mercoledì 12 marzo 2008

Intervista a Piazzolla, Cile 1989

Astor Piazzolla: Un tango triste, attuale, cosciente


Durante la sua ultima visita in Cile, nel luglio del 1989, quando si esibì in un memorabile concerto al Teatro Oriente, Piazzolla rilasciò l’intervista che pubblichiamo. Una delle ultime testimonianze sulla propria ‘poetica musicale’.

Il tango oggi non esiste più, dice. Esisteva anni fa, fino al ’55, quando BAires era una città in cui si vestiva il tango, si camminava il tango, si respirava profumo di tango nell’aria. Oggi non più. Oggi si respira più profumo di rock o di punk. Il tango di oggi è solo un’imitazione nostalgica e noiosa di quell’epoca. Fatto salvo, come lui stesso dichiara, quello che lui compone: “Il mio tango sì è tango di oggi”. Già da tempo si annunciava la fine della musica portena. “Il tango è come il presidente Raul Alfonsin: moribondo” scherza.

Il musicista invece, questa domenica di luglio dell’89, è vispo, allegro, si è appena alzato da una lunga siesta che ha fatto seguito a un pranzo ricco di frutti di mare e di “quel vino speciale che avete voialtri” con parte del suo conjunto al Mercato Centrale di Santiago. I suoi 69 anni stanno in un pigiama rosso a disegnini e non vuole che lo si fotografi così. Però parlare sì, questo a Piazzolla fa piacere.

Ha voglia di raccontare come si è indirizzato all’arte del comporre, come ha amato la musica e come ha difeso la propria, come lo aiutò Nadia Boulanger, sua maestra a Parigi, a scoprire che il suo stile stava lì, nel tango, e non nella musica europeizzante che aveva composto fino agli anni 50. 

Racconta come lo ha sempre infastidito essere conosciuto solo per Balada para un loco: “Una volta una signora mi ha avvicinato e mi ha detto –Maestro, oltre alla Balada cosa ha scritto?- ed io ho avuto una gran voglia di picchiarla…”.

Racconta come fosse sovraccarico di incarichi: per un quartetto di archi, un altro di chitarre, un quintetto di fiati, tutti per interpreti nordamericani. “Sembro un supermercato della musica”. E di come la sua vita si potesse riassumere in un solo tango, un tango molto porteno, molto triste, “non perché io sia triste”, dice, “al contrario io sono un pazzo, uno sciocco felice, mi piace divertirmi, mi piace bere, il mangiar bene, amo la vita e la mia musica non avrebbe nessun motivo di essere triste. La mia musica è triste perché il tango è triste. Il tango ha radici tristi e drammatiche, a volte sensuali, conserva un po’ tutto… anche radici religiose: il bandoneon fu inventato in Germania per accompagnare le liturgie. Il tango è triste e drammatico ma mai pessimista. Erano pessimisti i testi di una volta, assolutamente assurdi”.

Ci parla di come non ami il pubblico spagnolo (“non mi capiscono e nemmeno sanno pronunciare correttamente il mio nome”), a differenza di quello cileno, che ha da sempre compreso la sua musica (dalla prima volta nel 72). Una musica che come lui stesso dice “non è facile”.

‘E allora perché non studi?’

Non è stata semplice la mia lotta... Molto piccolo, quando ancora vivevo a New York, ho iniziato a suonare il bandoneon, e appena tredicenne ho avuto la fortuna di accompagnare il grande Carlitos Gardel. Ho lavorato anche per ‘El dia que me quieras’, interpretata dal ‘Zorzal criollo’. Intorno ai 17 anni sono rientrato con la mia famiglia a Mar del Plata e dopo qualche frustrante tentativo di studio di contabilità ho deciso di dedicarmi completamente alla musica. Ne ero profondamente innamorato e sapevo che quella scelta sarebbe stata per sempre. La musica è più di una moglie. Da una moglie puoi divorziare, dalla musica no. Una volta scelta diventa il tuo amore eterno e ti segue fino alla tomba.

In quel periodo suonavo il bandoneon in tutti i cabaret di BAires e cominciai a comporre. Con una gran faccia tosta mi sono presentato a casa di Arthur Rubinstein (che allora viveva nella capitale) con uno spartito sotto braccio. Era un opera orribile – ricorda sorridendo. In tutti i modi ho obbligato Rubinstein a leggerlo e già mentre lo eseguiva mi resi conto della sciocchezza che avevo fatto. Lui ha suonato un po’ e poi si è fermato a guardarmi. “Ti piace la musica?” mi ha chiesto. “Molto maestro”. “E allora perché non studi?”.

Fu lo stesso pianista polacco a chiamare il suo amico e compositore Alberto Ginastera e a dirgli che c’era un giovane ansioso di imparare. Alle otto di mattina del giorno dopo Ginastera, che in quel momento cominciava a presentare le opere che lo avrebbero reso famoso nel mondo, ebbe il suo primo allievo di fronte al piano, ed io il mio primo professore di composizione.

Era come far visita ad una fidanzata – sorride nostalgico Astor – mi ha insegnato il mistero dell’orchestra, mi ha mostrato le sue partiture, mi ha fatto conoscere ed analizzare Stravinsky. Mi ha fatto entrare nel mondo de ‘La consacrazione della Primavera’, che ho imparato a memoria. Le lezioni sono durate sei anni. Ed io mi sono lanciato a comporre come un folle. Ho litigato col tango e l’ho abbandonato completamente a favore di sinfonie, overtures, concerti per piano, musica da camera, sonate. Vomitavo un milione di note al secondo.

E come era la musica di ‘quel’ Piazzolla?

Aspetta, ora arriva la storia. Io ho scritto, scritto, scritto per circa dieci anni, senza mai fermarmi. Finchè nel 53 Ginastera mi chiama e mi dice che c’è un concorso per compositori argentini. Gli dissi di no, che si stavano presentando solo dei grandi nomi… ma alla fine mandai un mio spartito che si chiamava ‘Sinfonietta’ e ricevetti dalla critica il premio per la migliore opera dell’anno e il governo francese mi diede una borsa di studio per lavorare a Parigi con Nadia Boulanger.

Da quel momento niente fu più lo stesso per Piazzolla. Dovette andarsene in Europa perché una francese gli dicesse chi era e gli insegnasse riscoprire la particolarità del suo lavoro.

Mi presentai così con tutti i miei chili di sonate e sinfonie sotto il braccio: “Maestra, questo è il mio premio e qui ci sono le mie opere”. Lei lesse tutte le partiture, cominciò ad analizzare la mia musica e se ne uscì con una frase che mi sembrò terribile: “Sono molto ben scritte”. Quindi un lungo silenzio e poi: “Qui trovo Stravinsky, qui Bartok, qui Ravel… però sai cosa non trovo? Piazzolla”. E comincià ad indagare sulla mia vita, cosa facevo, cosa non facevo, cosa suonavo, dove vivevo, se ero sposato, fidanzato, single, sembrava l’FBI! Io avevo una vergogna incredibile a dirle che ero un musicista di tango. Alla fine le dissi che suonavo in un night club, non volevo dire cabaret, e lei: ‘In un cabaret vero?’. Era incredibile. Le avrei tirato una radio in testa, non le si poteva mentire.

