venerdì 8 giugno 2007

Tutti pazzi per il tango-step. Da Rimini con furore...

Articolo segnalato da Matteo...

Ricordate la lambada? Forse no, anche perchè ha avuto successo solo per un’estate dei primi anni novanta. Lo stesso si può dire di molti balli e canzoni che sembra debbano rivoluzionare il mondo della musica ed invece si rivelano delle semplici mode. Un’eccezione è il tango; da quasi cento anni, continua a spopolare. Affascina anche le nuove generazioni, che vogliono imparare quei passi carichi di erotismo visti in tanti celebri film.
Ora, il tango è entrato anche nel mondo del fitness per merito di Laura Rapuzzi, che lo ha abbinato allo step. Nel corso di una lezione di step, la nota presenter ha messo la musica del tango notando che riscuoteva un grande successo presso i suoi allievi. In seguito, ha studiato una serie di movimenti ispirati al tango (da abbinare alla musica) dando vita al tango-step.
Dopo aver registrato il marchio presso la Siae, la Rapuzzi ha organizzato dei corsi allo scopo di certificare degli istruttori che diffondessero il tango-step in tutta Italia. Oggi, questa specialità del fitness è praticata a Verona, Trieste, Torino, Ascoli Piceno, Tortoreto Lido, Giulianova e sulle più famose spiagge della nostra penisola.
Non volendo perdere l’occasione di approfittare della passione degli italiani per il fitness, i proprietari degli stabilimenti balneari della riviera adriatica hanno attrezzato alcune zone della spiaggia come le palestre; fra le attività proposte c’è anche il tango-step. Decine di persone, in prevalenza donne, salgono e scendono dalla pedana imitando i movimenti del tango. In questa maniera, bruciano calorie e si divertono.
Essendo in spiaggia, indossano solo il costume da bagno. In palestra, invece, l’abbigliamento è quello di tutte le altre specialità del fitness: tuta, maglietta, calzoncini o fuseaux. Insomma, a nessuno viene richiesto di comprarsi i vestiti classici del tango. Dopotutto, il tango-step appartiene al mondo del fitness (non a quello della danza). Le lezioni di tango-step possono durare 30, 45 o 60 minuti.
Non tutta la lezione viene dedicata al tango-step vero e proprio, si eseguono anche esercizi di riscaldamento e potenziamento muscolare. Gli ultimi minuti, sono dedicati a tecniche utili per rilassarsi. Il successo del tango-step darà duraturo? E’ già durato più a lungo di altre specialità del fitness (che hanno esaurito il loro fascino in una sola stagione). Il fatto che si pratichi negli stabilimenti balneari di Rimini, è segno che la sua popolarità è in crescita.
Luca De Franco

http://canali.libero.it/affaritaliani/cronache/tangostep0606.html

mercoledì 6 giugno 2007

Importante!

Ricordiamo a tutti che con la scorsa settimana si sono chiusi i nostri corsi e la nostra pratica guidata al Circolo Castelletto (che riprenderanno a settembre). Ma nessuna paura, stiamo definendo il calendario estivo ed aggiorneremo tra qualche giorno il nostro box di appuntamenti. Intanto tenetevi liberi martedì 12 giugno per l'inaugurazione della nostra milonga all'aperto!!!

martedì 5 giugno 2007

Cantos y Cuentos del Tango y la Milonga

Venerdì 22 Giugno, a Piacenza, al caffè letterario "Baciccia" di via Dionigi Carli 7, (parallela a via Colombo), abbiamo l'onore ed il piacere di ospitare Jorge Lindman e Graciela Carballo.

Jorge Lindman vive a Buenos Aires, è milonguero verace, giornalista, sociologo, umorista e scrittore. Collabora stabilmente alle Riviste di Buenos Aires “El Tangauta” e “B.A.Tango”, dove pubblica periodicamente dei racconti ambientati nelle milonghe di Buenos Aires. Collabora anche con la brava disegnatrice argentina Jorgelina Tassara, che illustra con i suoi disegni i racconti di Jorge. In Italia da Sigillo Edizioni (www.tangologia.com) sono stati pubblicati due libri di Lindman: “Racconti di tango, d’amore e di milonga” (in italiano) e “Cuentos de tango – Tango tales” (bilingue inglese / spagnolo).

