domenica 30 dicembre 2007

Buon Capotango !

Un bellissimo fine d'anno con Voi tangheri per un auspicio di un ottimo 2008 !
Danilo

sabato 29 dicembre 2007

Giallo a Tempo di Tango

che il tango goda di ottima salute è evidente anche a chi non è preso da pasiòn tanghera... colonna sonora fissa di centri commerciali e saloni di pelucheri eleganti, vibra nei reggiseni della bellucci e nei drink di salma hayek. mancava giusto la letteratura.

vi segnaliamo "Tenco a tempo di Tango", il libro + cd (Fandango Libri) di Carlo Lucarelli nonchè spettacolo teatrale per la regia di Gigi Dall'Aglio.

Nel dicembre del 1965, poco più di un anno prima di essere ritrovato nella stanza 219 dell'Hotel Savoy di Sanremo, ucciso da un colpo di pistola alla tempia, Luigi Tenco era andato in Argentina, dove rimase dieci giorni. Cosa ha lasciato laggiù, in quel viaggio. Cosa si è portato dietro. Cosa si è portato dentro. Il 27 gennaio 1967, dopo che la sua canzone è stata eliminata al Festival di Sanremo, Luigi Tenco si chiude in quella camera d'albergo e si spara. Per qualcuno c'è qualcosa di poco chiaro in quel suicidio, per altri non è nemmeno un suicidio, ma questo adesso ci interessa meno. Questa è un'altra storia. Qui si analizza un altro mistero. Il mistero del cuore umano". Così Lucarelli presenta questa sua opera, che ha per protagonista un ispettore della polizia di Sanremo che, subito dopo il suicidio di Tenco viene incaricato d'investigare sul viaggio del cantante a Buenos Aires. Qui si imbatterà in una locanda, "El Viejo Almacen", dove tutte le sere una piccola orchestra suona le canzoni del cantautore italiano, rigorosamente a tempo di tango. La cantante del gruppo sembra conoscere tanti, troppi particolari della vita di Tenco. L'atmosfera inizia a farsi torbida e gli stati d'animo dei protagonisti cambiano.

Dalla penna invece del grande giallista svedese Henning Mankell esce "Il ritorno del maestro di danza" per la Marsilio. Lo Härjedalen, nel nord della Svezia, è una terra di foreste sterminate, i cui lunghi inverni sono a stento rischiarati dal bagliore della neve. È qui, in un casolare sperduto, che Herbert Molin, ex poliziotto in pensione, decide di ritirarsi. E qui, un brutale assassino lo raggiunge per accompagnarlo in un ultimo, terribile ballo con la morte. Quando la polizia arriva sulla scena del delitto, trova delle impronte di sangue che sembrano tracciare i passi del tango...

giovedì 27 dicembre 2007

Arce y Montes Mantova 2007

... performance stratosferica al Mantova Tango Festival 2007 di Sebastian e Mariana ...questo è il Sebastian che amo, che speravo di rivedere prima o poi!...un tango tradizionale ma riveduto e corretto in chiave moderna, con una musicalità e una tecnica da paura!!!...chapeau!!!


domenica 23 dicembre 2007

Buon Natale Vogliaditangheri !!


Un grandioso Natale ricco di emozioni e un augurio di un Felice Anno Nuovo!
Danilo e Carmen

venerdì 21 dicembre 2007

Intervista a Gustavo Naveira (traduzione)

Anche se Gustavo Naveira fatica ad ammetterlo o lo fa solo a metà, lo ‘stile Naveira’ esiste come fenomeno visibile da non meno di dieci anni. Nella pista i ‘ballerini Naveira’ di distinguono per l’utilizzo di passi e figure in grande varietà e per l’utilizzo dello spazio con una libertà sicuramente mai vista prima. Questo stile – che iniziò a prendere forma senza troppa premeditazione in un gruppo che riuniva Naveira, Mariano Chicho Frumboli e Fabian Salas – ha finito per diventare espressione del pensiero di Naveira sul ballo. O detto in altro modo, Naveira ha formulato una filosofia sulla questione, e sul ballo in generale, di rara profondità.
Gustavo Naveia è nato nel 1960 in una famiglia di persone affezionate al tango; impara musica da bambino e prende le prime lezioni di ballo con Rodolfo Dinzel mentre studiava economia all’Università. Poco dopo si è immerso completamente nella pratica del tango, per arrivare più tardi ad altre discipline come folklore argentino e balli spagnoli, e 3 o 4 anni dopo a diventare un professionista del genere.

Quando ti sei dato completamente al tango hai preso lezione da Antonio Todaro e Pepito Avellaneda.
Credo questo accadesse nel 1986, erano i maestri del momento. Avrò fatto una decina di lezioni con Pepito Avellaneda e altrettante con Todaro; all’epoca le lezioni non erano organizzate come oggi. E’ stato un apprendistato molto importante, erano, con Dinzel, i maestri più riconosciuti dell’epoca.

Comunque la filosofia di Dinzel era molto diversa.
Non tanto differente. Dinzel sembra più relazionato allo spettacolo e Todaro e Pepito alla milonga. Però oggi alla luce dell’esperienza e degli anni che passano, mi rendo conto che non c’era tanta diversità. Tutto è più o meno legato e ognuno di loro aveva un suo punto di vista sul ballo e ha sviluppato le cose che più gli interessavano.

Intendevo dire che Dinzel non aveva un passato nel tango da pista.
Non so, non conosco il passato di nessuno di loro; logicamente ho la sensazione che Todaro abbia avuto un passato in milonga più importante di quello di Dinzel. Però credo che l’aspetto più interessante di Todaro fosse la conoscenza delle possibilità del ballo e una creatività che gli altri non avevano.


Ti riferisci al fatto che avesse in repertorio molti passi propri?
Si, molto repertorio, però con uno stile sempre riconoscibile. Non faceva qualunque cosa… quello che faceva apparteneva ad un contesto sempre ben definito.


Potresti spiegarci meglio?
Qualunque ballerino ti direbbe che l’aspetto più importante dell’insegnamento di Todaro era l’eleganza, la posizione dei piedi, l’abbraccio… Può essere. Però per me l’aspetto più importante è quello strutturale. Todaro propone cose molto bene organizzate dal punto di vista della struttura del ballo e questo è l’aspetto più rilevante. Non credo che molti dei suoi alunni lo abbiano capito. La maggioranza ha incorporato la forma ma non l’organicità del suo ballo, che era in assoluto la parte migliore di questo maestro. Ci sono ballerini che hanno acquisito notorietà applicando gli elementi di Todaro e le sue figure ma non credo che ‘lo stile Todaro’ rispetti la sua idea originale.

Qual è invece la storia del tuo percorso? Non ti soddisfaceva lo stile che si ballava?
Credo che, in principio, questo processo sia corrisposto con certi cambiamenti, da una parte inevitabili, che accaddero in un dato momento; ed io insieme ad altri ragazzi abbiamo dato voce a questi cambiamenti. Chiamala insoddisfazione se vuoi, ma mi sembra ridicolo dire oggi ‘non siamo soddisfatti del ballo quindi mutiamolo’. E’ un po’ forzato. Ho iniziato a cambiare nel momento stesso in cui ho iniziato a ballare. Non è stata una reazione al ballo ma una maniera naturale di approcciarlo. Passavamo tutto il tempo a cercare passi e qualcosa di nuovo semplicemente perché la ricerca è interessante e attraente. Solo dopo si sono verificati cambiamenti che hanno avuto un effetto folgorante e hanno permesso uno sviluppo del ballo veloce ed esplosivo. E’ qui che comincia a definirsi uno stile, come lo chiamate voi.


Quando parli di sviluppo esplosivo ti riferisci al fatto che crebbe enormemente il numero di persone interessate al ballo?
No, mi riferisco al fatto che apparirono molte più possibilità dal punto di vista coreografico. Parliamo di numeri: se prima c’erano cinquanta figure, ora ne abbiamo non so 2500, non si possono contare nemmeno volendo. E d’altra parte la qualità tecnica della coreografia è aumentata notevolmente.


Prima quando? Stai parlando degli anni 40?
No, dei dieci anni anteriori all’esplosione di cui ti ho parlato, approssimativamente a metà degli anni 90, non c’è paragone con gli anni 40. Io penso che il ballo ha iniziato il suo vero sviluppo nell’ultima fase, a partire dagli anni 80.

La tua affermazione contraddice molti che reputano gli anni 40 l’epoca più produttiva del tango.
Non condivido. La maggioranza vuole sognare che negli anni 40 si trovavano ballerini spettacolari. Non è così. Io non ne ho mai visti.


Potresti parlarci dello stile con cui più ti identifichi?
Ad un certo momento si è reso necessario identificare tecnicamente ogni cosa che si fa ballando, quello che aiuta ad ampliare le possibilità tecniche, permette un uso più profondo del linguaggio del tango, più connesso con la musica ed una espressione artistica più genuina. Chi sta scegliendo se fare questo o quello, sta anche decidendo artisticamente, dal punto di vista della composizione coreografica. Prima questo non accadeva, ballavi facendo quello che sapevi e avevi con la musica una relazione appena intuitiva, niente di più. La composizione, l’equilibrio compositivo, l’improvvisazione come concetto, la densità dell’improvvisazione, il repertorio di figure più ampio, tutto questo è qualcosa di nuovo. Sia nel tango scenario che nel tango da pista.

Ti suscita qualche interesse il tango elettronico per accompagnare il tuo ballo?
Nessuno. Non dico che non possa accadere in futuro e prendere un suo peso. Per ora non trovo risultati interessanti.

