mesi, tra i links del sito www.tango-terapia.com.ar è segnalato anche il nostro www.vogliaditango.it.
Ho pensato di pubblicare il programma in spagnolo perchè mi pare leggibile. Nel caso che qualcuno di voi andasse in Argentina e fosse interessato ad conoscere e/o approfondire l'argomento "tango terapia" può contattare Federico Trossero via email ( trossero@hotmail.com).
Pietro

PROXIMAS PRESENTACIONES de TANGO TERAPIA:
-Conferencia y presentación del libro "Tango terapia" con show: "baile de tango y sus estilos". Viernes 10 de Agosto en el Hotel Catalinas Park de la ciudad de Tucumán. Luego milonga de gala.
-Los días 11, 12 y 13 de Agosto en la ciudad de Tucumán se dictarán clases de baile de Tango Viejo con la modalidad de seminarios intensivos. Y también se realizarán talleres vivenciales de tango-terapia. En el salón del Museo de la Universidad Nacional de Tucumán.
-Presentación del libro "Tango terapia" con show de tango viejo en el marco del XXIV Congreso Nacional de Tango "Homero Manzi" que organiza la Federación de Entidades de Tango los días 17, 18 y 19 de Agosto en el Centro Cultural Municipal de la ciudad Termas de Río Hondo.
-Show de baile en el Salón Auditorio de la Asociación Médica de Rosario el día 25 de Agosto en oportunidad del espectáculo de tango “Tangos, milongas y algo más” con la actuación Dr. Reinaldo Bacigalupo (voz), Jorge Meserich (guitarra), Pichón Sanchez (piano).
-21 al 23 de Septiembre en Jornadas sobre técnicas y terapias complementarias e integrativas. Conferencia y talleres vivenciales de tango-terapia. C.C.B. Rivadavia. Rosario.
-24 al 27 de Septiembre en el 14º Congreso Internacional de Psiquiatria. Presentación del libro “Tango terapia” y curso de tango-terapia. Hotel Sheraton Retiro. Buenos Aires.s los días 24, 25, 26 y 27 de Septiembre.(Salón Ombú).
-28 de Septiembre de 2007. Conferencia "El tango, ese abrazo..." y presentación del libro “Tango terapia” en el teatro de GEBA (Club Gimnasia y Esgrima de Buenos Aires) con show de "El tango y sus abrazos" con auspicio de la Asociación Argentina de Maestros de Baile de Tango de Salón.
-29 de Septiembre de 2007. Taller vivencial de tango-terapia en el Instituto de Psicosomática de Buenos Aires.
-3 de Octubre. Feria del libro de San Nicolás. Presentación del libro, conferencia y show. En el Foyer del Teatro Municipal.
-5 de Octubre. Feria del libro de San Nicolas. Conferencia y show. Teatro Municipal de San Nicolas.
-6 de Octubre. Show de 'tango viejo'. Teatro Sala Labardén. Rosario.
-9 de Octubre. Show de tango en el espectáculo “Tangos, milongas y algo más”. en el Jockey Club de Rosario.
-12 y 13 de Octubre. CORDOBA. (programacion a definir)
-26 y 27 de Octubre. MENDOZA. (programacion a definir)

Informes: trossero@hotmail.com

lunedì 23 aprile 2007

RELAZIONI DI COPPIA, IL TANGO E LA SINTESI TRA MASCHILE E FEMMINILE

RELAZIONI DI COPPIA, IL TANGO E LA SINTESI TRA MASCHILE E FEMMINILE
Scaramucce che tendono a trasformarsi in conflitti, lotte armate, operazioni belliche logoranti ed estenuanti.

Il colore della carta da parati, la gita al mare piuttosto che al lago, lo spazzolino da denti fuori posto e la tavoletta del water sono i “pomi della discordia” della gran parte delle relazioni di coppia. La lotta di potere strisciante è infatti uno degli elementi che maggiormente ostacola la realizzazione di una rapporto appagante. Dopo la prima fase di passione ed innamoramento, nel momento in cui i partner decidono di fondare il loro progetto di coppia, ecco che emergono insospettate lotte per il predominio: si guerreggia per tutto, per qualsiasi cosa, basta che rappresenti un confronto tra chi deve decidere e che deve invece accettare la decisione dell’altro. Le operazioni militari più che assomigliare ad una guerra in grande stile, potente e concentrata, assumono invece piuttosto spesso le caratteristiche di una guerriglia sparsa, frammentata, rapida e veloce. Eppure, se intervistate, la maggior parte di queste coppie dichiara di essere autenticamente innamorata, di amarsi con affetto sincero, anche se – talvolta e senza comprenderne il perché – ogni tanto scoppiano scaramucce che tendono a trasformarsi in conflitti, lotte armate, operazioni belliche logoranti ed estenuanti.

