domenica 3 giugno 2007

Diario parigino

Parigi è ventosa, fredda e c'è parecchia gente incazzata: Sarkò ha vinto le presidenziali e Belleville, il quartiere dove abbiamo trovato albergo, è strapieno di immigrati che con il nano ungherese ci farebbero il sapone. C'è la polizia in equipaggiamento antisommossa e i giovani dei centri sociali che fanno casino... Si decide di andare in milonga per la seconda volta. Dopo la prima sera al "Le Latina" mi chiedo dove sia 'sta grandeur tanguera di Parigi: io ho visto solo casi sociali e psichici e il livello non era granché... Arriviamo al "Neuf Billiards", in una piccola stradina della "nostra" Belleville. Stile dimesso, è un pub con nove bigliardi (ma daaaiiii!!!) spostati contro il muro per far posto ad una pista a forma di elle con alcuni pali in mezzo. Pavimento in legno piuttosto sconnesso. Insomma, ci sono tutti i presupposti per una milonga di merda... Si pagano cinque euri e mezzo per l'ingresso, e quando ci andiamo a sedere per il cambio scarpe c'è ancora poca gente. Però quelli che ci sono son mica male, il livello è buono, e più tardi arrivano più sembrano bravi di ballare. Odo anche suonar cortine, a differenza della prima sera, il ché mi consola; non ci caga nessuno e considerato com'era andata la volta precedente tutto sommato nemmeno mi dispiace troppo. La pista è affollatissima, la nostra curiosità è subito attirata da una ballerina vestita e acconciata da uomo che balla da uomo. E balla da Dio, è davvero bravissima (pardon, bravissimo). Ma è una donna o no? Si apre il dibattito, io son più per l'uomo. Ci passa vicino e nonostante la penombra vediamo i reggenti del reggiseno sotto la camicia... è donna, non ci son cazzi (letteralmente parlando...). Balliamo un po' ma per noi italioti abituati a piste ben più libere e senza pali in mezzo è dura. Poi qui son davvero bravi, ci sentiamo un po' a disagio...Ad un certo punto entra una copia in brutto ed in piccolo di Ben Harper, con lo sguardo incazzoso e il passo da camionista. Tutto ciò che tu crederesti contrario al tango, insomma. La R. fa: "Ma non sembra Sebastian Arce quello lì?". Anche U. conferma la somiglianza. Ma io, che di tango ne so un tot, li smerdo: "Ragazzi, io Arce l'ho visto dal vivo a Mantova e non è certamente lui! Arce, prima di tutto, è più basso e poi non è che sia 'sta gran bellezza, ma nemmeno può essere quel cesso lì. E poi, se quello è Arce questo aborigeno panzone che sta entrando chi cazzo è, Ciccio Foruncolo (Chico Frumboli, n.d.r.)!?". Siccome ho alzato un po' la voce, anche perché non pensi mai che all'estero uno capisca l'italiano con accento parmigiota, l'aborigeno panzone si gira e mi squadra malissimo. In quel preciso istante spunta Mariana Montes da dietro la mia seggiola e va a salutarlo. E da qui son uccelli per diabetici (cazzi amari, n.d.r.).La nostra serata prende una piega surreale. Io vedo Anibal Troilo che passa dall'altra parte della pista e mi pare di scorgere le sagome di Hitchcock e Cary Grant che si fanno un goccio al bancone del bar. La R. vede Orlando Bloom che balla un tango con una sconosciuta ballerina, mentre U. si sganascia dalle risa in preda a convulsioni isteriche. Ci chiudiamo in una condizione di autoarchia assoluta, sperando di non essere visti da nessuno, e se balliamo lo facciamo solo tra di noi. Nel frattempo Frumboli non lascia la pista un secondo e utilizza la sua ballerina come arma impropria abbattendo le coppie circostanti con ganci ad altezza giugolare. Come ha iniziato a ballare lui, altri tre/quattro pezzi da novanta (nel senso dei chilogrammi) o anche più si sono