“Lei mi dice che non è un pianista, che strumento suona allora?” – insiste lei – non volevo dirle il bandoneon, ero convinto mi lanciasse dalla finestra del quarto piano con strumento e tutto. Finalmente glielo dissi e mi chiese di accennare a qualcosa di mio. Lei mi ascolta, spalanca gli occhi, mi prende la mano e fa: “Pezzo di idiota! Questo è Piazzolla!”. E in due secondi cancella tutta la musica che avevo composto in dieci anni di vita.
Nadia Boulanger lo fece studiare per 18 mesi, che gli servirono come fossero stati 18 anni. “Dopo questo – gli diceva – potrai scrivere un quartetto di corde come si deve. Così si che imparerai”.

Lei si mi ha insegnato a credere in me stesso, e nella mia musica. Io che ero convinto di essere spazzatura perché suonavo tango in un cabaret, in realtà avevo qualcosa chiamato ‘stile’. Sentii una specie di liberazione. Mi liberai di colpo del tanguero vergognoso che ero e mi dissi: “Bene, quindi è questa la musica da seguire”.

Lei ha qualche particolare allievo di cui si sente orgoglioso? Ci sono musicisti che possono considerarsi suoi discepoli?

Ognuno dovrebbe ricercare il proprio stile. Se scrivono come me peggio per loro! La mia impronta consiste nell’aver studiato. Se non avessi studiato di sicuro non farei quello che faccio. Tutti credono che fare tango moderno si limiti a ‘fare rumore’, fare cose strane, e non è questo! Bisognerebbe andare in profondità e capire che quello che faccio è molto complesso. Se penso ad una fuga allo stile di Bach, sarà sempre “tanghificata”.

Questi due elementi producono uno strano fenomeno nella sua musica: si ascolta nelle radio, in programmi popolari e insieme nelle sale da concerto…

Beh, con Gershwin accade lo stesso. Villa-Lobos è già molto popolare, ascoltare Bartok non è più cosa rara…

Ma Bela Bartok non si ascolta nei programmi popolari…

Però provi a pensare a quello che accade con Bartok… nei thriller nordamericani quando c’è un momento di violenza ecco che compare ‘Musica per archi, percussioni e celesta’, o ‘La consacrazione’ di Stravinsky, o un Mahler. La musica che una volta (parliamo con Bartok degli anni 20) era considerata contemporanea oggi si usa normalmente.

E come si sente di fronte a tutta la musica posteriore?

Io non sento un musicista contemporaneo come posso sentire Bartok, Ravel fino a Penderecki e Lutoslawski. Uno Xenakis, non lo sento. Lo rispetto, si, rispetto Xenakis, Brown, Boulez... Una volta stavamo provando e dico: “Se qui aggiungiamo un arco cominciamo a suonare musica contemporanea”. “E che hai contro la musica contemporanea?” mi ha chiesto Gerardo Gandini (il pianista e compositore argentino che lavorava allora con me). “Non sono contro, semplicemente sarebbe una cosa strana” ho risposto. La musica contemporanea è qualcosa di strano. Assomiglia a qualcuno che sta scoprendo qualcosa… che c’è ma ancora non c’è…

Pensa che sia uno stadio sperimentale?

Si, immaginiamoci un vaccino che ancora non è in vendita. La musica contemporanea c’è ma ancora non è sul mercato.

A proposito di mercato. Molti musicisti, incluso lo stesso Gandini, separano la musica tra commerciale e non commerciale. Non la infastidisce che la sua sia inclusa nella prima categoria?

No, affatto. Mi offenderei se la mia musica fosse definita ‘leggera’, senza peso. La mia musica è una musica da camera, popolare, che ha origine nel tango e assume volti molti diversi. Se fossi stato un musicista contemporaneo non avrei potuto fare quello che faccio. Io posso arrivare ad una poliritmia o a un bitonale o tritonale (di cui faccio molto uso) ma non vado oltre per mantenere sempre un senso ritmico. Tengo uno swing di fondo e la parte alta la adorno con la musica.

L’audacia sta nell’armonia?

Nell’armonia, nei ritmi, nei controtempi, nel contrappunto di due o tre strumenti, che è molto affascinante. L’audacia sta nella ricerca di qualcosa che sia anche a-tonale. Per questo ci capiamo con Gandini, sennò non avrebbe suonato con me.

Per questo però ha avuto tanti problemi in Argentina, proprio per aver introdotto elementi estranei al tango.

Mah... cambiano i presidenti e non ci si lamenta, cambiano vescovi, cardinali, giocatori di futbòl, qualunque cosa ma il tango no, quello deve rimanere antico, noioso, ripetitivo…

Il cambiamento che lei ha introdotto nel tango non è stata una forma di europeizzazione?

No, io credo che quanto più si dipinga un paese tanto più si dipinge il mondo. Grazie alla mia musica molto portena sto lavorando in tutto il mondo. Si sente tutto il folklore e la particolarità di un'altra cultura. E’ quella la forza.

Non crede che la critica mossa a Villa-Lobos di aver europeizzato la musica brasiliana per renderla gradevole agli europei possa essere mossa anche a lei?

No, questa è una sciocchezza. Credo che Villa-Lobos sia al cento per cento brasiliano. La sua musica da camera è eccellente e totalmente brasiliana. La loro è una musica popolare invidiabile, molto intuitiva, noi forse siamo ‘troppo’ colti…

Più razionali… Quanto di europeo c’è nel suo tango? Quanto di Stravinsky o Bartok e quanto di Gardel?

Una volta un critico di New York ha detto una grande verità: tutto quello che Piazzolla fa ‘in alto’ è musica, e sotto si sente il tango.

(c) 1989 Gonzalo Saavedra
trad. a cura di VogliadiTango

martedì 11 marzo 2008

Tango e Parkinson

Ballando il tango: anche così si può contrastare la perdita di equilibrio tipica del morbo di Parkinson, con risultati perfino migliori di quelli che si ottengono con altri esercizi più convenzionali. Lo ha dimostrato un gruppo di neurologi della Washington University di Saint Louis, Stati Uniti, che ha fatto partecipare una ventina di malati a venti ore di lezione di tango o di ginnastica. Tutti hanno avuto un miglioramento della capacità motoria, ma il gruppo di aspiranti tangueros ha mostrato anche un netto progresso nei test sull'equilibrio. "La danza", commenta Gammon Earhart, responsabile del programma, "è un ottimo esercizio per i malati di Parkinson e in particolare lo è il tango; giravolte e stop improvvisi sono utilissimi per mantenere il controllo dell'equilibrio. E poi il ballo offre ai malati un'ottima occasione anche per instaurare nuove relazioni sociali".
Agnese Codignola

lunedì 10 marzo 2008

..seratona al Tom...

