lunedì 30 aprile 2007

Via, via, via.....

Sono state scritti testi sul tango ma una porcata così non l'avevo mai letta......

Anna Oxa
Tango

Metti un po' di Valentino nella mia generazione
tango e rock al botteghino tango più consumazione
e la pista si colora piena come un'alluvione
John Travolta s' innamora di profumi e seduzione
tango è via dai giorni grigi tango si che fa prodigi
tango si che c'è più sesso anche se non si è a Parigi
e il casche lo fa all'ingresso uno che pretende amplesso libero.
Via, con il tango andiamo via di qui
via, una cassaforte via così via, da questa parte anonima
via, vola tango nell'armonica via, vola tango al collo via
sudo con poesia se stai al gioco puoi amare di più
rende solo nervi giù.
Manca un po' di Valentino nella mia generazione
tango e rock al centralino tango in teleselezione
tango via dai giorni grigi tango e rock senza sale
anche se non è a Parigi Baudelaire si sfiora il male
e la gente si colora di mistero e seduzione
John Travolta si innamora come fosse una canzone
e il casche e mezzo amplesso per chi non pretende ingresso libero.
Via, vola tango al collo via sudo con poesia
se stai al gioco puoi amare di più rende solo nervi giù.
Via, con il tango andiamo via di qui
via, una cassaforte via così via, da questa parte anonima
via, vola con il tango nell'armonica via, vola tango al collo via
sudo con poesia se stai al gioco puoi amare di più
rende solo nervi giù

domenica 29 aprile 2007

La Distorsione della Caviglia

LA CAVIGLIA
L'articolazione tibio-tarsica è un’ articolazione assai esposta al rischio di lesioni acute al complesso legamentoso sia interno (mediale) che esterno (laterale).





Articolazione tibio-tarsica
L’articolazione è composta dal complesso tibio-peroneale entro cui bascula, nei movimenti di flesso estensione e rotazione del piede, l’astragalo.
(Clicca sui disegni per visualizzare i movimenti)





Movimenti articolari dell'articolazione tibio-tarsica
La stabilità e la congruità articolare di queste ossa durante l’esecuzione del movimento è assicurata dall’integrità di questi complessi legamentosi.


Distorsione
La distorsione di caviglia produce un danno legamentoso, più o meno complesso a seconda del numero di legamenti coinvolti, la cui estensione e gravità viene quantificata in tre gradi.



Legamenti dell'articolazione tibio-tarsica superiore
In seguito al trauma comparirà una marcata tumefazione della regione malleolare colpita, accompagnata da vivo dolore che spesso impedisce l’appoggio del piede a terra.Nelle distorsioni di I grado spesso basta il riposo articolare , integrato da terapia anti infiammatoria, seguito da cicli di terapia fisica (ionoforesi, laser) e fisiocinesiterapia; la ripresa dell’attività sportiva sarà consentita a quadro clinico risolto. Nelle lesioni di II grado in cui la compromissione dell’integrità legamentosa è più grave rispetto al precedente è opportuno procedere ad immobilizzazione per 4 settimane, a cui seguirà un intenso programma riabilitativo.\Le lesioni di III grado, ovvero la rottura completa del legamento, prevedono la terapia chirurgica seguita da periodo di immobilizzazione.