Per fare chiarezza su questo mistero, dobbiamo distinguere il "potere su", fatto di dominio e che porta alla sopraffazione, alla continua contrapposizione e alla distruzione, e il "potere di", costruito attraverso la capacità di lavorare per gli altri, e che porta alla creazione. Distinguere queste due forme di potere ci può aiutare a comprendere che tra i partner il nemico non è l'altro, ma spesso è soltanto il nostro bisogno di agire un "potere su" , bisogno che non viene tollerato dal nostro Io più adulto e che quindi scatena grandi sensi di colpa.
Ma chi non riconosce il proprio bisogno di potere negandolo, rifiutando di accettare che dentro ognuno di noi alberga questo profondo bisogno narcisistico, è colui che spessissimo si fa vittima delle circostanze esterne, delegando agli altri la possibilità di agire un potere spesso enorme. Ogni volta che uno dei partner (o entrambi) finge di ignorare il proprio potere e il proprio bisogno di potere, struttura una relazione che oscilla continuamente tra i ruoli di dominatore e dominato, carnefice e vittima: rinunciando così alla possibilità di agire sia per il bene proprio che per quello dell'altro, rinunciando ad acquisire la capacità creativa di un "potere di", un potere che si sa prendere finalizzandolo ad uno scopo di crescita, seguendo consapevolmente sia il proprio progetto evolutivo, sia il progetto di crescita della coppia.

L'uomo storicamente ha lasciato il potere dell'affettività nelle mani della donna escludendosi dalla vita familiare, dai rapporti con i figli. La situazione che si è andata strutturando è che l'uomo ha sviluppato il suo potere maschile fuori casa, realizzandosi nella società e nel lavoro e la donna ha sviluppato il suo potere all'interno delle mura domestiche. Questi stereotipi hanno prodotto uno strapotere, un "potere su" da ambo le parti. L'uomo ha sviluppato una cultura "maschilista" nella società escludendo e sottomettendo la donna (forse per vendicarsi del suo strapotere nella vita familiare?); la donna ha fatto della famiglia il suo regno creando dei rapporti con i singoli componenti, marito e figli, di dipendenza e di possesso. Si instaura con questi stereotipi, la lotta di potere tra l'uomo e la donna per arrivare - oggi - ad una ulteriore esasperazione: la distruzione dell'identità maschile e femminile e la nascita dell'identità fallica. Il principio maschile e paterno è un elemento fondamentale oggi più che mai all'interno della coppia e della vita familiare, nel rapporto con i figli: con la sua forza aiuta i figli ad incontrarsi con la vita, con la realtà e a separarsi dalla simbiosi e dalla dipendenza. Così come il principio femminile e materno sano può insegnare l'armonia e l'amore per la vita.

Non si può lottare contro l’altro e contrapporsi all’altro in continuità, per imporgli la nostra volontà e trasformarlo a nostro piacimento. Non vinceremo mai. La soluzione non sta evidentemente nella contrapposizione, ma nella sintesi artistica. Il principio maschile e il principio femminile sono entrambi assolutamente indispensabili alla realizzazione sia della vita biologica, ma anche alla realizzazione di un progetto di coppia sano, appagante e ricco di spinte evolutive e trasformative. E’ necessario mettere da parte i dolori antichi, le delusioni, rinunciare ai vecchi rancori per diventare saggi, forti e duttili. E’ solo così che potremo arrivare a fondere insieme principio maschile e principio femminile e a farli danzare in coppia come avviene nel tango, con tutta la libertà dell’uno e dell’altro, con tutta la creatività dell’uno e dell’altro.