Come dire che la musica dei ’40 continua ad essere comunque la più adeguata per accompagnare un ballo che, secondo il tuo punto di vista, rispetto alla sua epoca è molto più ricco …
Questo è un altro degli aspetti interessanti del tango. Mettiamola in questi termini: negli anni 40 e 50 la stella era la musica e si ballava per esprimere questo fervore che la musica provocava. Oggi al rovescio la stella è il ballo, si balla perché il ballo provoca fervore, e se si vuole ballare ogni volta meglio si usa la miglior musica che si è prodotta per questo fine. Credo questo confermi la mia idea che sono mutate le ragioni per cui la gente balla tango. Il tango è un fatto nuovo, non un ritorno come molta gente crede.

giovedì 20 dicembre 2007

Intervista a Gustavo Naveira (in spagnolo)


Aunque Gustavo Naveira se resiste a admitirlo, o sólo lo admite a medias, el “estilo Naveira” existe como fenómeno visible desde hace no menos de diez años. En las pistas, los “bailarines Naveira” se distinguen por desplegar pasos y figuras de una gran variedad y por usar el espacio con una libertad seguramente nunca antes vista en ese marco. Pero esta modalidad -que fue cobrando forma sin mucha premeditación en un grupo que reunía a Naveira, a Mariano “Chicho” Frumboli, a Fabián Salas- terminó por ser también una expresión del pensamiento de Naveira sobre el baile. O dicho de otro modo, Naveira ha ido conformando un pensamiento sobre esta cuestión, y sobre el baile en general, de un alcance y una profundidad infrecuentes. Gustavo Naveira nació en 1960 en una familia de gente aficionada al tango; aprendió música desde niño y tomó sus primeras clases formales de baile con Rodolfo Dinzel mientras estudiaba economía en la universidad. Poco después se sumergió intensamente en la práctica del tango, más tarde sumó otras disciplinas como folklore argentino y bailes españoles y tres o cuatro años más tarde ya era un profesional del género.


Una vez que te volcaste de lleno al tango tomaste clases con Antonio Todaro y Pepito Avellaneda.
Creo que eso fue en 1986 y ellos eran los maestros del momento. Habré hecho unas diez clases con Pepito Avellaneda y otras tantas con Todaro; en ese tiempo la cuestión de las clases no estaba tan organizada como hoy. Fue un aprendizaje muy importante, eran los maestros más reconocidos de la época, junto con Dinzel.

Aunque el enfoque de Dinzel era muy distinto.

No tan distinto. Dinzel aparecía más relacionado con el espectáculo y Todaro y Pepito con la milonga. Pero hoy, a la luz de la experiencia y de los años que pasaron, me doy cuenta de que no eran tan disímiles. Todo está más o menos vinculado y cada uno de ellos tenía su punto de vista sobre el baile y desarrolló las cosas que le quedaron cómodas.


Pero entiendo que Dinzel no tenía un pasado vivido en el tango de pista.

No sé, yo no vi el pasado de ninguno de ellos; lógicamente, da la impresión de que Todaro tenía una historia en la milonga más importante que Dinzel. Pero creo que lo más interesante de Todaro era un conocimiento de las posibilidades del baile y una creatividad que los otros no tenían.


¿Te referís a que tenía mucho repertorio de pasos propios?

Mucho repertorio, sí, pero dentro de una línea reconocida por el resto. No hacía cualquier cosa; lo que hacía formaba parte de un contexto muy definido.


¿Podrías avanzar un poco en esta idea?

Cualquier bailarín va a decirte que lo más importante de la enseñanza de Todaro era la elegancia, la colocación de los pies, el abrazo... Puede ser; pero para mí lo más importante era el aspecto estructural. Todaro proponía cosas que estaban muy bien organizadas desde el punto de vista de la estructura del baile y ese es el dato más relevante. No creo que muchos de sus alumnos lo hayan tomado. La mayoría incorporó la forma pero no la organicidad de su baile, que era lo mejor de Todaro. Hubo bailarines que adquirieron notoriedad aplicando elementos de Todaro y usando pasos de él; esto devino en una determinada forma, pero no creo que aquello que después se consideró la “manera Todaro” de bailar fuera la idea original.


¿Cómo fue tu propio camino? ¿No te satisfacían las maneras en que se bailaba?

Creo que, en principio, ese proceso estuvo relacionado con ciertos cambios, por otra parte inevitables, que ocurrieron en un momento dado; y yo, junto con algunos muchachos más, fuimos llevando la voz cantante de esos cambios. Llamalo insatisfacción si querés; pero me parece ridículo decir hoy “no estábamos satisfechos con el baile que se hacía e intentamos cambiarlo”. Es un poco forzado. Yo empecé a cambiar desde el momento mismo en que comencé a bailar. No fue una reacción contra el medio sino una manera natural de abordar el baile. Estábamos todo el tiempo buscando pasos y cosas nuevas, simplemente porque el hecho de buscar ya es de por sí interesante y atractivo. Y después hubo cambios que tuvieron un efecto detonante y permitieron un desarrollo del baile muy rápido y explosivo. Es en ese momento que empieza a definirse un estilo, como vos lo llamás.


Al decir “desarrollo explosivo”, ¿te referís a que creció enormemente el número de gente que se acercó al baile?

No, me refiero a que aparecieron muchas más posibilidades desde el punto de vista coreográfico. Te lo pongo en números: si antes existían cincuenta figuras, ahora hay, no sé, dos mil quinientas; no se pueden ni siquiera contar. Y por otra parte, el abordaje de la coreografía alcanzó una calidad técnica muy superior a la que tenía antes.


¿Antes cuándo? ¿Estás hablando de la década del 40?

No, de los diez años anteriores a esta explosión que te mencioné, hasta aproximadamente mediados de los ‘90; y comparado con la década del 40, ni hablar. Yo pienso que el baile comenzó a desarrollarse verdaderamente en la última etapa, a partir de los años 80.


Tu afirmación va a contramano de lo que dice mucha gente, y es que la época más productiva del baile fue la década del 40.

Lo lamento. A la mayoría de la gente le encanta soñar con que en los ‘40 había unos bailarines espectaculares. No coincido. Nunca los vi, nunca encontré datos ciertos de que realmente fuera como dicen.


Pero se sabe que en algunos barrios había bailarines con mucha inventiva y estilos que se correspondían con ciertos lugares...

¿Vos los viste?


No, pero es posible encontrar hoy viejos milongueros que vienen de esa época.

¿Dónde están? Un tipo que en los ‘40 era un bailarín con muchas figuras tenía que tener en ese momento no menos de treinta años. Si era un bailarín impresionante contaba con diez o quince años de baile... por lo menos. Hoy tendría cien años. No, no queda nadie de esa época.


¿Podrías hablar más sobre este estilo que se identifica con vos?

En cierto momento apareció la necesidad de identificar técnicamente cada cosa que se hace en el baile, lo que ayuda a ampliar las posibilidades técnicas, permite un uso más profundo del lenguaje de tango, mejor vinculado con la música y con una expresión artística más genuina. El que está eligiendo entre hacer esto o aquello, también está decidiendo artísticamente, desde el punto de vista de la composición coreográfica. Antes esto no ocurría; un tipo bailaba haciendo lo que sabía y tenía una reacción frente a la música apenas intuitiva; nada más, eso era todo. La composición, el equilibrio compositivo, la improvisación como concepto, la densidad de la improvisación, el repertorio de figuras mucho más amplio, todo eso es algo nuevo. Me refiero igualmente al tango de escenario y al de pista.


¿Te despierta algún interés el tango electrónico para acompañar el baile?

Ninguno. No digo que no tiene futuro y quizás en algún momento aparezca algo de peso. Por ahora no encuentro resultados interesantes.


Es decir, la música que se compuso en los 40 continúa siendo para vos la más adecuada para acompañar un baile que, también según tu punto de vista, es mucho más rico que el de aquella época.

Ese es otro de los aspectos simpáticos del tango. Pongámoslo en estos términos: en los ‘40 y ‘50 la estrella era la música y se bailaba para expresar ese fervor que la música provocaba. Hoy es al revés, la estrella es el baile; se baila porque el baile provoca fervor; y como lo que se busca es bailar cada vez mejor se usa la mejor música que se haya producido para ese fin. Creo que esto confirma mi idea de que las razones por las que la gente está bailando son diferentes a las de antes. El baile es un hecho nuevo, no un retorno como mucha gente cree.


(Laura Falcoff)

mercoledì 19 dicembre 2007

Homenaje a los Viejos Milongueros en el Congreso de la Nación Argentina (30/11/07)

Ciao a tutte e tutti, ho trovato alcuni video nel sito web del mio amico Federico Trossero, tra i quali alcuni riferiti all'Homenaje a los Viejos Tangueros en el Congreso de la Naciòn Argentina delle scorso 30 Novembre, a Buenos Aires. Ed, avendovi parlato del suo libro "Tango Terapia", ho pensato di presentarvi Federico mentre baila con Maria.
Besos,

Pietro



Cambio di programmazione al Castelletto!!!!

A tutti i corsisti intermedi/avanzati:
la lezione di giovedì 20 dicembre di Marcello e MariaElena
è stata annullata e sarà recuperata dopo la pausa natalizia!

Scusateci per l'inconveniente.

martedì 18 dicembre 2007

Mantova Tango Festival 2007...la mia domenica e il mio lunedì..