Tango Tales: Raccolta di 29 racconti, in lingua originale(con piccolo dizionario di termini tipici e del lunfard, storico slang di Buenos Aires) e con traduzione inglese, sulla varia umanità che vive la notte al ritmo del tango nelle milonghe della capitale argentina. Con illustrazioni di artisti argentini.

Racconti di Tango, d'Amore e di Milonga: 30 racconti ambientati nelle milonghe di Buenos Aires, alcuni umoristici, tutti preziosi per conoscere il variegato mondo della milonga argentina. La milonga, luogo in cui accorrono quelli che ballano tango, è uno spazio per importantyi incontri, ma anche per grandi disincontri. La notte che stordisce e nasconde, le storie d'amore che nascono e muoiono al ritmo del tango, le fantasie che non si concretizzano, le solitudini che si mascherano, i sogni che occultano il vuoto, ma anche il godimento corporale e spirituale delle notti di milonga.


Graciela Carballo è un’ottima cantante di tanghi, canta con sentimento alcuni brani e presenta il suo nuovo CD “Flores de tango”, con brani indimenticabili come “Malena”, “Muchacho”, “Los Mareados”, “El Ciruja”, “Niebla del Riachuelo”, “Anclao en Paris”, “La ultima curda”, e tanti altri, fra cui la milonga “Apologia tanguera” e il vals “Flor de lino”.