(Fonte dell'articolo: http://www.solaris.it/indexprima.asp?Articolo=1014 )

martedì 17 aprile 2007

Tango Terapia - Ironizziamo ;-)

Qualche anno fa, nel corridoio d'accesso ad una scuola di ballo, avevo trovato appeso un cartello un tantino sui generis. M'ero soffermato a leggere, l'avevo trovato originale e divertente. Mi sono annotato quel che c'era scritto:

"La teoria è quando si sa tutto ma non funziona niente.

La pratica è quando funziona tutto ma non si sa perché.

Qui facciamo teoria e pratica: non funziona niente e non si sa perché."

Mi sono iscritto subito!!!
Ahahahah :-)

Vantaggi del tango


sul sito http://caminar-mas.blogspot.com/search/label/baile ho trovato uno studio interessante. Ho sempre pensato che il tango sia utile a tutte le età!

venerdì 13 aprile 2007

Per chi volesse andare a Rosario...

Ho appena ricevuto dal Dr. Trossero l'email che vi riporto qui sotto, in spagnolo, alla quale per ragioni di tempo, non ho ancora risposto:

"Hola Pietro. Cómo anda tu tango, has progresado???


http://www.tango-terapia.com.ar


GACETILLA (GAZZETTINO)

El Dr. FEDERICO TROSSERO presenta el workshop “TANGO-TERAPIA”

VIERNES 20 DE ABRIL 16 hs.
Venerdì 20 Aprile, ore 16

Salón S.S. del HOTEL SHERATON

Leandro N. Alem y Juan José Paso

Mar del Plata


En el 23º Congreso Argentino de Psiquiatría


TANGO-TERAPIA” aborda el tango desde su vertiente terapéutica, poniendo en juego los intensos fenómenos emocionales que se disparan en este particular baile de abrazo con estrecha relación física entre dos personas.

TANGO TERAPIA abborda il tango dalla sua componente terapeutica, ponendo in gioco gli intensi fenomeni emotivi, che s'innescano in questo particolare ballo d'abbraccio, e la stretta relazione fisica tra due persone

El Dr. Trossero ha desarrollado esta original manera de abordar la problemática del bienestar humano y a partir de su experiencia en talleres de tango-terapia presentó las bases metodológicas y fundamentos científicos en su libro “Tango-terapia” editado en 2006.

Il dr. Trossero ha sviluppato/messo a punto questo modo originale di abbordare la problematica del "benessere umano" e, partendo dalla sua esperienza personale nei laboratori/workshop di tango terapia, ne ha presentato le basi metodologiche e fondamenti scientifici nel suo libro "Tango Terapia" pubblicato nel 2006.

Le citazioni riportate qui sotto sono estratte dal libro e son leggibili nel post sulla tango terapia:

“Como bailarín de tango y milonguero, pude apreciar y experimentar que todo el caudal expresivo de este baile tan especial, encierra un sentido en relación a la personalidad total de quien lo baila.”

“Un lugar de intercambios humanos y de juego. De vínculos con sentido y trascendencia, dentro de un marco de una vivencia estética y creativa singular.”

“Y no sólo la armonía es de dos cuerpos sino de dos mundos diferentes, el masculino con su necesidad y expectativa de atención hacia sus logros; el femenino con el reclamo hacia sí misma y sus cosas. El hombre espera el halago de la mujer en la aceptación de ser un buen bailarín, la mujer en el buen trato, el buen abrazo, el ser tenida en cuenta, que no le pisen los zapatos nuevos, prefieren un hombre que haga unos pocos pasos pero bien hechos y con sentimiento a aquél que quiere hacer demostración de destreza con su repertorio de figuras”

“Los dos metros cuadrados de piel que tenemos presentan receptores al dolor, a la temperatura, a la presión y al tacto que están al servicio de una permanente comunicación no verbal. El estímulo de la piel con la caricia genera producción de hormona ocitocina especialmente en la mujer, y es llamada precisamente “hormona del apego”.”


NB: mi piacerebbe andarci ma... dovrei chiedere un mutuo! Eppoi, una volta là, chi torna più??? :-)))

mercoledì 4 aprile 2007

Tango Terapia - Il luogo/spazio

Tango terapia
"Il luogo/spazio"


Tango terapia
"Il luogo/spazio"

.....Se consideriamo un luogo come uno spazio fortemente simbolizzato, nel quale può leggersi, in parte o nella sua totalità, l'identità di coloro che l'occupano, le relazioni che mantengono e la storia che condividono, il laboratorio costituisce un “luogo” per eccellenza. Un luogo antropologico. Un luogo di autenticità nel quale abbiamo: storia, appartenenza, sviluppo/crescita, identità.....