Ormai sono passati parecchi giorni,qualcosa comincia ad annebbiarsi ma ci provo comunque...
La domenica pomeriggio,sempre in coppia con Victoria,ho ancora 2 lezioni,una con Gustavo e Giselle,boleos cortos e l'ultima con Sebastian e Mariana,musicalidad.
Gustavo è chiaro nello spiegare ma per me è stato troppo complicato e ci vuole una memoria visiva eccellente per riuscire a rifare le cose che ci fa vedere,Giselle interviene pochissimo.
Sebastian ha un senso del ritmo,del tempo..eccezionale..qualche variazione della salida e ti fa una sequenza che riuscire a memorizzarla la puoi usare per ballarci una sera,cambiando naturalmente
ballerina...La cosa importante però non è la sequenza in sè ma capire..il tempo.
E' l'ultima lezione del Festival,stanotte c'è la festa della Despedida.
Stavolta arrivo con Victoria all'apertura..non c'è assolutamente ressa,preavviso di una serata non di casino,come ieri,sicuramente..più ballabile.Il red bull ci vuole,mi sento stanchissimo....
Il primo invito è ovviamente per la cara Victoria ed è subito grande..tango!
Alla consolle c'è l'amico Gibo.Doveva esserci Felix ma non ha potuto dividersi in due.
Lentamente.. la gente sta iniziando ad arrivare.
Vedo Monica senza l'accompagnatore..le altre sere non sono riuscito ad invitarla ma stasera è arrivato il momento..con una bella tanda di vals.
Mi sento abbracciare..è Aurora,e chi se no?Con lei c'è sempre stato un feeling particolare ma da quando si è trasferita abbiamo poche occasioni di trovarci.Non ci sono le milonghe ma anche col tango ci troviamo molto profondamente.
Con l'assenso di Luigi è con Stefania che mi butto a razzo per la pista in 3 milonghe superveloci!
E' leggerissima,in tutti i sensi,le marco dei volei in corsa..mi risponde velocissima ed io mi gaso da matti..è una vera goduria a pista quasi vuota!
Non ho tempo di tornare al tavolo,ritrovo Ellen e i suoi occhi intriganti mi dicono di sì e così posso godere del suo abbraccio per qualche bel tango e per la prima volta anche con i vals.....
E' veramente brava,è proprio un piacere!
Come è un piacere ad altissimo livello ritrovare le ciucine ...Chiara,in 4 bellissimi tanghi e... Anastasia in 3 milonghe perfette...più tardi.
Al tavolo con noi c'è anche Paola,è il suo compleanno(!) ed lei che,per noi ha portato un cesto di clementine e un'altro di..baci perugina,i miei preferiti..è il massimo!So che adora ballare le milonghe con me,è il minimo che posso fare per ringraziarla e così con lei..3 milonghe super!
La serata sta andando che è una meraviglia,sotto sotto sento la stanchezza ma non voglio pensarci,mi riposo per qualche tango... ma col vals e le milonghe..no.
A distanza ravvicinata mi accorgo che con Debora ho già ballato,a Verona parecchio tempo fa,ultimamente a Pisa o Firenze?In ogni caso è una bellissima sorpresa trovare che ci intendiamo a meraviglia,sia nel tango che con le milonghe...ecco un altro nome da aggiungere alla lista delle mie toscane preferite.
Stasera non ci sono problemi di posto,Claudia e Stefano sono in prima fila,visibilissimi,finalmente
posso invitarla.Riusciamo a fare solo 2 tanghi,tra l'altro bellissimi,perchè è arrivato il momento di Chicho e Juana.Ci stringiamo attorno a loro,io devo filmare,stavolta preferisco farlo in piedi,da dietro.
Sembra un Chicho diverso quello che vediamo..Juana è molto giovane ma non è per niente male.
Lui si è pure tagliato i capelli,sembra più maturo.Ho sentito parecchia gente che non lo stimava molto che è rimasta stupita dei tanghi che ha fatto..si è ricreduta.Non sono riuscito a filmare tutto,sono rimasto ahimè senza batteria..comunque il pezzo che ho preferito è stato quello lento.
Prima di tornare al tango anche Gibo ci mette una salsa.C'è la sua Emanuela vicino a me,lei balla salsa..perchè no?Il meglio però è venuto dopo..la prima volta che si balla Pugliese assieme...è
rimasta molto soddisfatta,mi dice che sono più sicuro di me..che è un piacere ballare con me ed anche per me è stata la stessa medesima impressione..
Ci sono le milonghe...incrocio lo sguardo della mia grande estimatrice di Denver,come ballerino di milonga e così non posso non invitare Berry.E' impressionante come riusciamo a ballare bene,nonostante la sua figura..non proprio filiforme..It's fantastic!
La sorpresa della serata però è Beatriz,minutina ballerina spagnola,di Saragoza,invitata da lontano,per caso..con un cabeceo.Mi colpisce molto la sua calorosità,la sua familiarità con cui mi abbraccia,quasi ci conoscessimo da sempre..petto contro petto,guancia contro guancia,indice per me di una bellissima apertura mentale verso tutto il prossimo.Ci intendiamo a meraviglia e lei
rimane entusiasta di me da subito!Con lei 2 bellissime tande e una grande..soddisfazione!
Con Bibiana,argentina ormai trapiantata in Italia,non ritrovo più la stessa disponibilità,la stessa apertura,spero comunque che i vals fatti insieme abbiano soddisfatto anche lei come hanno soddisfatto me...
Con Claudia era rimasto un qualcosa di sospeso e così l'ho reinvitata sulla tanda di tango nuevo..
mi sono stupito io per primo come ho interpretato questa musica dalle sonorità così..moderne.
Ci siamo proprio divertiti..alla grande!E' stato veramente un grande piacere..
Con Victoria rispondo molto volentieri al suo desiderio di ballare ancora con me...
Con Ingrid ci eravamo incrociati più di una volta durante questo festival ma non mi ero ancora deciso ad invitarla pur sapendo quanto fosse brava..forse pensavo di perdermi una ancora più brava di lei?In Italia per me si contano in una mano le ballerine con un abbraccio così bello come il suo..sarei stato proprio un imbecille se non l'avessi invitata!Ho aspettato di essere in zona...
Cesarini,è vero, ma i tre tanghi fatti con lei,da soli potevano valere tutta una serata......
Ormai la serata è quasi esaurita,con chi mi premeva di ballare avevo già ballato almeno una volta.
Ci sono le ultime milonghe..Beatriz è seduta vicino a me,perchè non invitarla?Non mi dice di no perchè sono io,ha visto come ballo ma è lei che non si sente capace,non le balla quasi mai..
In effetti mi accorgo che è così,non riesce a seguirmi col traspiè e dopo la seconda milonga mi ringrazia ma preferisce scendere..è già contenta di quello che è riuscita fare,grazie a me..e così l'ultima milonga la ballo con Romina,la terza ciucia presente..eccellente,come i tanghi che ci facciamo dopo.E' lei che mi dice,vista la nostra amicizia,che se voglio ballare gli ultimi pezzi con qualche altra ballerina..non si offende....
La prendo al volo e così le 2 ultime Cumparsite le ballo..ancora con Beatriz,stavolta senza problemi e super contenta!
Gibo ha fatto una bellissima serata,piena di energia,degna conclusione di un festival eccezionale,
per me bello dall'inizio alla fine perchè organizzato in modo eccellente da persone competenti..e grazie anche a tutti i volontari che lo hanno reso possibile.Un pensiero particolare al caro Franco che non ha potuto fare un ballo..a causa di un malleolo rotto e che per rifarsi dovrà aspettare ancora un pò...
Alle 7:15 inesorabile la sveglia suonerà..dopo aver affrontata una nebbia abbastanza fitta è solo alle 4:20 che entro in casa........

..il lunedì....
La mia intenzione era di non andare anche all'ultima milonghina allo Sport Village,ormai avevo già salutato tutti e inoltre sarei stato stanco morto.Verso sera però l'intenzione cambia..vorrei portare un pensierino a Paola per il suo compleanno appena compiuto e un ricordino anche alla cara Victoria che poi il giorno dopo sarebbe tornata a Barcelona....
A mezzanotte tornerò a casa...questo è il mio bel proposito!Parto un pò in ritardo,mi sono quasi assopito una mezzoretta e arrivo alla milonghina comunque dopo le 22:30.Sabato sera eravamo in 1100..stasera saremo,quando l'ultimo sarà arrivato in 17 donne e 14 uomini,contando anche Max,il musicalizador!Molto interessante comunque l'internazionalità di questa mini milonghina..14 persone straniere(Spagna,U.S.A.,Svizzera,Francia,G.B.) e 17 italiane!
Mi sembra inutile dire che ho fatto una bellissima seratina ed anche se stracotto non mi sono risparmiato un attimo ballando con Paola,Deanna,Daniela e con le mie sorprese straniere di questo festival...Victoria,Ellen,Berry,Luisa e Beatriz che hanno fatto la parte delle leonesse di questa seratina inaspettatamente..da ricordare.E' con le amiche americane che c'è quasi una lacrima..chissà se ci potremo rivedere ancora,sicuramente ci scriveremo.Con Victoria e Beatriz c'è la promessa di ritrovarci almeno a Sitges il prossimo anno,con Luisa ci si ritroverà al prossimo festival in terra italiana...
E' l'1:45 quando mi decido finalmente di gettare la spugna e di non ascoltare Max che voleva restassi ancora per far ballare le milonghe ad Ellen...
Alle 2:20 sono a casa ma non penso di essermi addormentato prima delle 3,troppi bellissimi ricordi..troppo tango ancora nel cuore e nella mente non me lo hanno permesso....

buon tango a tutti
Vincenzo

Traduzione dell'intervista a Chicho Frumboli

Molti dei suoi colleghi lo considerano il ballerino più originale del momento. Nelle sue esibizioni sembra ampliare il catalogo di movimenti, spingendo all’estremo i principi di Gustavo Naveira. All’inizio ha ricevuto molte critiche ma lui ha portato avanti imperterrito il suo stile. Oggi, radicato in Francia, Mariano Chicho Fromboli è riconosciuto quasi unanimemente per la sua creatività. Questo il nostro dialogo in una delle sue visite a Buenos Aires:

Come sei arrivato al tango?

Nel 94, quando studiavo teatro, una compagna che ballava tango mi ha invitato a prendere lezioni con lei. Le dissi di no, che il tango non mi piaceva. Io suonavo la batteria, ero più rockettaro… alla fine poi le ho detto si, sono andato e dal quel giorno non ho più smesso.

Come mai non ha mai partecipato a nessuno degli spettacoli delle grandi compagnie?

Quello che si fa nei grandi show lo posso vedere e divertirmi ma non mi piace. Mi sento più ballerino di pista. La mia carriera si fonda su qualcosa di più intimo, più della milonga.

Tuttavia il tuo è un tango abbastanza spettacolare…

Può essere, si però sono estetiche distinte. Senza ripropormelo, credo che il mio modo di ballare abbia modificato l’estetica del tango, dall’immagine al movimento. Quando ho iniziato quello che più vedevo in milonga erano allievi che riproducevano gli stili dei loro maestri. Tutto quello che ho fatto è stato sentirmi un po’ più libero nel ballo. Ho appreso molto di quello che so in milonga, più che dai maestri. Ballavo da lunedì a domenica senza smettere.

Cos’è il Tango Nuevo?