Per questo sabato sera all'Arci Tom di Mantova non ho aspettative particolari.
Una delle mie ballerine preferite non ci sarà,è influenzata ma per mia fortuna,inaspettatamente,ne verranno altre.
La notte prima,all'Amusement,ballando come al solito ininterrottamente fino alla fine,ha lasciato il segno.Ho potuto dormire pochissimo e quindi partirò con già una stanchezza precedente.
E' la serata della festa delle Donne,sarà una tanda rosa continua,anche loro potranno invitare.
Sono curioso di vedere fino a che punto si realizzerà questa cosa,sapendo di tante amiche che mai si permetteranno di invitare un uomo.
A mettere musica c'è Alan di Ferrara..niente da dire,solo..bellissima scaletta!
L'ultima volta al Tom era stata una serata deludente,stavolta c'è gente di Mantova e venuta da VR,PD,amici del Barrio di RE,da PR,da MO,da VI,da Merano e perfino da FI...di sicuro sarà una serata diversa.
Il primo invito è da Brunella,il tempo solo di appoggiare la borsa!E' da un pò che non abbiamo il piacere di ballare insieme e così prima di riportarla al posto ci facciamo due tande.Per le milonghe
verrò più tardi io ad invitarla...è proprio migliorata tantissimo!
Cristina è stata la seconda ad invitarmi,a tavola me lo aveva promesso..è stata di parola.E' da poco che balla,qualche momento di incertezza c'è stato ma è normale..è stato comunque un piacere che spero si verificherà ancora..
Mi lamento un pò con le amiche del Barrio..ma queste donne,invitano o no?Mirella prende la palla al balzo,ci sono le milonghe..e che milonghe!Penso che non le abbiamo mai ballate così bene come stavolta....
Dalle amiche vicentine,appena arrivate,è Alessandra la prima ad invitarmi..bellissimi tanghi.
L'unico altro invito che ho ricevuto,ma quasi a fine serata..da Paola,visto che non andavo io.
Poi non ho più ballato.........scherzavo,naturalmente,viste le tante ballerine brave presenti!
Per prima una delle mie n.1,Patrizia.Ho ballato con lei più di una tanda naturalmente.Lei è stata secondo me una delle poche che ho visto andare ad invitare..gli altri suoi preferiti.
E' stato un susseguirsi di scelte azzeccate di belle tande con Roselda,Anna(..stasera solo una tanda..),Francesca(..che ha voluto venire anche se non in forma al 100%..),Monica(..stavolta il nome non lo dimentico..),Mirka,Alessandra 2(..che si è pentita,dopo aver ballato vals con me..di non avermi invitato prima..),Francesca 2(..anche lei molto migliorata..).
Con la Robby è ormai impossibile ballare male...è sempre una gran certezza!
Anche se molto stanco non riesco a star fermo,se non un tango,ma non posso farci niente,mi piace troppo ballare.Un amico di Padova dice che sono una macchina da guerra....
Da Lucia aspettavo un invito,lo aveva promesso ma ho dovuto pensarci io.Il caso ha voluto che fosse una tanda di tango nuevo.Non è il mio forte ma ci divertiamo ugualmente.
Con Rosanna,visto che la vedo sempre pochissimo..ho approfittato e così dopo milonghe del calibro di "Morena" anche bellissimi tanghi.Rimango sempre stupito da queste giovani, ballerine da poco che seguono perfettamente..che soddisfazione!
Un'altra è Daniela..anche con lei varie tande,tutte molto piacevoli e..morbide..
A fine serata è il momento di invitare qualche sconosciuta che ha resistito fino alla fine,magari anche ballando poco.
La prima,Rossella,sono andato a invitarla al bar...è molto principiante,ma anche molto carina...
La seconda,Barbara,balla da un paio d'anni.Avevo notato il suo sguardo verso di me per tutta la sera e mi aveva incuriosito.Le sue prime parole sono dei complimenti per me..io non sono da meno con un complimento per lei sulla sua bellezza...
E' stato un piacere..particolare,abbracciarla negli ultimi tanghi della serata.E' con lei che avrei voluto andarmene dal Tom..la realtà,come sempre è diversa...speriamo di ritrovarci,prima o poi
ancora per qualche bel tango...
Al Nico che mi chiede come è andata non posso che rispondere...è stata una seratona!
L'unica cosa che mi è dispiaciuto osservare è il comportamento di certe donne,ma succede anche con qualche uomo..che non ti salutano più quando è da un pò che non le inviti più.Non si pretende un bacio,un abbraccio..è sufficente secondo me anche un piccolo sorriso.Oltre che segno di educazione è anche sinonimo di intelligenza e allora,prima o poi..un invito arriverà...
Con Paola e Brunella siamo tra gl'ultimi a scendere,all'entrata c'è Leonardo che sta mostrando qualche scarpa a un paio di ballerine..avrebbe dovuto fare l'esposizione durante la serata ma...
ha preferito ballare!Ora però qualche scarpa può anche venderla...
Il viaggio di ritorno è breve ma è sempre insidioso...ci sono delle maledette postazioni fisse di
autovelox che sono lì per aspettare la tua stanchezza alle 4 de mattino,i tuoi riflessi addormentati.
Quante buste verdi arriveranno?..qualcuna la sto aspettando...
Alle 4 sono a casa,ho dolori alla spalla e alle dita dei piedi ma...è stata una bella serata!

buon tango a tutti
Vincenzo

Intervista a Pablo y Dana

Quando l’energia e l’entusiasmo si incontrano, non possono che dar vita ad una chiacchierata tutta incentrata sul “nuovo” (che a seconda di come lo guardi può anche non essere considerato tale). Questa potrebbe essere la sintesi dell’incontro di Tangomagazine con il nuovo (anzi il nuevo) tango
di Pablo Villaraza e Dana Frigoli.


Cominciamo dal principio: da quanto tempo lavorate insieme?

Pablo: Lavoriamo insieme da sei anni e mezzo. Nel dicembre del 2002 siamo venuti per la prima volta in Italia. All’inizio ci chiamavano più che altro in Asia, poi siamo venuti in Europa portando la tecnica che abbiamo sviluppato durante gli ultimi cinque anni.

In che cosa consiste la vostra ricerca, la tecnica che avete elaborato? È tango nuevo?

Pablo: Non so se è tango nuevo, abbiamo preso il “vocabolario tanghero tradizionale” trasformandolo, senza perderne l’essenza che per noi è fondamentale. Abbiamo lavorato molto sulla nostra coppia nel tango, cercando di consolidarla. Un lavoro complesso perché significa condividere dubbi e risultati nel bene e nel male. Dal punto di vista della tecnica ricerchiamo un tango più comodo, più confortevole, non voglio dire “nuevo” perché è una parola che non ci entusiasma molto, piuttosto il nostro è un tango giovane, per il tipo di ricerca non per l’età.