Tango all'Elba

Doveva essere una settimana di terme, sole e relax quello che io e mia moglie ci siamo concessi all'isola d'Elba e lei non poteva neanche lontanamente immaginare che la grande famiglia del tango avesse messo radici nella fertile terra che ospitò Napoleone. E invece si !!! E' stato un gioco da ragazzi trovare su internet l'indirizzo di Rosaria, una morettina tutto pepe di compassata esperienza tanguera, attiva organizzatrice di stages in qesta splendida isola.
E proprio ieri è stata lei ad accogliermi alla porta del centro giovani di Portoferraio dove ci eravamo dati appuntamento per conoscerci.
Mi son messo le scarpette ed ho chiacchierato un po' con lei in attesa che arrivassero gli altri della combriccola tanguera. Si è parlato di stili, di Argentina, di maestri..... .e poi abbiamo ballato 2 tande consecutive. Poi mi son dedicato un po' alle novizie anche loro molto brave per essere state da poco iniziate al tango ed infine di nuovo Rosaria e l'ultima arrivata, Roberta, con cui ci siamo divertiti un bel po' tra tanghi e milonghe a susseguirsi. L'ambiente molto rustico: cotto per terra, molto spartano, ma va benissimo così. Arriva la mezzanotte ed è triste lasciarsi, avremmo avuto ancora molto da ballare e da dirci su maestri, tanghi, usanze dell'Argentina. ...e sulla nostra comune passione: il tango.
Se verrete all'isola d'Elba sarete accolti da persone simpatiche ed ospitali.
Niky

sabato 28 aprile 2007

Tango Yiddish

Un tango Yiddish che racconta la storia della nostalgia di casa di una giovane sposa..

Questo il testo:
Iz di goldene pave gefloygn, gefloygn.
Un di nakht hot geefnet di goldene oygn,
likhtiker mayner, shlof ayn.
Di nakht hot geefnet di goldene oygn,
bin ikh fidl gevorn un du der boygn,
umruiker mayner, shlof ayn.
Bin ikh fidl gevorn un du der boygn,
un doz glik iber undz hot farlibt zikh geboygn,
tsertlekher mayner, shlof ayn.
Un dos glik iber undz hot farlibt zikh geboygn,
gelozt undz aleyn un farfloygn, farfloygn,
troyeriker mayner, shlof ayn.

Non mi piace

Ballare con l'uomo che pensa al ballo come un'occasione di strattonare la donna ed esibirsi, senza alcuna considerazione e rispetto del sentire comune.

Mi piace

Mi piace quel ballerino che ti accompagna nella danza ed ha rispetto di te come donna, e come essere. Per suscitare sottili emozioni comunicando.

Manifestazione di protesta a Rosario

A rosario c'è stata una manifestazione di protesta dei tangueros, a causa di una nuova ordinanza comunale che rischia di far chiudere gran parte delle milonghe della città.
Ed i tangueros cosa hanno fatto? Hanno organizzato una milonga in piazza!
Trovate il servizio televisivo su:
http://www.rosario3.com/noticias.aspx?idNot=11693
"Lo que pedimos es que se reforme el decreto, y se contemple la posibilidad de lugares alternativos, como bares, por ejemplo, que podrían funcionar sólo un día a la semana como lugar de milonga", apuntó María Rosa.

giovedì 26 aprile 2007

Perchè una donna balla il tango..

Su un blog inglese (http://24tango.blogspot.com) ho trovato un bellissimo video che spiega le ragioni per cui una donna balla il tango, rendendo in pieno atmosfere e ragioni..

Giochi di tango

Passione latina

VADEMECUM TANGO (Franco Nebbia)

Mutatis mutandis,
absit iniuria verbis
temporibus illis
obtorto collo Tango

Rit. Ubi maior minor cessat
talis pater, talis filius
motu proprio, ad maiora
Ahi, vademecum tango
ad usum doelphini...

Ubi maior minor cessat
talis pater, talis filius
motu proprio, ad maiora
Ahi, vademecum tango
sed alea iacta est.

(parlato)
Memento audere semper !
Mala tempora currunt

(2a strofa)
Per aspera ad astra
parva sed apta mihi
orribile visu
sed ex abrupto Tango.

Ubi maior minor cessat
talis pater, talis filius
motu proprio, ad maiora
Ahi, vademecum tango
ad usum doelphini...

Ubi maior minor cessat
talis pater, talis filius
motu proprio, ad maiora
Ahi, vademecum tango
sed alea iacta est.

Ipso facto magna pars !!