Tamango - La ultima curda

Tamango - Romance de Barrio

Natacha Poberaj e Jesus Velasquez

http://www.youtube.com/watch?v=3e_Rbts5Q9Q

Il mio Venerdì al Genova Tango Festival

All'ultimo momento Nico ha dato forfait, un impegno improvviso del sabato ha deciso per lui e così è solo con Aurora che parto... destinazione Genova. Ci aspetta la prima serata del Festival 2007. Saremo ospiti di Marina e Angelo, una coppia di amici stupendi e veramente simpaticissimi. Il viaggio, tra piovaschi, temporali e almeno 40 min di coda non è stato dei migliori, comunque dopo le 20 eravamo a Genova, da loro. L'appartamento è bellissimo, dai balconcini vediamo l'Acquario... è il momento più bello... sta tramontando... siamo proprio fortunati. Da Pisa aspettiamo Lara, Anastasia e Alessandro (le altre "ciucie" hanno preferito i Colortango). Sarà con loro che dividerò l'appartamento. Prima del tango c'è il tempo per una bella spaghettata... naturalmente al pesto genovese in compagnia anche degli amici Ali, Graziella, Roberto e da Parma anche Lorenza e Michele. Sono io che come al solito scalpito un pò, le gambe cominciano ad avere quasi un moto proprio... sacando aria. Quando arriviamo a Palazzo Ducale non c'è più fila, è quasi mezzanotte, la sala è strapiena, stanno terminando delle esibizioni... ce le siamo perse, poco male... siamo lì per ballare!! A fatica troviamo una sedia a cui appoggiare la roba... le donne si devono cambiare le scarpe, io no... sono già scarpato con le mie hogan all seasons. La prima amica che incontro e che abbraccio è Emanuela, da sempre una delle mie estimatrici... i vals che facciamo sulla terrazza sopra lo scalone sono stupendi... come il suo sorriso. Ormai le donne della nostra compagnia sono pronte, è con Lara che mi avvio verso el gran salon de baile. E' il primo tango, la sento emozionata... comunque bravissima... mi sento orgoglioso di poter ballare con lei... Arrivano le milonghe, mi guarda come per chiedere... sei sicuro di volerle fare con me? ..sto ballando con una delle mie ballerine preferite, perchè dovrei cambiare? L'esibizione di Adrian ed Erica l'ho vista, ma senza seguirla secondo per secondo... la telecamera non l'ho ancora ricomprata. Forse mi sarò perso qualcosa... d'altronde li conosco, sono dei professionisti dello spettacolo oltre che una delle coppie più brave e... più belle del mondo del tango, ma mi sono accorto che si vive ugualmente bene... anche senza esibizioni. L'Yperion inizia il suo repertorio con pezzi di O.Pugliese. Aurora mi mira decisamente, ho capito... ci buttiamo in pista. C'è un gran casino... spintoni e tacchettate... ci sono troppi principianti senza regole. Inoltre sento che manca qualcosa... non c'è energia, specie nelle milonghe il tempo mi è sembrato rallentato. Quando devi badare più alla gente che ti può venire addosso che seguire una musica che in più non ti ispira... è il momento di fare una pausa e d'accordo con Aurora, abbiamo abbandonato la pista dopo 4 o 5 pezzi. L'ultima volta che li avevo sentiti c'era presente Luis Stazo, ora al suo posto c'è un giovane bandoneonista, comunque... è la prima volta che devo dire di essere rimasto deluso. Gli ultimi loro pezzi li ho ballati con Marina... siamo andati meglio, c'era meno gente e qualche bel tango l'abbiamo fatto. Con Anastasia ho ballato sulla musica proposta da Federico, il musicalizador della serata che non mi ha particolarmente impressionato... Lei invece mi impressiona sempre... Non ci sono capitate le milonghe, ma comunque 2 bellissime tande di tango e vals..mi piace troppo ballare con lei. Incrociare nuovamente Emanuela è l'occasione per un'altra bella tanda... Avevo già visto il suo sorriso a inizio serata... l'avvio dei vals mi ha dato la consapevolezza che era venuto il momento di invitarla... Non si era più ballato insieme da Fivizzano e il piacere di allora si è ripetuto anche stavolta. Sono stati solo 3 vals... ma stupendi!... beautiful... come ha detto lei! Grazie Edda. Parte una delle mie milonghe preferite, stavolta è Alessandra che cerco... un cabeceo... se ne accorge, mi sorride e si alza... Ho potuto godere del suo abbraccio anche per una tanda di tanghi... eh si, è proprio una di quelle ballerine che dopo averci ballato non puoi non dire... che bella serata! Questa serata la ricorderò anche per aver finalmente potuto ballare con una bravissima ballerina genovese... che da almeno un anno avrei voluto invitare. E' bastato un mio piccolissimo cenno per avere il suo segnale di assenso! Invitare col cabeceo, specie da lontano... dà soddisfazione perchè capisci che quella ballerina ha piacere a ballare con te. Con Cristiana sono stati 3 tanghi da energia a 1000... sicuramente tra i più belli di tutta la mia serata... Dopo di lei avrei anche potuto sedermi e aspettare la fine ma... non ci riesco, la musica per me è uno stimolo continuo... E' in piedi a bordo pista, sta aspettando un invito... la conosco di vista... è venuto il momento di ballare anche con lei perchè mi dice di sì... A parte il primo vals, passabile... gli altri sono veramente una lagna, ma non abbandono Francesca perchè il suo abbraccio mi piace ugualmente.
Federico annuncia gli ultimi tanghi... mi sembrano così scarsi che non viene voglia di ballarli... sono quasi le 3:30, la prima serata è finita. Non è ancora il momento di andare a riposare, Aurora ha il treno che la riporterà a casa alle 6, abbiamo così ancora un paio d'ore da far passare. L'aria è veramente fresca, qualcuno ha fame... vada per la focaccia... vi ci porto io dice il Robby-Tom. Si va poi a casa, Ali e Anastasia crollano su divani accoglienti... saltano fuori delle carte da scala... qualcosa bisogna pur fare. S i va a controllare le auto, lasciate sulle righe bianche, di notte i vigili non dovrebbero girare. Sono rimaste poche auto dove di giorno stazionano i pulman, la mia è a posto... quella di Anastasia e qualche altra ha un foglietto bianco sul parabrezza! Perchè loro si ed io no? Colpo di fortuna?... ssperiamo... Dopo un giro lunghissimo decidiamo di lasciarle in zona multa, quasi sotto casa, tanto è già il 2 giugno, festa nazionale e per fortuna alla festa non si paga! Finalmente arriva l'ora di accompagnare Aurora, ci pensa Graziella, gentilissima, sono ormai passate le 5:30... comincia ad albeggiare ma per noi tangheri è ancora... notte...