Allora che cos’è il tango nuevo?

Pablo: Penso che si debba intendere come un nuovo modo di concepire il tango: cambia l’obbiettivo della ricerca. Prima era focalizzata sull’uomo, tutto si basava sulla sua comodità. Oggi il tango nuevo si basa sulla comodità della donna, se la donna è
scomoda l’uomo comincia a preoccuparsi un po’ di più di lei e questo è un cambiamento nel tango. Nella forma classica del tango, la donna appariva ma, il centro dell’attenzione era l’uomo, oggi è ancora l’uomo ma, attraverso la donna.

Dana: esatto! L’uomo attraverso la donna. Questa è la definizione perfetta, l’uomo diventa protagonista facendo sentir comoda e facendo risaltare la propria donna.

Pablo: È un concetto complesso, soprattutto per noi uomini latini, perché veniamo da una generazione che aveva una concezione “machista” del tango. Per questo anche a me costa fatica, come a tutti credo; forse in Germania, dove già da molti anni è cambiato il rapporto uomo-donna, è più facile. In Italia però penso che sia ugualmente difficile.

Come mai allora gli uomini sembra abbiano tanta in difficoltà quando si tratta di abbracciare la donna nel tango? Come mai la maggior parte dei giovani sembra prediligere il tango nuevo prorio perché meno basato sull’abbraccio e più sul virtuosismo tecnico e musicale? Dov’è finito il macho?

Pablo: Ah ecco, per questo ho paura di cadere in equivoco parlando di nuevo. Il tango nuevo viene visto come un tango senza abbraccio senza avvicinamento, ma io credo che non sia così. Oggi per avvicinare una donna ci vogliono molti più elementi di prima… perché la donna ha bisogno della sua libertà.

Dana: Io credo che noi facciamo un tango nuevo, non tanto per la maniera in cui balliamo, ma per come lo focalizziamo. La forma di imparare è nuova. Ora il tango si insegna, prima si copiava. Si insegna a partire dall’osservazione fino ad arrivare alla spiegazione. Si insegna con un vocabolario, con metodo. C’è molto lavoro da fare quindi, abbiamo molti strumenti come maestri oggi. Non è come prima che ti dicevano: guardami e copia! Oggi si insegna ad ascoltare la musica, il tempo, il movimento, la tecnica per condurre. In questo senso è un “tango nuevo”. Il metodo è nuovo. Perché siamo gente giovane, abituata dall’università ad avere un metodo di ricerca, di sintesi. Abbiamo bisogno di capire il perché di una cosa, copiare non è più sufficiente oggi. Noi abbiamo dovuto studiare da soli, capire, mettere in ordine, creare una tecnica precisa e un metodo didattico chiaro, efficace e comprensibile per le persone di oggi.

Questo si che è nuovo! Esiste a Buenos Aires un vero e proprio movimento di ricerca ed elaborazione di un nuovo tango?

Pablo: Certo i cambiamenti non si fanno da soli, ci sono molte coppie che ricercano in questa direzione. Noi lavoriamo in gruppo con le altre cinque coppie che formano la nostra compagnia.

Dana: In questi ultimi tre anni ci siamo dedicati a consolidare la parte pedagogica del nostro lavoro, per questo abbiamo fondato uno studio molto grande a Buenos Aires, con sei sale, un’area di massaggi, per lo studio del corpo, con uno staff di diciassette persone, che si dedicano a uno studio in profondità e a tutto tondo per portare il tango ad un cambiamento di cui ci sentiamo responsabili. Tutti i giorni ci incontriamo nel nostro studio e studiamo dal tango alla danza contemporanea e prendiamo anche lezioni di inglese, come in una vera e propria scuola. E anche questo è nuovo!! Costruendo lo studio “DNI” abbiamo cercato di creare uno spazio nuovo. Lo abbiamo suddiviso in due parti: una parte dedicata all’insegnamento, e una alla creazione. La nostra compagnia è costituita da cinque coppie di ballerini ed insegna la nostra tecnica: “tango tecnologia concettuale” che si basa sul movimento naturale del corpo umano e la sua comunicazione con l’altro e in più lavorando con noi alla preparazione degli spettacoli. Per fondare questo studio e questa compagnia abbiamo fatto molte rinunce, non è stato facile rinunciare a viaggiare, decidendo di stabilire la nostra base in Argentina, lavorando all’estero si può guadagnare tutto quel denaro che in Argentina manca, ma noi ci sentiamo privilegiati a portare avanti le nostre ricerche in Argentina. Solo quando avremo formato persone in grado di portare avanti lo studio e le nostre idee cominceremo ad andare all’estero e non al contrario come fanno molti: viaggiano, senza avere una base nel proprio paese!

da Tangomagazine, Gen 07

venerdì 7 marzo 2008

..cercasi compagno/a per Festival Torino..

Ciao !
Sto cercando almeno un compagno/a per dividere le spese di viaggio e di pernottamento per Torino,al Festival,per i giorni di sabato e domenica di Pasqua.Abito a Casalmaggiore(CR) e potrei passare per Parma o per Cremona.E' un pò urgente,gli hotel si stanno riempiendo..
Lascio la mia mail vincerati@yahoo.it

buon tango a tutti
Vincenzo

giovedì 6 marzo 2008

Cena post-lezione stasera!!!

Ricordo velocemente ai partecipanti alla lezione intermedio-avanzata di stasera che al termine s'imbandirà la mensa per una fraterna agape a base di pastasciutta casalinga e specialità salumieristiche calabresi ed emiliane. Prezzi modici, vino rosso come se piovesse e compagnia assicurata. Astenersi malintenzionati e perditempo.

mercoledì 5 marzo 2008

Carlos Furman

Carlos Furman vive e lavora a Buenos Aires. La sua carriera di fotografo è eclettica; fotografo pubblicitario e teatrale, conta una decennale collaborazione col teatro San Martín di cui è stato fotografo di scena.

..un'altra domenica a Pisa..