(Se volete ascoltarne una parte in .mp3 cliccate qui )

martedì 24 aprile 2007

Festival di Firenze

C'è qualcuno che ha programmato di andare al Festival di Firenze, approfittando del ponte e della bella stagione. Fateci sapere chi, così possiamo organizzarci tutti insieme!

Patricia e Matteo

Intervista pubblicata su "El Farolito" di Parigi di Patricia Hilliges e Matteo Panero, oraganizzatori, tra l'altro, del festival di Firenze che si terrà nei prossimi giorni e nostri graditissimi ospiti alla festa del 12 maggio.
Il loro sito, dove potete trovare anche tutte le informazioni sul festival di Firene, è http://italiano.tangoclub.it/.

Matteo Panero & Patricia Hilliges. Italian Power!
Matteo & Patricia vivono in Italia, e dimostrano, con il loro livello, come lo standard europeo sia in continua crescita. Per Matteo & Patricia, il tango è una cultura che si riferisce a una necessità interna all'essere umano. Diffondono questa cultura e la condividono con gli allievi in un'atmosfera di amicizia e calore che scaturisce dal buon umore e dal carisma che hanno. Parigi ha già accolto in diverse occasioni questi "astri nascenti" e, mentre la loro popolarità cresce di giorno in giorno, l'Europa e la Citè Lumière sono ben contente di condividere ancora il loro tango e il loro charme...
Come è iniziata la vostra storia con il tango?
Matteo -
Io ho iniziato 10 anni fa a Torino, per caso. Avevo un gruppo di amici con cui facevo teatro, a preparammo un tango per uno spettacolo; presi lezioni per un anno ma solo una volta alla settimana.
Fu solo dopo aver lasciato il teatro che mi ci immersi veramente: stages e milongas tutti i giorni.
È così che vi siete incontrati?
Patricia - No, in realtà la mia storia è molto più interessante della sua! Vivevo a Bologna, un martedì del 1992 intorno all'una del pomeriggio stavo tornando a casa con la macchina e ascoltai un radio show sul tango. Fui affascinata ma guidando scomparve il segnale radio, così mi fermai, tornai indietro e parcheggiai in un punto dove si sentiva la radio. Immaginati, io seduta in macchina in una buia strada di periferia solo per sentire la musica alla radio... La settimana dopo andai in macchina alla solita ora nel solito posto; sarei venuta ogni settimana per un anno per ascoltare questa trasmissione. Il mio ragazzo all'epoca non ballava, e neanche io; ma alla fine ci lasciammo: io feci un corso per principianti, e poi andai a una milonga, dove mi fecero ballare fino alle 3 del mattino. Da allora non ho mai smesso.
Com'era il tango in Italia a quell'epoca?
Patricia - Moscio.
Matteo - Si limitava a qualche grande città - Torino, Bologna, Venezia... Patricia - In Italia, come in Francia, non c'era molto 10 anni fa. Ora ci sono milonghe dappertutto.
Torniamo a parlare del vostro incontro
Matteo - Io andai a Roma a ballare I la Cumparsita in un film. Era un film di serie B ma con grandi attori italiani. Per qualche anno, prima di ballare il tango, ero nel teatro, e questa sembrava un'esperienza interessante. Tornando a casa, il mio gruppo si fermò a Venezia a una milonga.