buon tango a tutti
Vincenzo

lunedì 4 giugno 2007

Un Giovedì al Village con i Colortango

Sapevo che sarebbe stata una strapazzata ma volevo farla,per le amiche che avrei ritrovato oltre che naturalmente per gustarmi dal vivo l'orchestra Colortango. Aurora vuole assolutamente venire e così è lei che aspetto da Parma prima di partire.Il treno è come al solito in ritardo,ma non importa.A Mantova ci aspettano Nico,Cristina e Deanna. Verona non è distante e alle 22:30 siamo all'entrata del Village a Somma Campagna,fuori Verona.All'ingresso abbracciamo Marcelo e Sabrina,più tardi si esibiranno,ballando sulla musica dal vivo dei Colortango. Si respira una bella atmosfera,quella delle grandi occasioni..c'è parecchia gente che è venuta dai dintorni,il gruppo più lontano da Rovereto penso. La prima tanda è per Aurora,ha paura di non riuscire più a ballare con me...dopo e così per premunirsi ci siamo fatte 4 super tande di fila! Chiamarle tande è unpò strano dato che Pablo da Veron,che è anche l'organizzatore assieme alla Titti..non mette mai le cortine e questo mi da piuttosto fastidio. Fortunatamente stavolta è stato sul repertorio classico e quindi devo dire che la musica mi è piaciuta.. Anche con Deanna delle tande molto belle e sentite,come sempre d'altronde. Finalmente i Colortango iniziano il concerto.Vorrei invitare Patrizia,sono lì anche per lei,ma non ci riesco..sono invitato da una carissima ballerina veronese con il suo smagliante sorriso,e come al solito elegantissima.Non posso dirle di no e così balliamo dei tanghi stupendi,scanditi dal bandoneon di Roberto Alvarez. Dopo...posso invitare Patrizia,da sempre una delle mie top preferite.Il piacere dura solo 2 pezzi,annunciano l'esibizione di Marcelo y Sabrina.Mi sono piaciuti,diventano sempre più spettacolari,con parecchie inserzioni di danza classica da parte di lei,anche se li ho preferiti nei pezzi più milongheri..più intimi.
Anche i Colortango hanno fatto un buon concerto,da poco hanno inserito un cantante giovanissimo con una voce particolare ma sinceramente i tanghi cantati che ho sentito non mi hanno entusiasmato... Con Cristina solo una tanda di tango..le milonghe non se la sente di ballarle e così ritorno da Patrizia.Con lei ci sarà poi anche una terza volta,devo approfittare anch'io,non so quando mi ricapiterà l'occasione.Ballare con lei è sempre una grande gioia..non penso comunque di essere il solo a pensarla così..visto l'andirivieni dei ballerini davanti al suo tavolo per invitarla... Il venerdì scorso non ero riuscito a ballare con Sabina,era troppo stanca dopo l'esibizione,ma questa volta..sì ed è stata come sempre una gran soddisfazione.......
C'è il tempo per qualche bella milonga ancora con Aurora..a lei piacciono troppo!
Ho ritrovato Chiara e anche la scoperta di avere amiche in comune tra Palermo,Pisa e Rovereto.Non si può certo dire che il tango divida..anzi..così ho ballato con lei ancora più volentieri. Dopo di lei avevo già ballato più o meno con tutte quelle che mi ero prefissato,solo una mi mancava...Sabrina! Prima che si accorgesse di me che la stavo mirando e sospendesse il suo parlare è passato quasi un tango,ma ne è valsa la pena aspettare le milonghe che sono arrivate dopo. Sicuramente sono state le milonghe più belle della serata e non poteva che essere così...bellissimi pezzi,tra i miei preferiti..spazio a disposizione ma soprattutto..una ballerina bravissima! La mia bella serata è finita così,ormai avevo già rubato troppo tempo al riposo..era ora di andare e finalmente alle 2:30 abbiamo levato le ancore.. Mantova è la prima tappa,la seconda è Parma,devo accompagnare a casa Aurora,non ci sono treni nella notte.Che bello attraversare la città quasi deserta,coi semafori lampeggianti..niente file..spero neanche telecamere fisse.! Sicuramente qualche limite non l'ho sempre rispettato,ma volevo recuperare
qualche minuto di sonno in più..alle 7:30 la sveglia avrebbe suonato,inesorabile.
Alle 4:10 ero gia di ritorno a Casalmaggiore...

buon tango a tutti
Vincenzo

Patricia e Matteo


Splendido lo stage di Milonga tenuto da Patricia e Matteo a Reggio Emilia sabato scorso. Erano già stati nostri ospiti alla seconda edizione di TangoBridge, ma per la prima volta mi sono ritrovata loro allieva. Davvero una bella esperienza. La milonga mi ha sempre terrorizzato... perchè ballo da poco, perchè il ritmo è battente e qualunque errore viene amplificato, perchè la mia 'traduzione' della marca ancora è alterna, non sempre veloce, non sempre sicura... Grazie a loro comincia ad essere qualcosa di più solare e giocoso. Per me, ballerina, una sfida 'ermeneutica' ancora più intrigante del tango...