Andare a ballare a Pisa,di domenica pomeriggio al Royal Victoria Hotel sta diventando quasi una abitudine.Stavolta sarò orfano di Lara ed Ale,presi da un altro impegno.
Sono partito un pò tardi da Impruneta ma pensavo comunque di arrivare appena dopo l'apertura.
Purtroppo la superstrada FI-PI-LI è un colabrodo e la stanno risistemando in più parti.
Risultato...più di mezzora di code!E' stata una sofferenza,poi me ne sono fatta una ragione,avrei ballato ugualmente abbastanza anche arrivando più tardi.
La cosa positiva di questo ritardo è che ho avuto così l'opportunità di assistere ad uno dei più bei tramonti che abbia mai visto...una luminosità rosso arancio rendeva il paesaggio quasi irreale.
Quando entro in Pisa il rosso è quasi scomparso.
Ormai ho imparato la strada..l'auto la parcheggio nella solita piazzetta..il Victoria è a pochi passi.
Quando arrivo su sono le 18:50..
E' già abbastanza pieno..gli uomini sembrano in maggioranza ma le donne arriveranno,me lo sento.
Vedo Monica che sta ballando..è riuscita a venire,sono già super contento...
Incrocio lo sguardo di Barbara,giovanissima tanghera,seduta sulle ginocchia del suo ragazzo...il suo sorriso verso di me è inequivocabile.Mi piace ballare con lei...Finiamo le milonghe e ci facciamo anche la successiva tanda di tango..
Arriva la mia amica Barbara a salutarmi,sapevo che ci sarebbe stata ma..c'è Monica dalla parte opposta della sala,già in piedi che mi sta aspettando e mi sta sorridendo...
Mi piace pensare che sia venuta a Pisa principalmente..per me...
Sono iniziati i vals ma ci abbracciamo lentamente per assaporare al massimo il piacere di essere uno di fronte all'altra.E' una tanda di vals lenti ed è molto bello riuscire a ballarli..lentamente ma a tempo,senza mai fermarsi.
Solamente dopo la tanda di tanghi abbiamo sciolto il nostro strettissimo abbraccio...
Viene annunciato il momento di musica dal vivo...è un chitarrista argentino dal nome importante..
Pugliese.Sono sufficenti le prime note per farmi desiderare che finisca al più presto.Io vorrei ballare ma non sento lo stimolo,ma c'è anche la voglia di riabbracciare Barbara..anche lei è
arrivata prestissimo(..la prima in assoluto..)per poter ballare con me...così mi decido a invitarla.
La sento meno tesa dall'ultima volta,comunque ho fatto una gran fatica,non a causa sua ma per la musica troppo impegnativa senza un ritmo da seguire.
Fortunatamente anche la musica dal vivo finisce,ma è solo la prima parte!
Riaccompagno Barbara con l'intenzione di reinvitarla più tardi..
Dopo i bellissimi tanghi ballati con Valentina,la volta scorsa,sempre qui,ho voglia di riprovarci.
Mi avvicino a lei e comincio a guardarla...c'è qualcosa nel suo viso che la rende più bella..
Quando si accorge di me mi fa..ma è un invito?Mi piace a volte fare il misterioso e con lei in particolar modo...
Anche stavolta sono tanghi bellissimi e alla fine di ogni pezzo mi guarda con un sorriso così stupendo che rimango senza parole...vorrei piangere dalla gioia..Grazie Valentina..
La felicità può avere tanti volti..uno è sicuramente quello della donna che sta ballando con me...
Solo più tardi ho saputo di aver ballato..in tre!
Ci sono le milonghe,non ho bisogno di guardarmi in giro,Anastasia mi ha già visto e si sta togliendo il maglioncino.Non c'è bisogno di dire niente..ci abbracciamo e partiamo alla grande!
Solo una parola....stupende..come sempre!
L'avevo già abbracciata prima ma aveva da cambiarsi le scarpe.Ora posso finalmente invitarla!
L'ho soprannominata..Tanghera un giorno si e dieci no!Oggi è il giorno si e ne sono veramente felice e come me anche tantissime persone perchè quando arriva Michela al Victoria è tutta un'altra cosa.
L'ultima volta che ha ballato è stato qualche mese fa quando c'ero pure io.Ha sempre paura di non ricordarsi più niente ma io so già che non è così.Ritrovare il suo abbraccio è ancora più bello di come lo ricordavo e i tanghi scorrono via con la gioia nel cuore.
I vals sono da sempre i suoi preferiti e quelli che ci toccano sono veramente stupendi.Quando la riporto fuori pista ha i capelli scomposti dall'essersi appoggiata alla mia fronte,le coprono gli occhi
ma è il suo sorriso che mi colpisce..fino nella piega più profonda del mio cuore.
Da una meraviglia all'altra..mi ritrovo abbracciato a Monica ma solo per una tanda di tanghi..c'è di nuovo Pugliese con la sua chitarra.
Stavolta colgo l'occasione per riposarmi un attimo,fuori,sul divano dell'anticamera e fare la conoscenza di Pasquale,un altro tanghero errante come me e di Alessandra,la sua amica..
Rientro in sala quando il musicalizador riattacca con le miloghe..gli occhi vanno su Aris che mi risponde con un sorriso.Mi sembra di abbracciare un fuscello ma lei c'è..concentratissima,non perde un passo..è un piacere ballare con lei.
Ora vorrei invitare Claudia ma è Emanuela che si propone ed in effetti c'erano dei tanghi promessi dall'ultima volta che avevamo ballato,non bene,le milonghe.Col tango è decisamente meglio..anche
il suo abbraccio mi piace..ed è lei che alla fine mi stupisce facendomi i complimenti ed io non riesco che a dirle.....grazie.
Quando torno da Monica..l'annuncio dell'ultima tanda.Sono un pò combattuto,vorrei fare gli ultimi tanghi con Michela,chissà quando la ritroverò ma Monica è già davanti a me col suo sorriso,col suo piacere di ballare con me così trasparente e la mia mano sinistra si alza..ad aspettare la sua mano destra....
Sono stati tanghi da brivido..da passione pura..da coinvolgimento totale....da lasciarci senza fiato.
Si accendono le luci,si ritorna alla realtà ma la musica continua con dei tanghi ultra moderni....
Che fortuna,riesco così ad invitare Michela e finire in bellezza con lei un'altra serata straordinaria .
Che importa se non abbiamo ballato al meglio...non sapevo nemmeno cosa stessimo ballando,l'unica cosa che mi importava era...poter godere ancora per qualche attimo del suo abbraccio...
Anche stavolta non sono riuscito a ballare con tutte quelle che avrei voluto,prima fra tutte Barbara
ma il tempo non me lo ha permesso.Spero di riuscire a rimediare alla prossima occasione.
Questa volta vado verso casa più contento,sereno..convinto di aver avuto momenti bellissimi che
nessuno mi toglierà mai....
...ma siamo sicuri che il tango è solo un ballo?
L'autostrada vuota dà un senso di libertà tale che non ti fa sentire la stanchezza...sono gli Otros Aires che mi accompagnano in questa notte stellata.
Quando arrivo sotto casa è quasi la una del lunedì.....

buon tango a tutti
Vincenzo

martedì 4 marzo 2008

...che show i Macana!!!

...un aneddoto: quando si esibirono alla Corte Mancina, ebbene si!!!!c'era un bandierone a stelle e strisce appeso di fianco al bar, non so se c'è ancora, ci guarderò......quando lo videro, volevano che venisse tolto, evidentemente per ragioni politiche o ideologiche...insomma non gli andava l'idea di esibirsi in un locale che ostentava una bandiera statunitense..

adesso sono in tournè negli States però, ho visto un video da NYC e questo è del Vermont..come si cambia!!!:-))

cmq la pensiate, con i Macana è sempre un grandissimo show!!!!


..un altro sabato in Toscana...