.....Mare Augé ci segnala l'esistenza dei "non luoghi" che hanno prosperato nella post-modernità. Luoghi generati, dalla nostra società attuale: luoghi di circolazione e di perdita di identità (super ed ipermercati, stazioni di servizio, autostrade e supermercati)..... Non c'è identità senza la presenza degli altri, in un'interazione autentica: le nuove modalità relazionali portano a relazioni illusorie con “personaggi” che non conosciamo e che ci diventano “familiari” in virtù della loro reiterata presenza nei media. Riconosciamo gente che non conosciamo (artisti, politici, sportivi e giornalisti), gente che esiste (soltanto) grazie all’immagine che rafforza il loro valore. Sono nuovi modelli relazionali che non devono crearci confusione. Non si esiste/vive tramite la mediazione dell'immagine.....

(da Tango Terapia, Federico Trossero)

Tango Terapia - Psicotango e libertà

Psicotango e Libertà

L'importanza del lavoro vivenziale e gruppale nel laboratorio di tango terapia arricchisce qualunque forma di trattamento individuale che la persona sta seguendo, dando spazio al gioco simbolico e a fenomeni transizionali e transazionali.....

.....La musica del tango per le sue caratteristiche particolari, l'apprendere una tecnica di ballo, l'interazione nell'abbraccio con l’altro e con le altre coppie, ballando nel laboratorio, permettono tutto un gioco relazionale organizzato ma che rimanda anche alla creatività nella più assoluta libertà.....

.....La società colpevolizzante (generatrice di sensi di colpa) ci ha insegnato a vivere il piacere psicocorporeo come una trasgressione e ci fa sentire come protetti da schemi culturali e corporei repressivi. La comunicazione gestuale sembra essere più libera. "Il piacere non ha tanta memoria quanta ne ha il dolore.".....

.....Il corpo parla e ci racconta il suo movimento, nel ballo del tango; ci parla delle paure, delle barriere difensive, delle ambizioni ed, ancora, dei sogni delle persone. Si tratta di dire, di trasmettere, di fare della parola movimento e del movimento parola. La rabbia ed il dolore che, tante volte, vanno mano nella mano. La sfiducia, la sicurezza. Tutta la ricchezza del linguaggio del corpo ci parla, senza mentire, di quei problemi che, molte volte, ci si rifiuta di far uscire e riconoscere come propri. Si cerca, allora, di trovare il senso del movimento in ogni passo, in ogni abbraccio, in ogni maniera di "portare/condurre" o "essere portato/condotto”. E l'osservazione, quale partecipante, ci permette di apprezzare, già nella totalità integrata di un turno di tanghi (tanda), la personalità che si sta mettendo in azione. Questa azione si inquadra dentro parametri che si mantengono quale costante e di cui si tiene molto conto nel piano di lavoro delle sessioni di tango terapia.....

.....Ad esempio, ci sono milongas a Buenos Aires, nelle quali, per ragioni di spazio, si creano serie limitazioni all'espressione nel ballo e tutto quanto vien ridotto ad una sequenza di passi ripetuti allo stesso modo da somigliare più ad un rituale ossessivo; a questo, potremmo aggiungere quell'uniformarsi ad eseguire le stesse cose (passi) senza sfumature che li differenzino, che evidentemente ripete ciò che la nostra società fa con noi: diventiamo “cloni” di ballerini di tango. Ma, senza alcun dubbio, c’è sempre chi riesce ad imporre la propria creatività ed espressione nell'abbraccio, nonostante tali limitazioni, negli incomparabili passi milongueros. Un po’ come nella psicoanalisi quando c’è una teoria dominante e le altre vengono squalificate insieme a quelli che aderiscono ad esse.....

.....In questa epoca tecnologica, volta al “pensare” e non al “sentire”, e pregna di tanta, e tanto falsa, comunicazione, nella vertigine di tonnellate di informazioni imbottigliate, che si scambiano, secondo per secondo, senza il benché minimo contatto fisico-emozionale, queste nuove o vecchie forme di comunicazione permettono di trascendere le frontiere del nostro Io: e questo ci fa tornare profondamente umani.....