Approfittate di qualunque cosa veda coinvolti questi due maestri! Na vale la pena. E se volete saperne qualcosa di più il loro sito è http://www.tangoclub.it

domenica 3 giugno 2007

Diario parigino

Parigi è ventosa, fredda e c'è parecchia gente incazzata: Sarkò ha vinto le presidenziali e Belleville, il quartiere dove abbiamo trovato albergo, è strapieno di immigrati che con il nano ungherese ci farebbero il sapone. C'è la polizia in equipaggiamento antisommossa e i giovani dei centri sociali che fanno casino... Si decide di andare in milonga per la seconda volta. Dopo la prima sera al "Le Latina" mi chiedo dove sia 'sta grandeur tanguera di Parigi: io ho visto solo casi sociali e psichici e il livello non era granché... Arriviamo al "Neuf Billiards", in una piccola stradina della "nostra" Belleville. Stile dimesso, è un pub con nove bigliardi (ma daaaiiii!!!) spostati contro il muro per far posto ad una pista a forma di elle con alcuni pali in mezzo. Pavimento in legno piuttosto sconnesso. Insomma, ci sono tutti i presupposti per una milonga di merda... Si pagano cinque euri e mezzo per l'ingresso, e quando ci andiamo a sedere per il cambio scarpe c'è ancora poca gente. Però quelli che ci sono son mica male, il livello è buono, e più tardi arrivano più sembrano bravi di ballare. Odo anche suonar cortine, a differenza della prima sera, il ché mi consola; non ci caga nessuno e considerato com'era andata la volta precedente tutto sommato nemmeno mi dispiace troppo. La pista è affollatissima, la nostra curiosità è subito attirata da una ballerina vestita e acconciata da uomo che balla da uomo. E balla da Dio, è davvero bravissima (pardon, bravissimo). Ma è una donna o no? Si apre il dibattito, io son più per l'uomo. Ci passa vicino e nonostante la penombra vediamo i reggenti del reggiseno sotto la camicia... è donna, non ci son cazzi (letteralmente parlando...). Balliamo un po' ma per noi italioti abituati a piste ben più libere e senza pali in mezzo è dura. Poi qui son davvero bravi, ci sentiamo un po' a disagio...Ad un certo punto entra una copia in brutto ed in piccolo di Ben Harper, con lo sguardo incazzoso e il passo da camionista. Tutto ciò che tu crederesti contrario al tango, insomma. La R. fa: "Ma non sembra Sebastian Arce quello lì?". Anche U. conferma la somiglianza. Ma io, che di tango ne so un tot, li smerdo: "Ragazzi, io Arce l'ho visto dal vivo a Mantova e non è certamente lui! Arce, prima di tutto, è più basso e poi non è che sia 'sta gran bellezza, ma nemmeno può essere quel cesso lì. E poi, se quello è Arce questo aborigeno panzone che sta entrando chi cazzo è, Ciccio Foruncolo (Chico Frumboli, n.d.r.)!?". Siccome ho alzato un po' la voce, anche perché non pensi mai che all'estero uno capisca l'italiano con accento parmigiota, l'aborigeno panzone si gira e mi squadra malissimo. In quel preciso istante spunta Mariana Montes da dietro la mia seggiola e va a salutarlo. E da qui son uccelli per diabetici (cazzi amari, n.d.r.).La nostra serata prende una piega surreale. Io vedo Anibal Troilo che passa dall'altra parte della pista e mi pare di scorgere le sagome di Hitchcock e Cary Grant che si fanno un goccio al bancone del bar. La R. vede Orlando Bloom che balla un tango con una sconosciuta ballerina, mentre U. si sganascia dalle risa in preda a convulsioni isteriche. Ci chiudiamo in una condizione di autoarchia assoluta, sperando di non essere visti da nessuno, e se balliamo lo facciamo solo tra di noi. Nel frattempo Frumboli non lascia la pista un secondo e utilizza la sua ballerina come arma impropria abbattendo le coppie circostanti con ganci