Eccomi qui a parlare del mio ultimo weekend in terra di Toscana.
Ormai qui ho troppi amici a cui voglio bene e da cui sono ricambiato per non tornarci,appena ho la possibilità di farlo..e così questo sabato è di nuovo milonga all'Impruneta.
E' anche l'occasione di ritrovarmi con Barbara,Nico,Flora,Massimiliano e Sandro attorno ad un tavolo ad assaporare l'ottima cucina del ristorante di Pasquale.
Mangiando bene in buona compagnia il tempo passa senza accorgersene e quando finalmente andiamo su,in milonga,le 23 sono passate da poco.
La prima impressione,anche di Sandro,è di energia molto bassa,non si nota contentezza nei volti di chi sta ballando e di chi è seduto..anche la musica che El Pajaro sta mettendo va nella stessa direzione ma siamo solo ad inizio serata e poi ora siamo arrivati noi!
Anch'io,nel mio piccolo,cercherò di far cambiare espressione alle ballerine che inviterò...
Trovo subito Monica,una delle ragioni per cui sono qui,...è mezzora che ti sto aspettando!mi fà!
Ok,allora si comincia subito..alla grande,con le milonghe!
Che bello ritrovare il suo abbraccio così particolare,strettissimo..Lo stomaco è strapieno ma quando inizio a ballare non sento più nessun peso e parto in quarta.Dopo..è una altrettanto bella tanda di tanghi che ci vede ancora più avvinti uno all'altra e l'emozione continua a salire...
L'emozione resta alta anche con Teresa,un'altra delle ragioni della mia presenza qui..in una
bellissima tanda di vals.
E' una bellissima sorpresa ritrovare Anastasia perchè non pensavo ci sarebbe stata.Non ci sono le milonghe ma il tango che sta passando El Pajaro mi piace e così mi metto in pista con una delle mie numero uno.Ancora una volta ho la conferma dell'affiatamento che c'è ormai tra di noi ed anche col tango..è un vero spettacolo!
Da una numero uno ad un'altra...faccio cabeceo a Donatella.La prima milonga è bellissima,
comincio ad esaltarmi,con una tal ballerina ma la seconda..no,non riesco a sentirla..è un disastro.
Per fortuna El Pajaro si riscatta con la terza!Ci prendiamo gusto,restiamo in pista anche per la tanda successiva,di bei tanghi...Quanto mi piace il suo abbraccio!
Una coppia venuta da L'Aquila mi era stata presentata da Donatella al ristorante.Lui si chiama Vincenzo come me e come me non ha perso una tanda,lei balla molto meno..Decido allora di invitarla con la tanda dei vals.
La sorpresa è stata grande...è bravissima..è stato un piacere ballare con Fulvia.
Antonia è una persona invidiabile ed una ballerina validissima.Gira da sola col suo camper per conoscere le milonghe d'Italia,per rompere un pò la monotonia delle solite milonghe sotto casa.
Sono anni che ci conosciamo e ci stimiamo a vicenda.Un cenno e un sorriso da lontano...una bella tanda in più da segnare per noi.
Non c'è tempo per riposarsi..Flora è libera..e ci sono le milonghe!Mi sento gasatissimo con una tal bailarina e così le miloghe ci vengono..stupendamente!Non ce la fa a proseguire con i tanghi...forse ho esagerato un pò troppo,come è mio solito..ma ne è valsa la pena.
Io non riesco a star fermo..Monica è seduta..un cenno d'intesa ed è ancora tango con lei...e di
nuovo una profonda emozione che ci toglie quasi il fiato..ma tra di noi è sempre così..
Ho bisogno di riprendermi un attimo e un vals se ne va ma ne mancano ancora due.
C'è una bionda,carina,di fronte a me ma,dalla parte opposta alla mia...voglio provare con lei.
E' una principiante..me lo anticipa lei ma lo sapevo già..ce l'abbiamo comunque fatta..
Per tirarmi un pò su ho bisogno dell'abbraccio di Teresa,del suo braccio sul mio collo,ho bisogno di qualche bel tango..ballato con sentimento,con trasporto...con amore.
Milonga...ora sì, tocca ad Anastasia!Anche con lei 2 su 3 sono stupende,una meno ma comunque è sempre una super goduria portare in giro per la pista una ballerina..così brava e chi ha già ballato con lei...mi comprende...
Comincio a sentire un pò di stanchezza ma forse è solo il caldo,comunque mi riposo un attimo.
Quando attacca il primo vals non posso più starmene seduto.Vedo Claudia seduta,le faccio un cabeceo e poi mi alzo.Ha paura di aver capito male e aspetta un altro cenno più ravvicinato prima di decidersi!E' da poco rientrata da Bs.As....ho proprio voglia di ballare con lei.Anche se un pò più alta di me,come con Lara,mi trovo benissimo col suo abbraccio.
Alla fine dei tre vals mi fa...Vince,sei grande!Le voglio un gran bene..
El Pajaro attacca con Biagi..sono i tanghi preferiti da Stefano ma stavolta li farà con me!Penso abbia sentito la mia riconoscenza..è stata un'altra bellissima tanda!
Ed è ancora..milonga!Non posso dire di no al sorriso della mia dolce Emanuela.Lei mi stava aspettando da quando ci siamo salutati e visto che so quanto le piaccia ballare le milonghe con me
non potevo non accontentarla anche perchè è una delle persone più solari che conosco..è sempre un piacere ballare con lei.
Con Monica ritrovo..la passione in una bellissima tanda di tanghi.............
E' da quando è arrivata che cerco il momento giusto per invitare Alessandra.Lo trovo a quasi fine serata con uno dei miei vals preferiti.Per qualche attimo la pista rimane vuota..siamo solo io e lei ed è una sensazione bellissima....ormai un pò di gente se n'è andata,la pista è tornata perfetta e possiamo girare..girare..girare...........
Avrei voluto fare anche qualche tango ma va bene anche così perchè i vals fatti insieme sono proprio stati stupendi...
Mi prendo una tanda,per resettarmi e tornare ancora in pista con la voglia di ballare da inizio serata..invece mi prende un'attimo di tristezza.Sembra un'assurdità,dopo una serata con ballerine di così alto livello ma non è il tango che non mi ha soddisfatto..è il cuore che è triste..ma non si può avere tutto,sarebbe troppo bello...
Devo scacciare questi pensieri tristi..le milonghe potrebbero essere il rimedio giusto ma le prime due non mi ispirano proprio ed è solo alla terza che mi scuoto e la ballo con la cara Claudia...e così con lei posso dire di aver fatto..tris,vals e tango prima,milonga adesso.
La tristezza sparisce definitivamente con l'espressione buffa di Martina che mi sta puntando forte..Mi confesserà dopo che è tutta la serata che sta cercando di farsi invitare....
L'attesa è stata ricompensata con una tanda di D'Arienzo da spettacolo,energia al massimo..è stato proprio un grande piacere,quasi come ammirare il suo sorriso,da vera soddisfazione..a fine tanda.Grazie Martina......
E' rimasta da ballare solo l'ultima tanda.L'orario di chiusura milonga doveva essere alle 3 ma gli irriducibili stanotte sono parecchi e quando il musicalizador annuncia l'ultima tanda sono quasi le 3:30..
E' Donatella che invito..uno dei miei abbracci preferitissimi e così è con lei che finisco al meglio questa serata veramente di alto livello.La Cumparsita di D'Arienzo è l'ultimissimo tango......
Un pò alla volta gli amici,le ballerine con cui hai diviso momenti bellissimi..se ne vanno e alla fine siamo io,Donatella e Theo gli ultimi a uscire..il buio avvolge la milonga,è ora di andare a dormire,
anche i piedi hanno bisogno di riposo..
Fuori invece la stella rossa,sopra la Casa del Popolo,brilla sempre nella notte...
Ancora una volta sono ospite di Pasquale e Donatella.Quando entriamo in casa Pasquale sta dormendo sul divano..tra pochissimi giorni si toglierà il gesso e il tango ballato ricomincerà di nuovo a segnare anche la sua vita.
Qualche goccia di Minias e poi a letto..intanto si sono fatte le 4:30...