Questo è quello che chiedo a voi… se non lo sapete voi siamo fregati (Sorride). No, all’inizio c’è una questione di marketing, come è accaduto con ‘la nuova generazione del tango’, di cui si parla. Io sono collegato spesso alle band elettroniche, forse per il tipo di ballo che faccio. Però al di là del fatto che conosca molti dei musicisti che suonano in questi gruppi io non mi sento identificato con il loro stile più di quanto non lo sia con quello di Troilo, Pugliese o D’Arienzo.

Nelle tue esibizioni usi musiche molto diverse tra loro… Come le scegli?

Per le esibizioni scegliamo la musica 10 minuti prima di ballare, secondo il nostro stato d’animo e l’atmosfera del posto. Improvvisiamo, non eseguiamo nessuna coreografia preparata. Questo l'ho imparato da Gustavo (Naveira). L’improvvisazione ti fa restare più ‘sveglio’ in tutto il tuo sentire. Questa varietà che noti nelle musiche serve perché per me il tango deve essere ballato in molte maniere differenti non in una solo maniera, come si fa oggi. Dovrebbero esistere diverse interpretazioni perché il tango è molto ricco di sfumature. Io sono musicista, quindi vedere persone che non ballano a tempo per me è inconcepibile. Così come non comprendo il ballare in una sorta di bolla, senza nessun tipo di vita interna.

Come si possono moltiplicare le possibilità di ballo?

Tutto quello che so sulla struttura della danza l’ho imparato da Naveira. E’ lui che ha trovato un percorso di ‘apertura’ del tango. Le possibilità di creazione ed evoluzione della danza hanno a che vedere con una comprensione assoluta di quello che accade quando mi muovo. Prima avevamo un uomo che spingeva un passo e la donna che lo rincorreva come poteva, oppure l’uomo che diceva direttamente ‘bene, ora fai il gancio, ora il boleo…’, o le marcava un ocho col polso rompendole un braccio. La relazione tra uomo e donna è molto più comunicativa adesso.

Si percepisce molto più gioco tra i ballerini…

Si, e quello che accade è che il gioco ti può portare da qualsiasi parte. Alcuni dei ballerini più giovani giocano e sperimentano ma a volte perdono l’essenza. Penso che si debba giocare ma a partire dalla conoscenza.

E qual è l’essenza?

Una connessione più forte che si dà tra l’uomo e la donna nel ballo. Oggi si imparano duo o tre passi e si passa a ballare… Ti sembrerò forse un milonghero fanatico, ma ballare significa pensare a come prendere una donna, a quanto pesa, al suo profumo, a come ti tiene la mano, se trema, se suda. Questa cerimonia del ballo implica codici che possono essere anche meno rigidi ma che devono essere presi in considerazione. Molti giovani non hanno rispetto per il ballo dei ‘vecchi’. Noi oggi stiamo ballando grazie a loro, è una ‘catena’…

Tu parli si simmetria e cambi di ruolo.

Si, è qualcosa che abbiamo formulato con Gustavo Naveira e Fabian Salas. La mia esperienza come giocatore di hockey su ghiaccio mi ha aiutato molto a capirlo: simmetria è la possibilità di fare tutto quello che facciamo sia su un lato che sull’altro. Tutto può riformularsi, quello che non cambia è il tipo di abbraccio.

Come si impara ad improvvisare?

Abbiamo diversi elementi: boleos, ganchos, paradas, barridas, colgadas e volcadas… quattro di questi elementi combinati in un certo ordine formano una sequenza. Però per poter giocare liberamente devo conoscere alla perfezione i singoli elementi.

Quanto è sociale il ballo che insegni?

E’ tanto sociale quanto la milonga lo permette. Sta in ognuno scegliere come ballare. Quando vado in un posto dove ballano distintamente dal mio stile io mi adatto e non mi metto a tirare ganchos, boleos ecc. E in ogni milonga cambia lo spazio che hai a disposizione da un giorno all’altro, da un angolo all’altro. Quello che io insegno è tango, quello che voi trovate a partire da questo è il vostro percorso. Ho allievi che dopo aver imparato una sequenza vengono da me e mi dicono: “Chicho, guarda, funziona anche così”. Ed io rispondo “Benissimo, imparo da voi”.

Ballare tango è l’argentinità al palo?

Assolutamente… ti collega con la storia e con la cultura argentina. Ballando il tango mi muovo in tempi che non ho vissuto. E’ una questione di sangue suppongo. Quanto più sono lontano, tanto più tango ascolto e mi accanisco. Penso che questo grande momento per il tango sia un fenomeno sociale universale. E un momento questo che tra internet e telefonia cellulare si sente una grande mancanza di comunicazione fisica con l’altro. La danza di coppia e soprattutto il tango risultano molto affascinanti… per la musica, il contatto con l’altro, l’ambiente. Si arriva in milonga e ci si sente ‘contenuti’.

Cosa provi in generale quando entri in una milonga?

La milonga è cambiata tanto. Prima dovevi essere vestito in un certo modo. Oggi per fortuna ognuno si veste come meglio crede. Da un lato però sento che c’è un grande vuoto generazionale, tanto nella danza quanto nella musica, per questo per più di 30 anni il tango è rimasto in disparte. In milonga trovi gente fino a trent’anni e gente ultrasessantenne. Credo si dovrebbe trovare una maniera più contemporanea per codificare il tango. Io ad esempio non ho quasi mai fatto un cabeceo ad una donna. Primo perché in milonga ballo quasi sempre con amiche, e secondo perché preferisco avvicinarmi al tavolo ed invitarla una donna.

E si rifiutano?

All’inizio mi hanno detto di no molte volte.

Così i nostri lettori possono consolarsi!

Si, chiaro che mi hanno detto di no. Solo un mese fa, senza andare troppo lontano, in una milonga di Parigi ho invitato una ragazza che ballava contemporaneo e che mi ha risposto ‘No grazie’. Ho pensato ‘Uy, com’è dura!’. Non mi ricordavo cosa si provasse.

Una volta hai dichiarato che per i nordamericani è più difficile che per gli europei comprendere il tango. Perché?

In Europa c’è una tradizione artistica molto più importante. Gli stati Uniti sono un paese recente, hanno una storia più leggera… Ma non voleva essere una critica.

Non vuoi conflitti col grande paese del nord?

(Sorride) No, non è questo. Penso sia una questione di tempi e che si riesca comunque alla fine ad incontrare la parte sociale e culturale più profonda del tango.

Fin dove porta l’evoluzione del tango?

Non so, va dappertutto. E’ bello quello che sta accadendo, la ricerca e la scoperta di nuove forme. Tutto questo porta a qualcosa di sconosciuto. Vorrei però che si mantenesse l’essenza tanghera, che non si convertisse in qualcosa di ibrido. Mi piacerebbe che le forme cambiassero mantenendo il vincolo tra i cuori, le anime, che il tango continuasse a relazionarsi con l’identità e la storia.

E tu dove vai?

Io vado sempre in cerca di soddisfazione. Nella mia vita cerco di fare quello che mi piace. Oggi come oggi quello che più mi appassiona è ballare, ma anche scoprire e creare.

Cosa ti piace fare nel tuo tempo libero?

Comporre al computer e disegnare.

Se la tua strada si dividesse tra un sentiero conosciuto e sicuro ed uno sconosciuto, quale sceglieresti?

Mi incamminerei per quello meno noto per vedere che succede.

Ritmo o melodia?

Entrambi.

Cosa pensi al mattino quando ti svegli?

Al tempo che mi resta da vivere. A non sprecarlo.

Cosa ti piace?

Stare con gli amici. Se sono solo mi diverto a guardare film di Jerry Lewis o Cha Cha Cha, il programma di Alfredo Casero.

Cosa ti annoia?

Perder tempo e faccio di tutto perché non accada.

Cosa temi?

Molte cose, ma sono contraddittorie e personali. Ho paura della routine per esempio o che si esauriscano le idee.

Un film?

Il cuoco, il ladro, la moglie e l’amante di Greenaway.

Un libro?

Non sono un grande lettore ma adoro Quino.

Luogo preferito per una vacanza?

Un posto tranquillo sul mare.

Sei religioso?

Si… ma di una religione tutta mia.

River o Boca?

Huracàn.

Un motivo di orgoglio?

Mi sento orgoglioso di quello che sono, anche se può sembrare arrogante. Quello che sono lo devo a molte sofferenze in passato.

Cosa vuoi fare da grande?

Essere un buon padre.



ps1. scusate ma l'ho tradotta senza dizionario... a volte sono imprecisa ma lo spagnolo è un vecchio ricordo. pietro correggimi tu.
ps2. chicho ti amo, diventa il padre dei miei figli!!!!
ros

domenica 16 dicembre 2007

Patricia Hilliges Matteo Panero

Esibizione del 2006 a Gainago (PR)



E i video di Felino, quando arrivano ?
Ciao
Danilo

Intervista a Mariano Chicho Frumboli (in spagnolo)


Muchos de sus colegas lo consideran el bailarín más original de la actualidad. En las exhibiciones parece ampliar el catálogo de movimientos, exprimiendo hasta el máximo conocido los principios de Gustavo Naveira. En sus inicios recibió críticas descalificadoras pero él siguió firme con su estilo. Hoy radicado en Francia, Mariano “Chicho” Frúmboli es reconocido casi unánimemente por su creatividad. En una de sus visitas a Buenos Aires mantuvimos el siguiente diálogo.

¿Cómo llegaste al tango?
En el ’94, cuando estudiaba teatro, una compañera que bailaba tango me invitó a aprender con ella. Yo le dije que no, porque a mí el tango no me gustaba. Tocaba la batería, era más rockero. Al final, como se enojó le dije que sí, fui y desde ese día no pude parar.

¿Por qué nunca participaste de ningún espectáculo de las grandes compañías?
Lo que se hace en los grandes shows lo puedo ver y disfrutar pero no es algo que me dé ganas de hacer. Me siento más bailarín de pista. Mi carrera está construida sobre algo más íntimo, más de la milonga.
Sin embargo, el tuyo es un baile bastante espectacular.
Puede ser, sí, pero son estéticas distintas. Sin proponérmelo, creo que mi baile cambió la estética del tango, desde la imagen y desde el movimiento. Cuando empecé lo que más se veía en la milonga eran alumnos reproduciendo los estilos de sus maestros. Lo único que hice fue sentirme un poco más libre al bailar.
Aprendí mucho de lo que sé en las milongas, más allá de que tuve maestros. Le daba de lunes a domingo sin parar.