(da Tango Terapia, Federico Trossero)

martedì 3 aprile 2007

Tango Terapia - Indicazioni

Indicazioni

Col trascorrere del tempo e con l'esperienza che andava aumentando, ho potuto definire un spettro davvero ampio di indicazioni e di utilizzo della tango terapia. In alcuni casi è necessario realizzare adattamenti con tecniche modificate per ottenere un migliore approccio a certe patologie.....

.....Eccone l’elenco:

Situazioni di crisi: personali e relazionali.....

.....Malattie psicosomatiche, specie quelle che attaccano i sistemi più arcaici dell'organismo umano, le affezioni della cute, dell'apparato gastrointestinale e respiratorio, per le loro intime relazioni con le emozioni primarie.....

.....Stati d’ansia, che sono, per elezione, la manifestazione più frequente del nostro psichismo: oggigiorno, coi tempi che corrono, è osservabile la tensione presente nel corpo. Il lavoro sui tempi d’attesa e sul ritmo, aiuta a migliorare il nostro stato generale.....

.....Fobia sociale e fobia specifica: a coloro che temono l'opinione/giudizio altrui (e ballare significa mostrarsi), viene offerta la possibilità di lavorare sui motivi di quell’inibizione.....

.....Disturbo da panico e relative condotte fobico-evitanti (parlare in pubblico, essere osservati, paura degli spazi chiusi, paura delle moltitudini e paura dell'intimità con un'altra persona).....

.....Difficoltà nell’esprimersi verbalmente: il tango offre un'alternativa preziosa per comunicare ed essere compresi.....

.....Difficoltà nel rapportarsi (bene) al proprio corpo, per esempio: donne operate di tumore al seno, persone con esiti di traumi da incidenti/infortuni, con problemi d’obesità, di dismorfofobia (che normalmente s’accompagna ad alcuni disturbi ossessivi, bulimie o anoressie).....

(da Tango Terapia, Federico Trossero)

Tango Terapia - Azioni ed effetti

Azioni ed Effetti
(nota di Pietro: non chiedetemi cos'è un istone, OK? ;-)

I) Se ci riferiamo agli effetti sulla struttura biologica dell'individuo, favorisce lo sviluppo di attitudini fisiche e motorie. La pratica regolare migliora molti aspetti della salute fisica, è utile nella prevenzione cardiovascolare e del sovrappeso, e in molteplici disturbi osteoarticolari e posturali.

.....Favorisce lo sviluppo di funzioni neurocognitive superiori, dato che si deve prestar attenzione ai passi da eseguire, così come esercitare la memoria soprattutto in relazione alle sequenze di movimento, per ricordare e ripetere i passi del tango. Questi stimoli agiscono sotto l’influenza di certe neuromolecole che favoriscono processi di elaborazione dei fattori di crescita neuronale.....

.....Il contatto fisico e l'affetto che l'accompagna ci rimandano ai primi contatti del periodo perinatale. La pelle, derivata diretta e con profuse connessioni al sistema nervoso centrale, con un'origine ectodermica comune, è un grande recettore di sensazioni e stimoli, da ancor prima dello sviluppo di altri sensi. Il tatto e le sensazioni cenestesiche più profonde ci aiutano a “sentire” le attenzioni materne, così come le punizioni e dolori; è un potente mediatore e mezzo nella nostra relazione con gli altri. I due metri quadrati di pelle di cui disponiamo presentano quei recettori, al dolore, alla temperatura, alla pressione ed al tatto, che servono per una comunicazione “non verbale” permanente. Lo stimolo della pelle con la carezza genera la produzione, nella donna, di un ormone, l’ossitocina, definito l’ormone dell’affetto, dell’attaccamento.....

.....Negli studi moderni sulla genetica si è smontata la divisione netta tra l’aspetto genetico e ambientale: i geni stabiliscono un manuale basilare al quale le contingenze dell'ecosistema uniscono, in forma permanente, alcuni cambiamenti (che potremmo definire “gli articoli/regole a caratteri piccoli”, quelli che troviamo nei contratti e nelle polizze assicurative). Sappiamo che da un abbraccio si mettono in gioco fenomeni che portano a modificazioni epigenetiche della sequenza dell'assone mediate dall'attivazione dell'enzima istone acetiltransferasi, il che significa che, nel corso dei tre minuti di durata di un tango, arrivano a modificarsi parametri della struttura fisica del cervello.....