ad altezza giugolare. Come ha iniziato a ballare lui, altri tre/quattro pezzi da novanta (nel senso dei chilogrammi) o anche più si sono aggiunti alla pista e ballano un tango nuevo molto aperto e soprattutto molto deciso. Realizzo immediatamente che finire in mezzo a due coppie così può risultare fatale...Poi però, ed io sono noto per andarmi a cercare il freddo per il letto, il mio orgoglio nazionalistico prende il sopravvento e sento che nemmeno con una testata al petto questi francesi potranno fermarmi. Io devo uscire dalla milonga avendo almeno invitato una ballerina! Devo!!! Ce n'è una che in effetti mi fissa con occhio bovino da circa mezz'ora e la sua mirada è discreta ed elegante come Alvaro Vitali. La cosa non mi convince del tutto, anche perché la R. insiste a dire che secondo lei è psicopatica e la fissità del suo sguardo ha basi patologiche. Ma io son testone e mi conquista il pensiero che, se non altro, vista la decisione della mirada non mi beccherò un no nei denti, che per un ballerino è sempre abbastanza avvilente. Mi avvicino e la invito. Lei si alza con sguardo sdegnoso, ma comunque si alza. Le chiedo immediatamente scusa per non parlare il francese, ma dalla sua risposta capisco che ho beccato l'unica francese al mondo che parla un buon inglese... Primo passo, breve camminata, ocho atras. Lei si ferma in mezzo alla pista e mi dice che col braccio destro la disturbo. "Più morbido, non tirare così". M'innervosisco. "Le spalle, gira le spalle se chiami un giro". M'innervosisco. "Noooo!!! Ma cos'è, più morbido, lasciami il tempo di finire il passo!!!". M'innervosisco. Finisce il primo tango. Di fronte a me due opzioni: 1) bel destro secco piantato in mezzo alla fronte; 2) saluto riverente e sganciamento immediato. Ma una tipa dell'organizzazione irrompe in mezzo alla pista e si crea subito un ampio spazio vuoto. "Un'esibizione di Ciccio Foruncolo", penso tra me e me. "Me la guardo qui dalla prima fila poi saluto e vado (l'opzione 1 l'avevo nel frattempo scartata). La tipa parla veloce in francese e mi pare di capire che dia informazioni di servizio. Termina con un mercì e la musica riprende immediatamente. La mia ballerina dagli occhi bovini si gira e apre gli arti superiori in attesa del mio abbraccio. Ripenso brevemente all'opzione 1 ma la ronda delle altre coppie ha già ripreso e mi ritrovo a ballare con lei un secondo tango. Ricomincia la solfa: "Nooo!!! Non così, mi sposti, devi lasciarmi libera, ma cosa fai, lasciami finire il mio passo ecc. ecc.". Il suo volto assume espressioni via via più disgustate e la sua voce un tono sempre più isterico. Colto da disperazione e vittima del mio solito incurabile buonismo, al suo ennesimo vagito per il mio braccio destro che la strattona tento una sortita pacificatoria: "Excuse me if I do not respect your ass". Che nelle mie intenzioni voleva essere un "Scusami se non rispetto il tuo asse", mentre invece (e me ne accorgo subito dalla sua reazione stranita) le ho detto "Scusami se non rispetto il tuo culo". E da qui in poi va tutto in vacca. Tento di suggerirle il suicidio avvicinandomi sconsideratamente alla ballerina di Frumboli che mena ganci a tutto spiano, ma l'operazione non riesce. Tento allora di stritolarla sotto un pancione di colore alto due metri che avevo notato per le sue amplissime ed improvvise aperture, ma anche qui mi va male. Finisce quel maledetto tango, odo la liberatoria cortina che mette fine all'incubo. Mi sgancio dalla tipa che si volta e se ne va lasciandomi solo e inebetito in mezzo alla pista. Vado a sedermi, la R. mi chiede com'è andata. Non ricordo la mia risposta...