¿Qué es el llamado Tango Nuevo?
Eso te pregunto yo a vos...
Si no sabés vos, estamos jodidos.
(Sonríe) No, en principio hay una cuestión de marketing, como pasa con “la nueva generación del tango”, de la que se habla en el exterior. Por otro lado, creo que se justifica más por el lado de la música más que por el baile. A mí me relacionan con las bandas electrónicas, quizás por el tipo de baile que hago. Pero más allá de que conozca a muchos de los músicos que tocan en esos grupos, no me siento tan identificado con esa música como con Troilo, Pugliese o D’Arienzo.


En tus exhibiciones usás músicas muy distintas entre sí. ¿Por qué las elegís?
En las exhibiciones elegimos la música 10 minutos antes de bailar, según nuestro estado de ánimo y según la atmósfera del lugar.
O sea que improvisamos, no seguimos ninguna coreografía previa. Eso lo aprendí de Gustavo (Naveira). La improvisación da cosas que no se dan preparadas y te hace estar mucho más despierto en todo sentido. Esas variaciones que notás en la música ocurren porque, para mí, el tango debería bailarse de muchas maneras distintas y no de una sola manera, como se hace hoy. Debería haber distintas interpretaciones porque musicalmente el tango es muy rico. Yo soy músico, entonces ver a gente que no baila en tiempo es algo que no puedo entender. Tampoco puedo entender que estén bailando en una especie de bola que va, sin ningún tipo de vida interna.

¿Movimiento sin sentimiento?
Sí, se perdió un poco la esencia tanguera. Más allá de que hay mucha gente joven que se siente identificada con mi baile, para mí es claro que bailo tango a full. No sé si la gente capta eso, por ahí se quedan más con la imagen poco ortodoxa.


¿Cómo se pueden multiplicar las posibilidades del baile?
Todo lo que yo sé sobre estructura de la danza lo aprendí con Gustavo Naveira.
Él es quien encontró un camino que abre el tango. Las posibilidades de creación y evolución de la danza tienen que ver con una comprensión absoluta de lo que está pasando mientras me muevo. Antiguamente lo que pasaba era que el hombre sacaba un paso y la mina tenía que correrlo como podía y, si no, el hombre directamente le decía “Bueno, acá hacé gancho, acá hacé boleo, etc.” o le marcaba ochos con la muñeca, rompiéndole la espalda a la mujer. La relación entre el hombre y la mujer es ahora mucho más comunicativa.

Hoy también se percibe mucho más juego entre los bailarines.
Sí, pero lo que pasa es que el juego te puede llevar a cualquier parte. Algunos de los bailarines más jóvenes juegan e investigan pero a veces pierden la esencia. Creo que uno tiene que jugar pero a partir del conocimiento.

¿Y cuál es esa esencia?
Una conexión muy fuerte que se da entre el hombre y la mujer al bailar tango. Hoy la gente aprende dos o tres pasos y se manda a bailar. Ya parezco un milonguero fanático ¿no?, pero me parece que bailar es pensar cómo tomar a una mujer, percibir qué onda, cuánto pesa, el perfume que tiene, cómo te agarra la mano, si tiembla, si transpira. Esa ceremonia del baile implica códigos que pueden ser menos rígidos pero que deberían seguir existiendo. Hay mucha gente joven que no tiene respeto por el baile de los viejos. Nosotros estamos bailando tango gracias a que existió esa gente, es una cadena.

En tus avisos hablás de simetría y de cambio de roles.
Eso viene de momentos que hemos compartido con Gustavo (Naveira) y Fabián (Salas). Mi experiencia como jugador de hockey sobre hielo me ayudó mucho a entenderlo. Simetría es como denominamos a la alternativa de hacer todo lo que hacemos hacia un lado, hacia el opuesto. Todo puede reformularse, lo único que no cambia es el tipo de abrazo.

¿Cómo se enseña a improvisar?
Tenemos diferentes elementos, llámense boleos, saltos, ganchos, paradas, barridas, colgadas, volcadas. Cuatro de esos elementos combinados en cierto orden forman una secuencia. Pero para poder jugar libremente tengo que conocer a la perfección esos cuatro elementos.

¿Qué tan social es el baile que enseñás?
Es tan social como la milonga lo permita. Está en cada uno elegir cómo bailar. Cuando voy a un lugar donde bailan distinto yo no me pongo a tirar ganchos, boleos y saltos por todos lados, me adapto a la milonga. Y en cada milonga, también varía el espacio disponible de un día a otro o de un rato a otro. Lo que yo enseño es tango, lo que vos encuentres a partir de eso es tu camino. Hay alumnos que después de aprender una secuencia vienen y me dicen: “Mirá, Chicho, así también funciona”. Y yo les contesto: “Buenísimo, loco, estoy aprendiendo de vos”.

¿Bailar tango es la argentinidad al palo?
Absolutamente. Te conecta con la historia y con la cultura argentinas. Al bailar tango me transporto a tiempos que no viví. Es una cuestión de sangre, supongo. Cuanto más lejos estoy, más tango escucho y más me pega. Pienso que el momento “grosso” que está pasando el tango es un fenómeno social universal. Es un momento en el que a pesar de internet y de los teléfonos celulares, hay mucha soledad y falta de comunicación física con el otro. Las danzas de pareja, pero sobre todo el tango por su grado de compromiso con el otro y con la música, resultan muy atractivas. Lo mismo que el ambiente, porque vos llegás a la milonga y te sentís contenido.


¿Qué sentís en general al ingresar a una milonga?
La milonga cambió mucho. Antes, al entrar a una milonga tenías que tener una imagen de traje, camisa, zapatos. Hoy, afortunadamente, cada uno va como quiere. Por otro lado, siento que hay un gran bache generacional, tanto en la danza como en la música, por esos 30 y pico de años en que el tango quedó marginado. En la milonga ves gente de hasta 30 y pico o gente de más de 60. Creo que habría que encontrar una manera más contemporánea de codificar el tango. Por ejemplo, yo casi nunca cabeceé a una chica. Primero porque no bailo mucho en las milongas, salvo con algunas amigas. Y, por otro lado, porque prefiero acercarme a la mesa e invitarla.

¿Y te rechazan?
Al principio, me han dicho que no muchas veces.

Así nuestros lectores se consuelan...
Sí, claro que me han rechazado. Hace unos meses, sin ir más lejos, en una milonga de París invité a una mina que bailaba contemporáneo “grosso” y me contestó: “No, no, gracias” y volví pensando “Uy, ¡qué duro que es esto!”, porque ya no me acordaba cómo era.

Alguna vez declaraste que a los norteamericanos les cuesta más que a los europeos entender el tango. ¿Por qué pensás que pasa eso?
En Europa hay una historia y mundo artístico mucho más importantes. Estados Unidos es un país más nuevo, tiene una historia más lánguida que la europea. Igual, no quisiera ser excesivamente crítico.

¿No querés tener conflictos con “el gran país del norte”?
(Sonríe) No, no es eso.
Pienso que es una cuestión de tiempos, también. Si encuentran la parte social y cultural del tango que es muy profunda, van a encontrar también el tango.

¿Hacia dónde evoluciona el tango bailado?
No sé, sé que va hacia algún lado. Está bueno lo que está pasando, esto de andar buscando y descubriendo nuevas formas. Todo eso va a llevar a un lugar que desconozco. Yo preferiría que mantenga la esencia tanguera, que no se convierta en un híbrido. Me gustaría que las formas evolucionen manteniendo el vínculo entre los corazones, que se relaciona con la identidad y la historia.

¿Y vos hacia dónde vas?
Yo voy siempre en busca de la satisfacción. En mi vida traté de hacer lo que me da placer. Hoy para mí lo más placentero es bailar, pero al mismo tiempo descubrir y crear.

¿Qué te gusta hacer en tu tiempo libre?
Hacer música con la computadora y dibujar.

Si circularas por una ruta que se divide en dos caminos que te llevan a destino, pero uno es conocido y seguro mientras que el otro es desconocido, ¿cuál eligirías?
Iría un poco por el desconocido, a ver qué onda.

¿Ritmo o melodía?
Los dos.

¿Qué pensás a la mañana apenas te despertás?
En el tiempo que me queda para vivir. En no perder tiempo.

¿Qué te divierte?
Estar con amigos. Estando solo me puedo divertir viendo una película de Jerry Lewis o Cha cha cha, el programa de Alfredo Casero.

¿Qué te aburre?
Perder el tiempo, por eso trato de que no pase.

¿A qué le tenés miedo?
A muchas cosas, pero son muy contradictorias y personales. Le tengo miedo a la rutina, por ejemplo, o a que se agoten las ideas.

¿Una película?
El cocinero, el ladrón, su mujer y su amante, de Peter Greenaway.

¿Un libro?
No soy de leer mucho, pero los libros que me gustan mucho son los de Quino.

Lugar favorito de vacaciones:
Algún lugar tranquilo y con mar.

¿Sos religioso?
Sí, pero de mi religión únicamente.

¿River o Boca?
Huracán.

¿Un motivo de orgullo?
Me siento muy orgulloso de lo que soy, aunque suene arrogante. Lo que soy hoy tuvo mucho sufrimiento detrás.

¿Qué te gustaría ser cuando seas grande?
Un buen padre.

sabato 15 dicembre 2007

Mantova Tango Festival 2007...il mio sabato...