buon tango a tutti
Vincenzo

lunedì 3 marzo 2008

Kantango - Masidiomas

A proposito di tango e musica napoletana. Un po' al buio ho comprato questo cd qualche giorno fa. Loro sono i Kantango, talentuoso quartetto partenopeo di buoni musicisti.
La maggior parte dei pezzi non sono adatti alla milonga, fatta eccezione per Por una cabeza e una bella e lentissima versione di Oblivion. Strappacuore invece (almeno per me che tengo o' core do' sud) Indifferentemente cantata da Maria Berasarte. Ma il cd merita davvero, ottimo tango-nuevo da ascolto! Ve lo consiglio e vi lascio qui il video di un loro pezzo cantato da Joe Barbieri che trovo bello bello bello:



per qualche ascolto in più http://www.myspace.com/kantango

Ros

Pablo Y Dana - El viejo porton (Biagi)



suggerita da aliento la versione di Murat Erdemsel con Eva Carrozza:

5 Domande a Luis Bacalov (pianista-compositore)

Una discussione su un genere musicale che è filosofia, stile di vita, storia di uomini. Al teatro San Carlo di Napoli Luis Bacalov ha incontrato gli studenti delle scuole di Napoli. Parlando con loro, ha spiegato la magia di un ritmo che non stanca mai. Da Piazzolla all'Uruguay, dalla storia dell'emigrazione ad un commosso ricordo di Massimo Troisi.


È possibile dare una definizione del tango?

Esistono due tipi di tango. Quello prima di Piazzolla e quello dopo Piazzolla. Riconosciuta la grandezza del musicista argentino, però devo dire che, come ogni volta che ci si trova di fronte ad una figura di spessore così alto, si corre un rischio: quello della deriva stilistica. Nel tango esistono musicisti che io chiamo "Piazzollini". Per me questa ritualizzazione di fare tango lascia il tempo che trova. Non si possono mettere in pratica idee musicali imitando un genio, se non si ha lo stesso guizzo, lo stesso talento. Ognuno deve seguire la propria strada.


Anche lei si reputa un "piazzollino"?

Io mi ritengo fortunato, perché mi sono reso conto presto del rischio che potevo correre nell'imitare Piazzolla. Spero di essere riuscito a schivarlo. Al contrario, ammetto senza problemi l'enorme influenza che ha esercitato sulla mia musica il talento di Ennio Morricone, il cui segno sulla musica per il cinema è stupefacente. Credo che l'artista italiano sia oggi il musicista più talentuoso del cinema europeo.


Che rapporto c'è tra il jazz ed il tango?

È evidente, soprattutto nel caso di Piazzolla, una reciproca influenza tra jazz e tango. Quando però ragioniamo su questo aspetto dobbiamo considerare un elemento: Piazzolla ha vissuto a New York, che non possiamo definire, soprattutto in quegli anni, una città tipicamente americana. E' una città cosmopolita e particolare, dove l'influenza degli ebrei e della loro musica è molto forte. Piazzolla nella sua musica non ha incorporato solo il jazz, ma tutto un mondo di suoni, stimoli ed esperienze che gli provenivano dalla realtà. Il percorso del tango è parallelo a quello del jazz. Stesse umili origini, stessa ricerca, stessa continua evoluzione come tutte le musiche vive. Tra Piazzolla ed il jazz c'è stato uno scambio continuo: posso dire che senza il jazz, Piazzolla non sarebbe mai diventato Piazzolla.


Il tango è una musica che si caratterizza per la sua origine popolare. Rappresentata a teatro significa un tentativo di commistione con il genere più colto della musica?

Non esiste musica colta e musica popolare. Per me esiste musica interessante e musica noiosa. Sono contento che ora si stia tornando ad una valutazione più critica della musica. In passato, qualsiasi innovazione portata da una avanguardia musicale veniva accettata passivamente. Ora si è cambiato approccio, e di questo non posso che esserne felice.


È giusto riconoscere al tango origini più iberiche rispetto a quelle afro-americane?

Sì, è così. Nella storia del tango ci sono diverse fasi. Nella prima di queste, l'impronta spagnola attraverso Cuba è evidente. Da quando il tango si comincia a cantare, negli anni Trenta, individuare un'influenza specifica è molto più difficile. Io, per esempio, ritengo che la musica portoghese del Fado abbia avuto ed abbia una forte influenza sul tango. Certamente penso che il tango abbia subìto anche influenze dalla musica napoletana, attraverso l'emigrazione italiana in Argentina e Uruguay, la seconda casa di origine del tango. In questo breve excursus non possiamo dimenticare l'influenza dei musicisti colti. Un grande del tango come Orazio Salgan non ha senso se non si conosce Ravel. E poi c'è Piazzolla, un mix fantastico di stili e di generi.



Consigliamo dalla discografia del compositore argentino:

2000 Misa Tango - Luis Bacalov, Placido Domingo, Martinez, Chung (DG)
2001
Tango and Around - Luis Bacalov Quartet (CAM JAZZ)
2005
La meravigliosa avventura di Carlos Gardel - Luis Bacalov (CD 146 Il Manifesto)

martedì 26 febbraio 2008

come sono belli!!!:-))



...guardate come sono belli, un meraviglioso vals, in versione "escenario"...per me questo stile di ballo rappresenta ciò che considero "classico" nel tango, con le sue opportune varianti, dagli Zotto ai Macana, G. Angiò e altri...è il tango escenario di tangox2, quel filone li insomma...per me ha la stessa valenza del David-Hermes di Donatello o dei bronzi di Riace:-))..la modernità non li ha ancora intaccati...

sono Gabriel Missè e Guillermina Wilson che ballano sulle note di Desde el alma

credo che ci sia il connubio perfetto tra due elementi basici: eleganza e capacità tecnica mostruosa...