sabato 2 giugno 2007

Regole sull'uso delle Etichette

L'etichetta, che è possibile inserire alla fine di un post, è un utile ed indispensabile strumento di indicizzazione e tematizzazione del blog. Si creano in questo modo delle Categorie che aiutano a ritrovare all'interno del blog i post di proprio interesse. L'uso smodato e superfluo però delle etichette rende del tutto inefficace lo strumento... se si presentano ad un navigatore 100 etichette non lo si aiuta di certo a filtrare le informazioni. Per questo occorre farne buon uso: l'etichetta NON E' un titolo o sottotilo del post che si è scritto; è utile creare una etichetta quando si presume che la categoria proposta possa accogliere un notevole numero di post (non solo i propri). Il primo consiglio è quello di utilizzare le etichette già presenti all'interno del blog; il secondo, se trovate indispensabile l'inserimento di una etichetta, è quello di fare in modo che sia abbastanza generica da poter raccogliere i post di più utenti; 3. se volete suggerire la creazione di etichette mancanti contattate Ros che si occupa della gestione del blog: contact@rossanacapasso.it

venerdì 1 giugno 2007

Il famigerato dito kebab

E io c'ho una cosa che certe ballerine mi rimproverano ogni tanto. C'ho che non so perché, ma su certi tanghi mi prende una cosa strana, profonda... una cosa che socchiudo gli occhi e stringo l'abbraccio. Ma non è che lo stringo e basta, mi succede che con il solo dito medio guido la mia ballerina, e la guido con tale energia che 'ste poverette si lamentano. E dicono che c'infilo il dito tra le costole e che ci faccio male. L'amore mio m'ha pure accusato tempo fa d'averle provocato un ematoma giusto sotto l'ascella... un po' esagerato mi sembra. Fatto sta che per via di 'sto medio che preme, hanno preso ad accusarmi di avere il dito kebab. Ovvero che il mio dito sarebbe come il ferro del kebabbaro che, violento, s'infila tra le carni. Che mi viene anche da fare un'osservazione sociologica mica irrilevante, e cioè che solo qualche anno fa avrebbero tutte detto che c'ho il dito spiedino, non il dito kebab. Insomma siamo davvero una società multiculturale! E meglio così, che dito kebab mi fa molto "mille e una notte" come definizione, mentre dito spiedino mi avrebbe fatto molto cagare e basta...
Ma tornando ad medias res, adesso mi prendo la mia solenne rivincita. Ebbene sì, poco fa stavo sfogliando un bellissimo tomo fotografico tanguero che giaceva sonnacchioso sul tavolino della ros, e l'occhio m'è caduto su di un piccolo ma decisivo, vitale, particolare. Che poi sarebbe l'immagine che vedete in testa a questo post... Orbene. Di chi, a vostro parere, è quel dito medio che abbraccia la ballerina, quel dito kebab che deciso s'infila nel sott'ascella? DI CHI E'?!?!?!


Ecco di chi è. Di lui. Di Carlos Gavito!!!Anche Carlos Gavito ha il dito kebab, che ovviamente da oggi dovrà essere chiamato con il più appropriato lemma: "dito gavito". E attenti... Non molto tempo fa avevo riscontrato un'altra piccola ma decisiva, vitale, coincidenza: io e Gavito siamo entrambi nati il 27 aprile. E non so se mi spiego...

Sombras de Tango 2


Sombras de Tango


Sombras de Tango, Enrico Carpegna, Alberto Perdisia Editore

Tango e Fotografia



I libri sul tango prolificano, ma quello che voglio segnalarvi è uno splendido album fotografico sul tango di Enrico Carpegna: Sombras de Tango (Alberto Perdisia Editore). Un incontro casuale il suo col tango in un locale di Torino, che finisce per diventare espressione calzante della sua ricerca fotografica sulla memoria. "Non riesco a definirlo una 'semplice' danza. Lo elevo a qualcosa di più oscuro, misterioso e radicato nella Memoria Collettiva. [...] E' una 'danza genetica', in esso ritrovo stati d'essere che appartengono a tutti. 'Sombras de Tango' è una lettura fotografica che ho provato a rendere in modo diverso dall'iconografia consueta sul tema, liberando le immagini da ogni legame di tempo/spazio e cercando di evocare gli archetipi che il tango argentino incarna: l'approccio e la separazione, la seduzione, la solitudine e la malinconia, la passione e il crimine..."