Il pomeriggio di tango comincia alle 14,lezione con Gustavo e Giselle,l'argomento..tomas y pasadas.Con Julio e Corina lezione di milonga..camminate veloci.Mi sento un pò stroncato..ce la farò a resistere per tutta la notte?Victoria ne è convinta...
Doccia e cena a casa di Valeria,poi a prendere Victoria..l'intenzione era di arrivare presto per poter trovare un posto in prima fila,ma stavolta non ce la faccio e quando arriviamo alle 22:40 c'è già tutto pieno.Fortunatamente abbiamo in Patrizia ed Alessandra le nostre salvatrici..il posto ce
l'hanno tenuto!
Alla consolle c'è Gibo,The Voice...sarà lui nella prima parte della serata che ci farà ballare,nella seconda ci sarà di nuovo Supersabino.Ci saranno anche due momenti di musica dal vivo con la collaudatissima orchestra Ensamble Hyperion.
Vedo molta eleganza in giro,specialmente tra le donne,ma è normale..questa è la serata di gala!Ho già bevuto un red bull,devo iniziare a ballare..c'è una marea di donne da invitare!
Victoria si deve cambiare,Patrizia è già pronta e così inizio con lei..alla grandissima..questo mio grande sabato di tango..
Anche con Victoria è così..due tande di tanghi con grande energia oltre che con molto piacere...
lei è veramente speciale,col suo perenne sorriso..sempre contenta di tutto..
Elena è stata la sorpresa più bella della serata.L'ultimo tango con lei penso risalga ad una notte a Padova,di non sò più quale anno.Mi ricordo solo che eravamo usciti al casello di Verona sud per darle un passaggio..Nel pomeriggio,al Village mi aveva esternato la sua voglia di ballare con me. Sapevo della sua bravura ma non mi aspettavo che fosse diventata così brava,leggerissima ...è uno spettacolo ballare con lei...
Mi capita di essere baciato a fine tanda da qualche amica molto espansiva,contenta per come abbiamo ballato ma non mi era mai successo di essere abbracciato e baciato alla fine di tutti i tanghi che abbiamo fatto insieme!Non capita tutti i giorni!
Sicuramente ho ballato con tutto il mio cuore,prima che col cervello e lei lo ha percepito...
Grazie ancora,Elena..spero di non dover aspettare anni prima di poterti riabbracciare in un tango.
...Cecilia è seduta quasi vicino a noi,anche con lei nel pomeriggio ci siamo già visti e promessi qualche tango insieme.L'ultima volta,a Milano,non ero riuscito a ballarci,ma stavolta non succederà e vado subito ad invitarla.Abbiamo ballato per non so quanti tanghi sulla musica dal vivo dell'Hyperion..abbraccio perfetto,altezza perfetta..tutto perfetto,anche i suoi adornos ad impreziosire un ocho o una semplice camminata.
Si balla ancora benissimo..non so quanto potrà ancora durare,la gente continua ad arrivare...
Finalmente ho conosciuto..la Carmen!E' più alta di me ma non ci sono problemi..non mi lascio spaventare da qualche centimetro in più!La invito sulla tanda dei vals..non so quanto le sia piaciuto,io mi sono trovato ottimamente..è stato proprio un piacere!
Il palazzetto ormai è strapieno,sono stati strappati..1100 biglietti!E' difficile cercare una persona in particolare..mi incontro con Claudia mentre sto cercando di andare in bagno e a bere..file dappertutto.Non l'ho più trovata!
..Ho trovato invece Erica,non sa dove appoggiare la sua roba..la faccio venire da noi e poi naturalmente ci buttiamo in pista.Due tande sono il minimo con lei,chissà se riuscirò a riballarci,
la lascio nelle braccia di Nico che la stava cercando..col sorriso di chi ha ballato bene...
Cerco Ellen,starà ballando..c'è una scelta impressionante di donne tutte carine..in maggioranza giovani,ho un'attimo di panico da indecisione,mi imbarazzano un pò tutti quegli sguardi che mi
cercano....ma non posso ballare con tutte loro e così invito una giovane sconosciuta..a caso..
E' una principiante di Parma..quando sa che ballo da 8 anni mi dice..ma allora sei un maestro!...
figurarsi,io un maestro?non mi ci vedo proprio!La postura nell'abbraccio non va assolutamente bene,mi spinge col capo e balla guardandosi i piedi.Resisto un tango senza dirle niente poi cerco di correggerla almeno un pò.Lo so che non si dovrebbe fare ma grande è stata la soddisfazione nel veder seguire i miei consigli e riuscire così a ballare più che decentemente almeno l'ultimo tango..
E' l'ora dello spettacolo più atteso..l'esibizione di Gustavo Naveira e Giselle Anne.La pista si restringe attorno a loro,è una sensazione bellissima,di qualcosa di magico che sta per accadere..
e per la prima volta sento parlare il ballerino prima della sua esibizione!
Gustavo ringrazia il tango per tutto quello che gli ha dato,è orgogliosissimo di portare in giro per il mondo il simbolo più rappresentativo della sua Argentina,un'espressione culturale che sta diventando comunque sempre più patrimonio..di tutto il mondo....
Il suo..è un tango salon ai massimi termini...c'è una padronanza del movimento che è veramente
eccezionale e il risultato è un'esibizione superlativa!
Ho saputo di gente che si è commossa nel vederli....una ragazza,seduta per terra, proprio di fianco a me è venuta apposta da Berlino per rivederli,sperando di poterli anche filmare.La sua fotocamera rimane senza memoria sul più bello..io ho filmato tutto,le ho promesso che le manderò il cd...in cambio del favore..naturalmente solo qualche tango con me.Il bello,oltre che essere di una bellezza particolare,semplice,acqua e sapone è che Teresa è anche brava e fare due tande con lei è stato veramente un piacere...
Prima dell'esibizione degli altri maestri ho il tempo di deliziarmi con qualche tango ancora con...
Cecilia...
La pista si restringe in un attimo..è troppo,bisogna allargarsi un pò,altrimenti lo spettacolo non comincia..Prima Sebastian e Mariana,poi Julio e Corina e infine Chicho e Juana ci regalano due pezzi ognuno..è stato uno spettacolo bellissimo che mi ha lasciato soddisfatto...
Colgo l'occasione per fare un plauso a tutta l'organizzazione di Eallora tango che si è prodigata perchè tutti restassimo soddisfatti....io penso che ci sia riuscita.
Gibo ha terminato il suo tempo..per me sicuramente.. pollice sù,ora è il momento di Sabino che inizia con un pò di salsa,che naturalmente ballo da ex-salsero quale sono,con un'amica di Catania.
Restiamo in Sicilia,non posso non ballare con Anastasia,lei per me è ormai..un punto fermo,
ineludibile..mi trovo troppo bene per non riprovarci ogni volta che sia possibile..
Tornando al tavolo è Victoria que me saca,tiene gana de bailar milonga con migo...claro que si,la mi respuesta!..e così ci facciamo tre belle milonghe!
Dopo anni che ci si vede,che ci si saluta mi sono finalmente deciso ad invitare la friulana Rosalba,
forse perchè l'ho trovata in giro e non nella solita zona vip.Si lamenta con me di non ballare più molto,al contrario del marito che invece come me..non è mai fermo.Con lei niente di eccezionale ma comunque un bel tango..
Avrei voluto invitare un'altra ballerina di Udine ma non ci sono riuscito, mi sono deciso troppo tardi,quando ormai se ne era già andata.
Ellen non riesco proprio ad invitarla,ripiego sulla sorella Berry.Stavolta balliamo vals e di nuovo la vedo stupita ed eccitata perchè anche nel vals non me la cavo male..ed è contentissima!
Per Romina è naturale invece essere contenta quando balliamo insieme perchè c'è una stima profonda fra di noi,che non si scalfisce mai ma..aumenta sempre.
Ogni tanto mi rifaccio vivo al tavolo delle amiche vicentine,stavolta è Alessandra che mi invita e
non mi tiro sicuramente indietro..bei tanghi che ballo con lei..
C'è il detto...una fiorentina per sera e il tuo tango se ne avvantaggierà...ma è solo a fine serata che riesco ad invitare la Flor de Florencia in una serie di tanghi veramente belli...
La Patty mi sta aspettando..dalla sera prima..non è possibile un Festival di Mantova senza ballare col Vince,mi fa!Finalmente mi sono deciso ma d'altra parte ha ballato molto anche lei.Se l'avessi vista più seduta l'avrei invitata prima...comunque niente milonga ma solo tanghi per noi,stanotte...
Le milonghe le ho ballate con la mia "dolce" Emanuela,come sempre super contenta di poterle ballare con me!
E' stata una serata lunghissima,fenomenal en todo!Spero di non essermi dimenticato di nessuno,
ma se fosse successo non è sicuramente voluto.
L'ultimo invito,di questo sono sicurissimo,è per Milena, una biondina molto carina..tutina nera,scarpe rosse..non bravissima sicuramente,ma balla da nemmeno un anno..è scusabilissima!
Ciò nonostante mi è piaciuto ballare con lei e godere del suo bel sorriso..spero di poterla ritrovare..magari tra un anno,ancora quì,al prossimo Mantova Tango Festival 2008...
Per stanotte è finita e fortunatamente non devo andare a casa,rimango a dormire a Mantova,ospite dalla cara Valeria.Quando mi stendo sul suo comodo divano sono già passate le 5:30..

buon tango a tutti
Vincenzo

..continua..

giovedì 13 dicembre 2007

Mantova Tango Festival 2007...il mio giovedì e il mio venerdì...

Il Festival è finito..purtroppo.
Dico purtroppo perchè l'ho vissuto così intensamente da essere stato quasi la priorità di tutti questi 5 giorni di festival.Ho potuto abbandonare il lavoro solo il sabato e la domenica e così ho ballato per molte più ore di quelle in cui ho dormito.Non sono assolutamente pentito..lo rifarei ancora.Ballare con ballerine brave..strabrave..bravissime,anche straniere..non capita sempre.
Le serate di questo 6° Mantova Tango Festival si sono tenute come la precedente edizione al Palabam.Quest'anno la pista è stata molto ingrandita rispetto allo scorso anno,la qualità del suolo non è migliorata,le donne hanno fatto un pò fatica con i tacchi che si impiantavano..ma comunque non è poi così male,io con le mie hogan sono andato benissimo.
Cercherò ora di fare il resoconto giornaliero..spero di riuscire a non dimenticare..nessuna..