Patricia - Il nostro gruppo! era con tre ragazze!!!
Matteo - Nah, non erano le mie fidanzate. solo una la era, un'altra era la mia ballerina e la terza era un'amica.
Patricia - Comunque, c'erano due saloni e io ero seduta ad un tavolo, chiacchierando. Pensai "chi è questo maleducato che mi interrompe nel bel mezzo di una conversazione!?!" Stavo per rifiutare ma, guardandolo, tutto ben messo con i capello all'indietro, pensai "Ok, perché no?"
Ballammo molto a lungo. Era buffo perché lui ballava in modo molto diverso. A quell'epoca io studiavo con Esteban & Claudia - uno stile salon molto elegante - ma lui faceva delle cose strane; ganchos dappertutto.
Matteo - Sì, infatti iniziai a ballare con un'argentina che diceva di essere un'allieva di Gustavo Naveira e insegnava solo figure, dimenticando di insegnare il tango. Ballavo molto aper o, lontano dal partner.
Patricia - ...dovevo cambiare la posizione delle sue mani per stare vicino a lui; è allora che si è innamorato di me!
Andate spesso a Buenos Ires, che cosa rappresenta questa città per voi?
Patricia -Andare a BsAs è revitalizzante. Per tutto: classi, shows, milongas...
Matteo - La prima volta che ci siamo andati, ebbi l'impressione di passare tre settimane nella centrifuga della lavatrice. Era una follia.
Facevamo lezione alla mattina con i milongueros, poi lo stesso giorno con insegnanti più giovani che facevano stile 'nuevo' e poi un'altra lezione di stile diverso la sera. Seguire così stili diversi ti lascia completamente perso. Ogni insegnante dà importanza ad un aspetto diverso. Trovare quello che è importante per te richiede tempo.
Che cosa è importante per voi nel tango?
Patricia
- Feeling, capire il tango.
Matteo - Dovunque andiamo, Germania, Belgio... Mi rendo conto che ciò di cui gli allievi hanno bisogno è capire il tango. Prima di capire questo, il tango era solo divertimento, piacere... della musica, del ballo, delle milonghe, ma senza una dimensione culturale. Grazie ai nostri amici a BsAs, tutto è cambiato. Ci hanno spiegato e mostrato che cosa è il tango, i testi delle canzoni etc. Da quando ho capito questo, chiedo spesso ai miei allievi di cercare la traduzione di un testo, perchè non afferrare le parole - e so quanto è difficile, anche per un italiano - vuol dire correre il rischio di ballare 'alegria do Brasil' al ritmo di una canzone che in realtà parla di uno che si lamenta per per la morte dell'amata; se si capisce il testo, si può scegliere un'interpretazione adeguata, ed il risultato è completamente diverso. Capire la cultura del tango è stata una vera e propria rivoluzione per me, che ho ballato 7 anni senza feeling. Infatti, molti colleghi europei ora si sforzano di capire il linguaggio, la storia del tango e dell'Argentina.
Come fa un Europeo a scoprire la cultura del tango?
Matteo - Andando a Buenos Aires!; e diverse volte, perché la prima volta tutto è troppo nuovo; ascoltando i discorsi dei vecchi milongueros; con la curiosità di vedere tante cose, senza limitardi al circuito del tango 'commerciale'. Il Sunderland per noi è la milonga porteña più autentica, dove i vecchi milongueros - non i ballerini famosi, ma quelli che hanno ballato tutta la vita - ti dicono quello che gli piace nel tuo ballo, quello che non gli piace, etc. Tutto questo ci ha fatto crescere molto.
Gli Europei devomo faticare di più che gli Argentini ad imparare il tango perché non hanno a disposizione gli stessi insegnanti e le stesse milonghe! Ma questa è una buona opportunità perché si comunica meglio quelo che si è faticato ad assimilare e a teorizzare.
Aneddoti?
Matteo - Durante il nostro primo show importante, la coreografia finiva con una figura complessa in cui prima ci separiamo, poi Patricia mi viene incontro ed intorno. Lei aveva un vestito con le frange e, quando io la lasciai andare, le frange si agganciarono nel bottone della mia giacca. Patricia tornò verso di me volando come un boomerang. Fu terribile, ma per fortuna non cademmo. Comunque da allora abbiamo capito perché i professionisti tagliano le frange dei vestiti! Patricia - Se i maestri fanno un buon lavoro, le persone diventano più aperte e possono nascere legami molto forti. Marta ha incontrato Marc a una delle nostre lezioni qualche anno. Rimase incinta, ma non pensate che abbia smesso di ballare il tango. Veniva ogni martedì con la pancia semprempiù grossa.
Una volta le chiesi quando avrebbendovuto partorire e lei rispose "presto". La settimana dopo venne con la pancia piatta e una carrozzina.
Non c'era possibilità che perdesse una lezione! Sul nostro site, ci sono foto da bambini di persone che si sono incontrate ai nostri corsi.


lunedì 23 aprile 2007

Tango Bridge

Guardate questo tango ballato sul millennium bridge di Londra! Non potevo non inserirlo nel blog.. vista l'omonimia! Il video è stato chiamato, appunto, tango bridge!