.....Ad esempio, nella depressione ed il suo primo fratello, lo stress, si conoscono l'affezione e l’atrofia in cellule dell'ippocampo, così come si vedono inclusi la corteccia prefrontale e l’amigdala cerebrale; allora bene: è qui che gli stimoli derivanti dal movimento e dalle sensazioni risvegliate dal ballo del tango, limitano quel deterioramento grazie alla produzione di fattori di crescita e rigenerazione neuronale.....

.....Grazie all’eliminazione di inibizioni, i movimenti, i gesti e la postura/posizione nel quotidiano si fanno più naturali, spontanei, liberi, e liberano spesso da fastidiosi dolori muscolari o alla colonna vertebrale......

II) Se ci riferiamo all'essere psicologico, (la tango terapia) facilita lo sviluppo emozionale e cognitivo, e lo sviluppo di facoltà espressive del corpo, che consentono di studiare il materiale simbolico che, a sua volta, permette la scoperta della propria personalità nei suoi filamenti più intimi. Permette una visione più ampia del paziente nella sua dimensione reale e si ricreano scene immaginarie mediate dai diversi passi del tango che ci conducono a materiali inconsci.....

.....Per le caratteristiche e l'importanza dell'abbraccio, il tango (danza) determina un contatto fisico tanto stretto col compagno/a che permette di trascendere l’aspetto fisico e di generare una profonda comunicazione non-verbale in termini intensi inter ed intrapersonali. Comunicazione che inizia con sguardi, contatto visivo suggestivo, invitante, esigente, provocatorio, seducente, e continua con l'abbraccio tenero, protettivo, possessivo, e con movimenti elastici, duri, rigidi, sicuri, ed un finale di separazione e di ricordi, con tutti i coloriti emozionali immaginabili.....

.....Al pari dell'espressione spontanea di idee, sentimenti ed emozioni, si attivano mettono quei meccanismi di difesa che supportano conflitti e sintomi nella vita quotidiana; ma l'ambiente disteso/rilassato, la maggior parte delle volte gradevole e divertente, che si instaura nella sessione di tango-terapia, col ballo quale mediatore, permette di elaborarli in modo molto naturale. Vengono a raccontare una storia ("ognuno" con la sua “milonga”) e finiscono per costruirne un'altra.....

.....Consente la creatività, la conoscenza interiore, tramite il proprio corpo in movimento, la coscienza (consapevolezza) corporea ed emotiva. E nell’identificazione dell'altro trova aspetti di sé stesso che l’aiutano ancor di più nella propria identificazione e nell’esperienza emotiva concomitante.....

III) Nell'ambito del sociale, l'incontro con altri, lo sguardo, il corpo, l'abbraccio, il gruppo di lavoro nel laboratorio di tango, il contatto con la persona dell'altro sesso, e perché no, dello stesso, e la parola, permettono di integrare sensazioni ed emozioni speciali per questo tipo particolare di interazione. Questo fa sì che si stabiliscano legami relazionali più salutari improntati a quella sicurezza e fiducia che sono tanto necessari alla nostra società contemporanea.....

.....L'identità trova un sostegno concreto nella presenza degli altri.....

.....Questo non si esaurisce lì: circolano altresì, in tutta la loro grandezza maiuscola, la parola ed il gesto, espandendo tutte le dimensioni di questa comunicazione umana. Comunicazione che intendo quale “complesso congiunto di elementi di interazione che determinano tutto un sistema integrato per il non-verbale ed il verbale”.....

.....Se diciamo ed abbiamo ascoltato, da sempre, in Argentina, che “il tango è un sentimento che si balla”, senza alcun dubbio la sua pratica s’è tenuta in contatto, sin dall’inizio, con le parti più profonde del “self (Sé)” di ogni ballerino o ballerina.....

.....Nella mia esperienza e conoscenza, avallate da una lunga carriera professionale, posso già affermare che, per i benefici prodotti, la tango terapia è indicata per vari disturbi ed anche per tutti coloro che desiderano accrescere alcune abilità o scoprire capacità sconosciute a loro stessi.....