..il giovedì.................
Penso sia stata la serata con più percentuale di stranieri,ed è logico in quanto chi è venuto a Mantova per il tango,da molto lontano,si è preso qualche giorno in più per fare anche il turista,
dato che la città è bellissima..
Tutto questo calza a pennello con la mia carissima amica Victoria,di Barcellona,una persona di una simpatia contagiosa,coinvolgente..veramente amabile.Naturalmente è con lei che ho iniziato il mio festival,a palazzetto ancora quasi vuoto.Siamo noi che apriamo la serata..e non poteva essere altrimenti.Lei è stata sicuramente la donna con cui ho maggiormente ballato nelle 5 serate,in più con lei ho fatto anche 4 lezioni nei pomeriggi di sabato e domenica.
Sono stati momenti più o meno intensi,accompagnati sempre da un grande piacere..per entrambi.
Pure nella milonga è migliorata tantissimo..quest'estate a Sitges aveva difficoltà col traspiè..ora sono sparite.Penso che anche per lei,come per me,questi giorni..ballati insieme resteranno un bellissimo ricordo,e non solo per il tango...
Stessa nazionalità,ma madrilene..con Mariana,leggerissima,molto brava ma non molto simpatica non mi sono sentito a mio agio..con Paula,molto brava anche lei,un pò meglio ma non molto partecipe neppure lei..
Altra storia con Luisa,ballerina svizzera che conosco da anni dato che col suo compagno formano una delle coppie omnipresenti in tutti i festival europei che si rispettino.Molto brava,è sempre un piacere ballare con lei anche se lei preferisce un abbraccio aperto..
Con Erica,mantovana doc ma girovaga del tango mondiale,tornata apposta per il festival da Dublino,sono riuscito a fare solo qualche tango e qualche..indimeticabile milonga!!Più volte ho cercato di reinvitarla..non l'ho più trovata seduta...
La sorpresa della serata è stata però Ellen,una biondina americana dal fascino particolare che mi ha un pò..stregato!penso di aver fatto con lei i tanghi più appassionati di tutto il mio festival...
L'esibizione di Sebastian Arce e Mariana Montes mi ha soddisfatto perchè non è stato solo tango nuevo,ma anche tango in cui si è confermato come genio del ritmo e questa volta non mi sono proprio stufato a guardarlo...che sia stato merito anche della presenza non proprio discreta della giovane moglie russa?
La sorpresa della sorpresa...ballare una tanda di milonghe con Berry.Per tutta la serata avevo notato il suo sorriso ogni volta che passavo ma ero stato indeciso,vista la sua corporatura più
robusta della sorella..Ellen.L'occasione è stato il rifiuto della sorella che si stava riposando.
Beh...sono state 3 milonghe eccezionali e lei è rimasta così entusiasta da nominarmi il suo ballerino di milonga N.1...
In questa mia prima serata,non ho ballato sempre,penso di essermi riposato per 3 tande.La gente non è stata molta,quindi più spazio a disposizione e così si è ballato molto bene.
Tra le ballerine italiane ho ritrovato con grandissimo piacere la "flaca" Cristiana...Alessandra,
sempre presente nelle ultime edizioni del Festival,con lei ho ballato egregiamente,come non mai..
Silvia,che non rivedevo da quest'estate a Sitges.Con le milonghe..qualche passo le sarà scappato
ma che importa,è bello comunque ballare con una persona che ti stima,che ti vuole bene..
L'unica italiana sconosciuta con cui ho ballato,una tanda di vals..è stata Maria Vittoria,MaVi..
La musica che Supersabino ci ha fatto ascoltare è stata stupenda come sempre!
L'ultima tanda è alle 3:40..cerco Ellen,stavolta non mi dice di no ed è un crescendo culminato in un "Oblivion" da brivido...quanti ricordi con questo pezzo stupendo che serberò nel mio cuore...
Quando esco trovo ancora Victoria e Paco che stanno aspettando da quasi mezzora il pulmino che dovrebbe accompagnarli all'albergo..li porto io e così quando arrivo a casa mia sono già le
4:50.......alle 10 sono in ditta,naturalmente stravolto...

..il venerdì.................
All'apertura,alle 22:30 sono già lì con Victoria e le amiche vicentine,siamo tra i primi ad entrare.
Sabino sta passando tango nuevo di qualità,bellissimo da ascoltare ma anche da ballare,mi sento ispirato..forzo Patrizia,è dubbiosa,titubante ad essere la prima coppia a scendere in pista ma il pezzo,struggente..è troppo bello per non provarci.Il suo bel sorriso..alla fine della tanda,mi dice che le è proprio piaciuto come anche la tanda dopo...
Con Paola..tango e le prime milonghe..stupende,siamo freschi e la voglia di ballare a 1000 fa il resto!...forse anche grazie al red bull che mi sono bevuto prima..
Tanghi molto belli anche con Alessandra,l'altra mia vicentina preferita,come con Victoria..con lei anche i primi vals della serata,un'intesa perfetta..
Passa Erica,appena entrata e la blocco subito.La sera prima si è divertita molto con le miloghe,mi ha fatto tanti complimenti..ci riproviamo ancora dopo aver fatto prima due tande di tanghi super..
quanto mi piace il suo abbraccio avvolgente!E' veramente brava,mi trovo perfettamente con lei in tutto..spero di poterci riballare quando ritornerà ancora in Italia...
Stasera sono presenti anche alcune delle mie pisane preferite.E' la "ciucina" Chiara,bravissima come sempre,la prima con cui ballo!Comincio a sentirmi come un'ape inebriata dai profumi di tanti fiori bellissimi e profumatissimi e vola come impazzita da un fiore all'altro!
Anche Lia,una delle mie svizzere preferite è uno di questi..
Sono i coniugi Balmaceda,Julio e Corina che si esibiscono stasera.Sono veramente bravissimi,a me piacciono molto..il loro tango è quello che vorrei imparare.L'ultima milonga che fanno,
"Morena",dopo ininterrotti applausi..è veramente da urlo....che spettacolo!!
Dopo di loro,per rompere un pò è il momento di qualche latino americano.Mi ritrovo per caso vicino ad Ellen,più provocante che mai..uno sguardo e senza parlare siamo in pista.Ci troviamo benissimo sia con la salsa che con la bachata ma è nella tanda dei Colortango che l'emozione è al massimo.Lo sguardo di lei,ora di sfida..ora dolce e appassionato..ora emozionato è veramente uno spettacolo ed anch'io mi diverto a entrare nella parte..Secondo me chi ci ha visto ballare potrebbe benissimo aver equivocato la nostra..passione ed infatti il giorno dopo mi dirà che se suo marito fosse stato presente..si sarebbe molto ingelosito..per non dire peggio.
Durante i festival secondo me bisognerebbe ballare con persone nuove,sconosciute..io non ci sono riuscito che in parte.La scusante?..la presenza di tante delle mie ballerine preferite!
Patrizia è senza ombra di dubbio una di quelle e così la reinvito ancora per dei tanghi..giusti!
Sabino attacca "Morena",il pensiero corre ad Anastasia,un'altra delle mie "ciucine" preferite,ma l'hanno già invitata.
Vedo Cristiana seduta..è con lei che faccio una tanda di milonghe..stupende.
Non ho ancora sbagliato una ballerina..che seratona!
Tocca finalmente ad Anastasia..dico solo..tanghi e vals stupendi.Più tardi andrò a riprenderla per la tanda di tanghi elettronici che io ballo a milonga...siamo rimasti senza fiato ma ci siamo divertiti
alla grande.
E' impressionante come riesco a non sentire la stanchezza quando sto ballando qualcosa che mi piace molto.In queste sere del festival mi è capitato molto spesso di trovare ancora energia in me,anche a fine serata,per delle milonghe scatenate.Tutto il contesto però deve essere perfetto..
ballerina brava,pezzo stupendo e spazio per muovermi..
Con Silvia,un anno che non balliamo insieme la mia bella figura penso di averla fatta anche se non sono così bravo come il suo fidanzato...
E le mie fiorentine preferite?Sono riuscito ad invitare solo Alessandra quasi a fine serata.
Naturalmente ho fatto due tande,tango e vals...da giù di testa!
Sono già passate le 4,tanti hanno abbandonato..non so più chi invitare.C'è una ragazza sola dall'altra parte della pista e parto per farle un cabeceo mentre mi avvicino (..non è possibile farlo da lontano,l'illuminazione non te lo permette..).Quando ci abbracciamo mi ricordo tutto di lei,a parte il nome che lo sbaglio,come anche lei col mio,dei bei tanghi fatti alla Mariposa e alla Stazione Garibaldi..ed anche qui a Mantova è lo stesso!
Accompagnando Sara al posto trovo Silvia..è l'ultima tanda,vorrei chiudere la notte con Ellen ma è con Silvia che ballo.Mi lascia libero all'ultimo tango ma Ellen sta già ballando e allora tanto per restare in famiglia è con Berry che termino la mia bellissima serata con una "Cumparsita"......
stupenda.....
Quando mi butto nel mio letto sono quasi le 5:30..per fortuna non devo alzarmi presto..è festa!

buon tango a tutti
Vincenzo

..continua...

mercoledì 5 dicembre 2007

..in attesa del Festival di Mantova...