Legge di Murphy n. 9

La sera che hai mal di schiena ti capiteranno inviti solo dai ballerini che al posto delle braccia hanno morse d'acciaio, e ti obbligano per tutto il ballo ad una lotta continua per mantenere asse ed equilibrio. Ne uscirai completamente distrutta.

Poesie Haiku

Haïku 184
de beauté mortelle
la peau livre ses grains noirs
café cacao
da http://yvestissot.blogspot.com

Uomo e donna nel tango

Sento spesso parlare del gioco di ruoli nel tango. E sento dire: che bello riscoprire per l'uomo quello di guida, per la donna quello di seguidora.
Certamente questo è un'aspetto della relazione di ballo che colpisce da subito, e che è difficile, per un principiante, conciliare con le esperienze della vita di tutti i giorni. Io stessa, ricordo, all'inizio del mio ballare, fui stupita e incuriosita da questo aspetto, che mi attirò e mi attira tuttora.
Con il passare del tempo mi sono però resa conto di alcune cose.
La grande maggioranza di donne che balla il tango da diversi anni è costituita da donne che sono pienamente relizzate in una vita professionale anche, spesso, non di scarso livello dirigenziale. Comunque sono persone che sono abituate a vivere un ruolo di comando o decisionale, certamente non passivo nella vita.
Quando me ne sono resa conto ho iniziato a riflettere.

Mi sono detta che poteva esserci una prima spiegazione molto semplice, ossia poteva trattarsi di una ricerca da parte delle donne, poste di fronte a scelte complesse ed impegnative tutti i giorni, di un puolo più passivo e rilassato nel vivere le relazioni con gli altri, lasciando momentaneamente il bastone del comando all'uomo.
Ma questa spiegazione non mi convinceva, e soprattutto non mi soddisfava metterla in relazione con il fatto che nel tango difficilmente si riescono a portare maschere o a nascondere forti lati del carattere.

Con il passare del tempo sono quindi giunta ad un'altro tipo di spiegazione.
Non credo assolutamente che il ruolo della donna sia passivo nel tango.
Penso che anzi il tango soddisfi aspettative e modi di essere della donna di oggi proprio perchè le permette in pieno di esprimere la sua personalità.
Ovvio, si tratta di un'espressione vincolata al fatto di seguire l'uomo. Intendiamoci, quello che dico non significa che è la donna decide dove andare, che passo fare e come farlo. Tutt'altro. Ma la relazione uomo donna è una relazione attiva, reciproca, basata sull'ascolto reciproco.
Non è soltanto la donna che deve ascoltare l'uomo ma anche viceversa. L'uomo deve sentire la donna, il suo peso, la sua posizione, e dosare l'imput del suo passo a lei. Se manca questo ascolto ed adattarsi dell'uomo, la donna sente subito che vi è una mancanza di rispetto nei suoi confronti ed una ricerca di ballo egoistico.
Dal canto suo la donna deve ascoltare, non in modo passivo. Se la donna non è continuamente presente ed attiva nell'abbraccio, nel giro di uno o due passi i due si troveranno scollegati e senza alcuna possibilità di ballare.
Quindi la mia spiegazione finale è che il tango costituisca espressione di un diritto dovere all'ascolto nei confronti dell'altro. E che ovviamente debba essere incanalato in regole di gestione concrete, che vedono la scelta del passo da parte dell'uomo.
Ma che questo non significa passività della donna, ma piena espressione della sua personalità.