(da Tango Terapia - Federico Trossero)

lunedì 2 aprile 2007

Tango Terapia - Storia

Storia

.....Dalla concezione rituale religiosa e/o catartica della danza nelle più antiche civiltà, nelle quali assumeva la funzione di relazionarsi, allora, con le forze enigmatiche della natura senza che importasse alcunché l'estetica del movimento, o avendo forse un'estetica differente dalle nostre concezioni attuali della stessa, passando dallo stile accademico, poi, al contemporaneo, fino a quella della danza-terapia degli anni `40 in USA, con la sua finalità di espressione e comunicazione; e, da allora, fino ai nostri giorni, hanno avuto spazio molte e diverse linee di pensiero che ci hanno offerto i loro apporti preziosi. Le basi sarebbero in relazione con la danza contemporanea con orientamento espressionista.....

.....I modelli teorici, in cui troviamo elementi che ci rimandano allo sviluppo della tango terapia, li troviamo nella psicoanalisi (Freud), nella fenomenologia (Jaspers), nella neuropsicologia (Gastaut), nella psichiatria (Vallejo Najera), nel modello dialettico (Thenon), nel semiotico (Bajtin e Vygotsky), nello psicodramma (Bruno e Rosso Bermudez), nelle teorie evolutive (Piaget, Lowenfeld, Luquet, Kramer) e di simbolizzazione (Tustin), nella musicoterapia (Benenson), nella terapia occupazionale, nell’arte-terapia.....

.....Questo accade anche con l'arte (arte-terapia) e con la musica (musicoterapia). Vengono prese quale mezzo di espressione non-verbale per potere accedere all’inconscio. Ed il tango racchiude nella sua danza tutta la bellezza di quei corpi allacciati come nella migliore opera d'arte prodotta dalla cultura umana, come migliore scultura, e ancor più, porta il valore aggiunto niente meno che della vita in movimento. È forse uno dei migliori esempi di vero incontro tra la cultura e la natura. I lavori di C. Jung trattano simbolismi comuni a tutta l'umanità, universali, e che, senza dubbio, lo sono per tutte le danze di tutta la storia dell'uomo. Il tango non esula da queste generalità (inconscio collettivo), ma racchiude altresì peculiarità che lo trasformano in uno strumento di valore terapeutico. Esistono movimenti archetipi, quali rannicchiarsi, aprirsi, stirarsi e saltare.....

(da Tango Terapia, Federico Trossero)

sabato 31 marzo 2007

Tango Terapia - Obiettivi e Relazioni semantiche

Obiettivi

"Conosci te stesso" recitava l'oracolo nella Grecia Antica. E questo, è stato da sempre il fondamento e l'obiettivo delle psicoterapie, ed il principale mezzo d’accesso alla trasformazione e sviluppo personale. Se non ci conosciamo non possiamo cambiare. "Conosci il tuo nemico se vuoi vincerlo", e, in realtà, se non conosciamo le nostre resistenze e conflitti, non potremo affrontarli


Relazioni semantiche


Nel corso di lunghi dibattiti e conversazioni con amici e professionisti della salute mentale e delle milongas, si arrivava ad un punto chiave: quello del ruolo della parola come forma superiore dell'espressione umana e come strada maestra alla conoscenza del materiale inconscio e del suo reintegro nell'interpretazione. Sebbene creda che ci sono differenti mezzi di comunicazione, inclusi i più primitivi, che sono in maggiore e più intimo contatto col materiale inconscio, nella tango terapia c'avvaliamo di tutte le risorse disponibili, che sono notevoli, per le loro sfumature e varietà. L'abbraccio, la posizione, il movimento, lo svolgimento nel gruppo, la relazione col compagno/partner e coi docenti. Ma diamo anche spazio alla parola quando, al termine di ogni sessione, ci si scambiano (a voce) le vivenze dell'esperienza del giorno ed ognuno espone liberamente le proprie. Questo è un elemento in più che arricchisce la terapia. Inoltre ogni paziente può lavorare, nella propria terapia individuale, sui conflitti emersi e ravvivati dal laboratorio/workshop di tango-terapia.....