Il mio Mantova Tango Festival è cominciato martedì 4 dicembre quando sono andato a Verona ad aspettare Victoria che arrivava da Barcellona.
Tutto questo è una conseguenza di qualche tanda ballata insieme quest'estate a Sitges.
E'.. il Tango alla fine,la causa di questa come altre amicizie profonde nate in un ambiente che si vorrebbe popolare,senza pregiudizi di sorta.Lo è anche,per esempio io faccio il magazziniere..lei il medico,ma è anche esclusivo perchè non è per tutti.
Non è per tutti perchè è molto impegnativo,non è facile e richiede tanta passione.
Ne parlavo proprio ieri con Victoria..nello stesso tempo il tango..avvicina le persone,le fa vivere momenti di una intensità incredibile pur essendo magari sconosciuti,ma dopo un tango vissuto
così..non si è più sconosciuti,secondo me..e d'incanto è come se ci conoscessimo da sempre.
Ecco perchè secondo me il tango avvicina,unisce...
Può anche non succedere nulla,solo un..grazie,come può iniziare una storia d'amore oppure un'amicizia,come con Victoria.Lei stessa mi ha confidato di avere amicizie in tutto il mondo,oltre ad una..in provincia di Cremona..e tutto grazie al tango.
Così per lei ieri mi sono preso un pò di tempo dal lavoro,è stato tra l'altro un pomeriggio caldo,
splendido,e abbiamo fatto i turisti in terra lombarda,in particolare a Cremona.Alla sera di nuovo a Mantova,ad assaggiare le delizie culinarie mantovane.
Tanto per dire il caso,come vicini di tavolo,al ristorante,ci siamo visti raggiungere da..Gustavo
Naveira e tutta la sua famiglia,la moglie,giovane e bella, due figli molto piccoli e penso la mamma di lei.Sono quasi 2 mesi che Victoria ha prenotato qualche lezione con Gustavo,neppure io ho mai fatto lezione con lui..sabato e domenica ci toglieremo questa curiosità...

buon tango a tutti
Vincenzo

Cinderella Tango - L'esibizione di Lucas e Soledad - Ne me quitte pas

Cinderella Tango - L'esibizione di Lucas e Soledad

Cinderella Tango, L'esibizione di Lucas e Soledad - El Lloron

Ringraziamenti...






La notte del 1 dicembre, nella cornice incantata di uno dei gioielli della provincia di Parma, il castello di Felino, il Tango ha dato spettacolo. Da tutto il Nord Italia, e non solo dalle “comunità” tanguere sempre più numerose di Parma, Reggio Emilia e Mantova, sono venuti in tanti non solo per danzare fino a notte inoltrata e per ammirare lo spettacolo dei maestri Patricia Hilliges e Matteo Panero, Lucas di Giorgio e Soledad Chaves, ma soprattutto per un buona causa.

“Cinderella Tango” è stato organizzato dai soci della Associazione Culturale “Vogliaditango” per reperire fondi a favore di Telefono Azzurro, che da anni raccoglie le voci dei bambini in difficoltà nel nostro paese e si attiva per portare loro aiuto concreto e speranza.

La serata è stata resa possibile grazie al contributo ed al lavoro di molti, che vogliamo ringraziare di cuore: in primis il nostro grazie va a Marco e Paola Alessandrini, i proprietari del Castello, che ci hanno ospitato con entusiasmo; ad Enrico ed Ilaria Losa, e alla loro azienda Filter Center, per il sostegno economico; all’agenzia di viaggi Tentamagie Tour e alla Boutique Ombra di Parma, ad Attila Creazioni di Bologna, che hanno fatto sognare tutti i partecipanti offrendo in palio un soggiorno in Kenya, numerose opportunità di sconto, abiti da sera e scarpe da ballo; il Ristorante Locanda della Moiana, che ha preparato un banchetto principesco, i ballerini, amici e maestri della nostra Associazione, “El Popul Castello”, dee-jay di tango, per le sue scelte musicali e la sua simpatia, e tanti altri. Grazie a Susy, Rossana e Lia, consiglieri dell’Associazione, che hanno organizzato tutto, e grazie a tutti gli intervenuti.

Vogliaditango è anche questo, un’associazione culturale dove, in amicizia e semplicità, desideriamo organizzare momenti di incontro per conoscere e praticare il tango. Vi aspettiamo numerosi, anche nel mese di dicembre, per organizzare insieme momenti da ricordare, per noi, e per gli altri.

Grazie ancora.

Cristina Ziliani (Presidente dell'Associazione VogliadiTango)



foto di Marcello Calzolari

martedì 4 dicembre 2007

Cinderella Tango Story...

foto di Marcello Calzolari


Un abbraccio tra sconosciuti, scambio di emozioni e vibrazioni ad occhi chiusi, di quella passione e quella parte di noi stessi che regaliamo solo a chi condivide questo amore senza limitazioni, questa malattia incurabile che ci trasforma in persone diverse, in tempi e luoghi che la magia della musica ci fa sembrare irreali, questo è il TANGO!

La necessità di ridare il giusto valore ai sentimenti e la volontà di aiutare chi non ha altro che i sentimenti, da tutto questo, nel tempo di una notte, è nato Cinderella Tango.

Nel contesto surreale di una cornice che di reale ha già poco, come il “Castello di Felino” di Parma, Sabato 1 Dicembre 2007 si è trasformato in favola, come solo un bravo scrittore avrebbe potuto narrare.

Suggestione e ammirazione scaturiti da un quadro che le parole difficilmente riescono a definire.
Magia di una favola che grazie al lavoro di tanti ha fatto sua una notte che personalmente non dimenticherò mai!

Una location segnata dal tempo che il tempo stesso ha reso unica e che proprio per la sua esclusività ha esaltato ancor di più lo scopo benefico che ogni favola che si rispetti dovrebbe meritare e che in questa occasione ha voluto valorizzare gli sforzi di un’associazione di importanza rilevante come quella del Telefono Azzurro attivandosi in questa magica festa di beneficenza.

Tappeti rossi e fiaccole all’ingresso del Castello fin dentro alla Corte d’Onore, … finchè lo stupore e l’ammirazione ti rubano le parole e a quel punto si lascia il piacere allo sguardo cercando di cogliere ogni particolare e di farlo proprio per poter poi ricordare nel tempo, trasmettere ad altri il piacere di quel sogno, di quella notte nata dalla comune passione per il tango che non poteva non essere all’altezza della situazione.

Prima la cena, nelle sale le cui finestre davano sulle mura, illuminate ma non troppo, poi la musica e l’apertura delle danze nel salone principale e l’atmosfera lentamente si è trasformata.
Sono cambiati gli sguardi, gli atteggiamenti e le stesse persone.
Gli abiti, le scarpe da ballo, … un ballo dopo l’altro, lo spettacolo di mezzanotte dove Lucas&Soledad, Patricia&Matteo ci hanno trasmesso le loro emozioni creando un’atmosfera inverosimile.

La musica, il ballo, i balli, protagonisti di una notte incantata che non voleva finire, ma che si è spenta tra la nebbia che ha avvolto il Castello che alle 04.00 era tornato l’unico protagonista.

Che dire, … una serata andata ben oltre ogni aspettativa, e di questo si devono ringraziare gli artefici che per l’occasione si sono rivelati ottimi organizzatori fino quasi a rasentare la perfezione, perché sfido chiunque a far rivivere quell’atmosfera!!

Un ringraziamento speciale alle principesse dello Staff, Lia, Ros, Susy, Cristina & Claudia che hanno dato anima e corpo perché tutto fosse speciale, e a cui auguro un rilassante fine d’anno, perché se lo sono meritato!
Un altrettanto ringraziamento speciale ai principi dello Staff, in particolare a Carlo, che ci ha “regalato” il Castello per una notte, ad Enrico che con gli sponsor ha saldato i conti … compito ingrato, ma qualcuno lo doveva pur sbrigare:)…e a Renzo, che speriamo abbia raccolto tutti i cartelli “TANGO” che aveva seminato lungo i vari percorsi e che garantisco è un bravissimo tanghero!
Una nota di merito al carissimo Andrea, la cui musica è piaciuta tanto, ma così tanto, che siamo stati obbligati a spegnere tutto perché i ballerini non volevano arrendersi al fatto che la festa fosse ormai finita! … e queste son cose belle!
Ke dire… grazie a tutti, è stato un piacere passare una serata così con voi, siete stati meravigliosi!

Ciao … Katia

Tango y Scarpette/one

Non avendo visto tra i partecipati Vincenzo, mi permetto di scrivere il Diario della festa al castello di Felino. Come prima cosa vorrei fare due classifiche, una delle cose migliori e delle cose peggiori della serata. Tra le peggiori cose vorrei annoverare in ordine decrescente la camicia di Concari e il vile gioco di prestigio fatto da Costantino per vincere il premio. Mentre tra le cose migliori vorrei sottolineare la bellezza del luogo, l’eleganza e la bellezza di tutte le ballerine. Da una piccola stima si è calcolata che le femmine presenti abbiano speso tra pettinatrice, estetista e vestito quanto Moratti nella sua gestione al Inter. Essendo la festa più importante del corso di V.D.T. ho seguito una scrupolosa preparazione per la serata che è partita da; un pranzo da Fontana con Renzo & Co – passando per le periferia di Felino nel pomeriggio – un breve ma intenso aperitivo con Andrea B. e cena con i ragazzi di Danzamania. Ed eccomi finalmente al Castello. Già all’arrivo al parcheggio l’adrenalina è alle stelle, che non so se passare dal ponte levatoio come tutti, o attaccare la milonga scavalcando la mura di cinta. Decido di adottare l’ingresso convenzionale perchè ho intenzione di ballare tutta la sera e non vorrei andare in crisi di forze. Entrato in sala da ballo vengo preso da una piccola crisi di pianto, vedendo quante tanghere sono presenti. Come di rigori per ogni serata che si rispetti vado a fare amicizia con i baristi, per poi inizio a ballare. Salto da una Ballerina all’altra come Tarzan passava da un albero all’altro e non mi do pace, riesco a ballare anche nella sale del bar e nella zona fumatori. Prendo l’esibizione come una pausa di relax e mi accascio al suolo per vedere lo spettacolo. Alla ripresa delle danze rinizio a ballare come se ogni ballo fosse l’ultimo della serata, le ballerine sono tutte molto gentile e tutte accettano il mio invito di ballo, non vengono rifiutato completamente neppure quando a una le chiedo di sposarmi. Sono tra gli ultimi a lasciare la pista, la serata è stata molto divertente anche se un pizzico di magia in più non mi avrebbe fatto male. Mi dirigo verso la macchina quando a un tratto mi passa a un palmo dal naso una carrozza a tutta birra, nel mentre sento un leggero colpo sulla testa, abbasso gli occhi per vedere cosa mi avesse colpito e poco distante da me c’è una scarpa da donna nera, la prendo in mano e penso che cenerentola deve essere proprio cresciuta, infatti non riportando il numero stimo che sia un 40/41. Che bello la serata non è finita, ora devo trovare la proprietaria della scarpa!!!
A.F.