aggiunti alla pista e ballano un tango nuevo molto aperto e soprattutto molto deciso. Realizzo immediatamente che finire in mezzo a due coppie così può risultare fatale...Poi però, ed io sono noto per andarmi a cercare il freddo per il letto, il mio orgoglio nazionalistico prende il sopravvento e sento che nemmeno con una testata al petto questi francesi potranno fermarmi. Io devo uscire dalla milonga avendo almeno invitato una ballerina! Devo!!! Ce n'è una che in effetti mi fissa con occhio bovino da circa mezz'ora e la sua mirada è discreta ed elegante come Alvaro Vitali. La cosa non mi convince del tutto, anche perché la R. insiste a dire che secondo lei è psicopatica e la fissità del suo sguardo ha basi patologiche. Ma io son testone e mi conquista il pensiero che, se non altro, vista la decisione della mirada non mi beccherò un no nei denti, che per un ballerino è sempre abbastanza avvilente. Mi avvicino e la invito. Lei si alza con sguardo sdegnoso, ma comunque si alza. Le chiedo immediatamente scusa per non parlare il francese, ma dalla sua risposta capisco che ho beccato l'unica francese al mondo che parla un buon inglese... Primo passo, breve camminata, ocho atras. Lei si ferma in mezzo alla pista e mi dice che col braccio destro la disturbo. "Più morbido, non tirare così". M'innervosisco. "Le spalle, gira le spalle se chiami un giro". M'innervosisco. "Noooo!!! Ma cos'è, più morbido, lasciami il tempo di finire il passo!!!". M'innervosisco. Finisce il primo tango. Di fronte a me due opzioni: 1) bel destro secco piantato in mezzo alla fronte; 2) saluto riverente e sganciamento immediato. Ma una tipa dell'organizzazione irrompe in mezzo alla pista e si crea subito un ampio spazio vuoto. "Un'esibizione di Ciccio Foruncolo", penso tra me e me. "Me la guardo qui dalla prima fila poi saluto e vado (l'opzione 1 l'avevo nel frattempo scartata). La tipa parla veloce in francese e mi pare di capire che dia informazioni di servizio. Termina con un mercì e la musica riprende immediatamente. La mia ballerina dagli occhi bovini si gira e apre gli arti superiori in attesa del mio abbraccio. Ripenso brevemente all'opzione 1 ma la ronda delle altre coppie ha già ripreso e mi ritrovo a ballare con lei un secondo tango. Ricomincia la solfa: "Nooo!!! Non così, mi sposti, devi lasciarmi libera, ma cosa fai, lasciami finire il mio passo ecc. ecc.". Il suo volto assume espressioni via via più disgustate e la sua voce un tono sempre più isterico. Colto da disperazione e vittima del mio solito incurabile buonismo, al suo ennesimo vagito per il mio braccio destro che la strattona tento una sortita pacificatoria: "Excuse me if I do not respect your ass". Che nelle mie intenzioni voleva essere un "Scusami se non rispetto il tuo asse", mentre invece (e me ne accorgo subito dalla sua reazione stranita) le ho detto "Scusami se non rispetto il tuo culo". E da qui in poi va tutto in vacca. Tento di suggerirle il suicidio avvicinandomi sconsideratamente alla ballerina di Frumboli che mena ganci a tutto spiano, ma l'operazione non riesce. Tento allora di stritolarla sotto un pancione di colore alto due metri che avevo notato per le sue amplissime ed improvvise aperture, ma anche qui mi va male. Finisce quel maledetto tango, odo la liberatoria cortina che mette fine all'incubo. Mi sgancio dalla tipa che si volta e se ne va lasciandomi solo e inebetito in mezzo alla pista. Vado a sedermi, la R. mi chiede com'è andata. Non ricordo la mia risposta...

2 commenti:

paolo ha detto...

ah ah ah :-D forte!

Pietro ha detto...

Ahahahah Alessio. Sei mitico! :-)))
Pietro