.....La sorpresa maggiore ebbe a che vedere con la scoperta del significato della termine “milonga”. Secondo José Gobelo, fondatore dell'Accademia del Lunfardo, deriva dal linguaggio africano Quimbunda ed è il plurale di “mulonga” che significa "Parola”. Pare, a suo dire, che sia in relazione ai payadores (cantori popolari, in Argentina, che, accompagnandosi con la chitarra, competevano con altri, improvvisando su vari argomenti). Perciò milonga è "Parole”. E non v’è migliore definizione di quel che si fa in un laboratorio di tango dove la comunicazione, attraverso un linguaggio tanto ricco da includerla tutta, è permanente. Dall'espressione attraverso la postura, dal gesto alla parola. Secondo Artur Pestaña "Pepetela" (scrittore angolano), l'Argentina è quilombo, tambo e milonga, e milongo, in umbundu (la popolazione mbundo è la maggioranza etnica in Angola, significa incantesimo, una danza incantata. Il termine“milonga” racchiude altri significati affini: definisce una musica, un luogo in cui si ballano tango, milonga e valzer, e che si estende ad altre danze, “vado alla milonga”; altre volte diciamo “no me vengas con esa milonga - non venir da me con quella milonga" quando non desideriamo persone che vengan da noi coi loro problemi e tiritere. In inglese "all that jazz.". Quanto al termine “Tango”, pare provenga dalle Canarie e si riferiva a “festa o danza di negri” e, poi, al luogo in cui questi ballavano.....

.....Il ballo del tango è un dialogo legittimo tra due corpi che, nel contempo, ci rimanda all'introspezione più profonda nel nostro self (proprio Io).....

(da Tango Terapia, Federico Trossero)

venerdì 30 marzo 2007

A proposito di tango-terapia

Salute
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Quando si parla di salute, è opportuno fare riferimento alla Costituzione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), agenzia dell'ONU istituita nel 1948 con l'obiettivo di operare per far raggiungere a tutte le popolazioni il livello di salute più elevato possibile. La salute, definita nella Costituzione dell' OMS, come "stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia", viene considerata un diritto e come tale si pone alla base di tutti gli altri diritti fondamentali che spettano alle persone. Questo principio assegna agli Stati e alle loro articolazioni compiti che vanno ben al di là della semplice gestione di un sistema sanitario. Essi dovrebbero farsi carico di individuare e cercare, tramite opportune alleanze, di modificare quei fattori che influiscono negativamente sulla salute collettiva, promuovendo al contempo quelli favorevoli.

In tale contesto, la salute viene considerata più un mezzo che un fine e può essere definita come una risorsa di vita quotidiana che consente alle persone di condurre una vita produttiva a livello individuale, sociale ed economico.

La definizione di salute proposta dall' OMS è molto impegnativa; infatti la sua traduzione in termini operativi e soprattutto in azioni, ha sempre suscitato riflessioni, dubbi, discussioni.

Il carattere "utopistico" di tale definizione è molto chiaro e condivisibile in quanto descrive una situazione di completa soddisfazione e felicità che forse non può essere mai raggiunta, ciononostante costituisce un punto di riferimento verso il quale orientare i propri sforzi.

La traduzione di dichiarazioni di principio in strategie operative costituisce da sempre un processo complesso e difficile soprattutto quando le implicazioni per l'azione richiedono il cambiamento del nostro modo di pensare e di agire. In questo senso per dare un impulso significativo al perseguimento della salute da parte dei governi, ai diversi livelli, l'OMS ha cercato di rendere operative, a partire dagli anni ottanta, due strategie che vanno sotto il nome, rispettivamente, di "promozione della salute" e di "strategia della salute per tutti". Ciò soprattutto nella consapevolezza che la salute è il risultato di una serie di determinanti di tipo sociale, ambientale, economico e genetico e non il semplice prodotto di una organizzazione sanitaria.

Nel tempo, sul concetto di salute e sulla sua definizione, si è sviluppato un dibattito internazionale e sono state formulate alcune proposte di definizione alternativa. Fino ad ora però hanno avuto poco successo e quindi la definizione dell' OMS rimane ancora un punto di partenza e di riferimento.

La tradizione popolare ritiene sano chi non ha dolori, febbre o duraturi altri disagi, tanto da impedirgli di svolgere le proprie funzioni. Le "funzioni" dipendono (sempre secondo la tradizione popolare) maggiormente dall'età e dai ruoli sociali. Questa definizione ha il vantaggio di essere di "buon senso" e lo svantaggio di essere poco quantificabile.