G. Missè come ballerino fa letteralmente paura: è un virtuoso all'ennesima potenza, quelli che sembrano veloci di fianco a lui risultano lenti, il suo asse è sempre in perfetto equilibrio, le spalle rilassate anche nei movimenti più difficili, non c'è mai tensione nella parte alta del corpo, da sempre l'impressione che tutto gli riesca facile, è un vero fuoriclasse dell'enrosques, preciso ed elegante..

se lo vedi ballare lo zapateo o un rock ti spaventi....tre anni fa lo vidi a Monaco ballare un rock con la Martinan...volevo smettere di ballare..forse era meglio:-))


....a me mi piacciono!!!!

domenica 24 febbraio 2008

..una serata di belle sorprese..all'Amusement..

Andare a ballare all'Amusement,almeno per 2 venerdì al mese,è da tanto ormai inprescindibile.
A volte capita una serata fiacca ma qualche ballerina d'eccezione la trovi sempre.E' più facile invece imbatterti in serate stupende,cariche di energia.Lo era stato venerdì scorso col Nico a mettere musica e l'esibizione di Mauro e Sara e..lo è stato anche questo venerdì con il Sabino nazionale alla consolle e l'esibizione di Claudio e Barbara.
Non avevo dubbi sulla bellissima musica che ci avrebbe fatto ballare per tutta la serata.
Oltre alla musica giusta se c'è anche la gente giusta..allora la serata diventa da ricordare e non poteva essere altrimenti visti i tangheri presenti venuti oltre che da PD..da VE,TV,UD,VI,VR,RO,
FE,BO,SP,PI,PT,FI,CT,ME,RE,MN e CR(..io)....
Anche stavolta sono in buona compagnia..Barbara,Paola e Nico.Anna e Antonio ci seguono..
La caratteristica negativa della serata è la nebbia che avvolge Padova e dintorni.Qualcuno ha rinunciato a muoversi,tanti arrivano tardi ma noi..non ci ferma nessuno.
Per me è stata una serata di belle sorprese,la prima,ma me lo sentivo che sarebbe venuta..la presenza di una delle mie n.1!E' infatti con Patrizia che faccio le mie prime due tande,un attimo dopo esserci cambiati le scarpe.Non potevo iniziare meglio..il solito grande piacere!
Il secondo invito è per Aurora,la mia..lupetta preferita.Anche con lei tanghi di grande emozione.
Una bella emozione anche per i primi tanghi con Graziellina..ci siamo intesi subito,una meraviglia!
Dello stesso gruppo di Pistoia un grazie anche a Barbara per i tanghi fatti e naturalmente a Graziella,un'altra delle mie belle sorprese,trovata più serena,più..leggera senza le preoccupazioni di quando ha la serata da portare a buon fine.Con lei mi ritroverò a Impruneta,sabato prossimo.
Un'altra bella sorpresa viene sempre dalla Toscana.Dire Anastasia per me è come dire..milonga.
Anch'io comunque per lei sono la stessa cosa ed è naturalmente per la tanda di milonga che vado a cercarla...è Fernando che me la consegna.Mi sento in forma e così vado giù di brutto col traspiè.Risultato?..una bellissima tanda come è nostro solito.
Ultimamente sto un pò trascurando la mia Paola preferita ma ho sempre troppe amiche con cui ballare e mi capisce perfettamente.Una bella tanda comunque sono riuscito a farla anche con lei.
Anche Anna ormai è per me una certezza e una grande sicurezza di qualità.Sono riuscito a..
rubarla al suo amico per ben due tande..belle come sempre ultimamente..
Le avevo fatto prima i complimenti per una sua allieva con cui avevo benissimo lo scorso venerdì.
Il momento per andarla ad invitare non poteva che essere per la tanda di milonga.Con Stefania mi sembra di volare,è leggerissima,puoi osare di tutto che sei sicuro di non perderla comunque mai.
Eh si..anche queste..tre milonghe da ricordare.
L'evento della serata è l'esibizione di Claudio Forte e Barbara Carpino,due giovanissimi ballerini siciliani che avevo visto per la prima volta quest'estate a Crema.Anche stasera mi sono piaciuti,sono una bella promessa del tango italiano..ci hanno fatto vedere in 5 pezzi un pò di tutto il loro tango.
L'ultima sorpresa..ritrovare Annalisa,arrivata tardi da Bologna a causa della nebbia.Sono stato il primo ad invitarla,per caso sulla tanda di Pugliese e con una tale ballerina non poteva che essere una bellisima soddisfazione.
Una serata all'Amusement non può dirsi completa se non ballo con la Patty.La trovo un pò sconsolata come ogni volta che balla poco.Purtroppo per le donne,a differenza dei ballerini,
devono aspettare un invito e se le ballerine brave sono tante in sala..ci sta che non tutte riescono a ballare come vorrebbero.
Con me si sente a suo agio,la lascio sfogare con i suoi adorni preferiti e dopo aver ballato una bella serie di tanghi la riporto al posto..risollevata.
Mi permetto di invitare Marika al secondo tango e vengo subito bacchettato..ma la tanda è già cominciata!!..ovviamente sta scherzando(..o no?).Mi piace comunque la sua simpatia,la sua gioia di vivere e naturalmente anche come balla!
Era da inizio serata che notavo lo sguardo di Chiara verso di me.Quasi a fine serata a mò di cabeceo le ho fatto cenno di sì,col capo.E' fiorentina e si ricorda di avermi visto ballare all'Impruneta..ora che abbiamo ballato insieme penso mi ricorderò anch'io di lei,la prossima volta che ci reincontreremo,dalle sue parti.
Nico è preoccupato per la nebbia,vorrebbe andare via un pò prima ma è difficile convincermi ad abbandonare il tango anche se il lavoro mi aspetta a metà mattina.
Trovo invece l'occasione di godermi Anna ancora per due tande prima di farmi convincere da Nico,ma ho ancora un'ultimo desiderio prima..riuscire a ballare con Michelle,l'amica americana con cui mi piace ballare.Anche lei mi aspettava da un..pò e così sono con lei i miei ultimi tanghi di questa bella serata.
Ci sono gli ultimissimi tanghi..Anna,Barbara e Paola stanno ancora in pista..bisogna aspettarle..
Anche stavolta non sono riuscito a ballare con tutte le ballerine che mi ero prefisso,ho trascurato qualcuna a vantaggio di altre ma alla prossima occasione..me ne ricorderò.
Tanti saluti,abbracci,baci e poi è la nebbia fitta che ci aspetta..fuori.
Non vediamo l'entrata in tangenziale e ci ritroviamo a Padova.Per fortuna ci pensa il Nico che conosce la città e in un quarto d'ora arriviamo ugualmente al casello autostradale.Solito rifornimento di metano e poi via tra una nebbia più o meno densa.
Sono le 6 quando arrivo a casa..alle 9:30 dovrò alzarmi.

buon tango a tutti
Vincenzo