RELAZIONI DI COPPIA, IL TANGO E LA SINTESI TRA MASCHILE E FEMMINILE

RELAZIONI DI COPPIA, IL TANGO E LA SINTESI TRA MASCHILE E FEMMINILE
Scaramucce che tendono a trasformarsi in conflitti, lotte armate, operazioni belliche logoranti ed estenuanti.

Il colore della carta da parati, la gita al mare piuttosto che al lago, lo spazzolino da denti fuori posto e la tavoletta del water sono i “pomi della discordia” della gran parte delle relazioni di coppia. La lotta di potere strisciante è infatti uno degli elementi che maggiormente ostacola la realizzazione di una rapporto appagante. Dopo la prima fase di passione ed innamoramento, nel momento in cui i partner decidono di fondare il loro progetto di coppia, ecco che emergono insospettate lotte per il predominio: si guerreggia per tutto, per qualsiasi cosa, basta che rappresenti un confronto tra chi deve decidere e che deve invece accettare la decisione dell’altro. Le operazioni militari più che assomigliare ad una guerra in grande stile, potente e concentrata, assumono invece piuttosto spesso le caratteristiche di una guerriglia sparsa, frammentata, rapida e veloce. Eppure, se intervistate, la maggior parte di queste coppie dichiara di essere autenticamente innamorata, di amarsi con affetto sincero, anche se – talvolta e senza comprenderne il perché – ogni tanto scoppiano scaramucce che tendono a trasformarsi in conflitti, lotte armate, operazioni belliche logoranti ed estenuanti.

Per fare chiarezza su questo mistero, dobbiamo distinguere il "potere su", fatto di dominio e che porta alla sopraffazione, alla continua contrapposizione e alla distruzione, e il "potere di", costruito attraverso la capacità di lavorare per gli altri, e che porta alla creazione. Distinguere queste due forme di potere ci può aiutare a comprendere che tra i partner il nemico non è l'altro, ma spesso è soltanto il nostro bisogno di agire un "potere su" , bisogno che non viene tollerato dal nostro Io più adulto e che quindi scatena grandi sensi di colpa.
Ma chi non riconosce il proprio bisogno di potere negandolo, rifiutando di accettare che dentro ognuno di noi alberga questo profondo bisogno narcisistico, è colui che spessissimo si fa vittima delle circostanze esterne, delegando agli altri la possibilità di agire un potere spesso enorme. Ogni volta che uno dei partner (o entrambi) finge di ignorare il proprio potere e il proprio bisogno di potere, struttura una relazione che oscilla continuamente tra i ruoli di dominatore e dominato, carnefice e vittima: rinunciando così alla possibilità di agire sia per il bene proprio che per quello dell'altro, rinunciando ad acquisire la capacità creativa di un "potere di", un potere che si sa prendere finalizzandolo ad uno scopo di crescita, seguendo consapevolmente sia il proprio progetto evolutivo, sia il progetto di crescita della coppia.

L'uomo storicamente ha lasciato il potere dell'affettività nelle mani della donna escludendosi dalla vita familiare, dai rapporti con i figli. La situazione che si è andata strutturando è che l'uomo ha sviluppato il suo potere maschile fuori casa, realizzandosi nella società e nel lavoro e la donna ha sviluppato il suo potere all'interno delle mura domestiche. Questi stereotipi hanno prodotto uno strapotere, un "potere su" da ambo le parti. L'uomo ha sviluppato una cultura "maschilista" nella società escludendo e sottomettendo la donna (forse per vendicarsi del suo strapotere nella vita familiare?); la donna ha fatto della famiglia il suo regno creando dei rapporti con i singoli componenti, marito e figli, di dipendenza e di possesso. Si instaura con questi stereotipi, la lotta di potere tra l'uomo e la donna per arrivare - oggi - ad una ulteriore esasperazione: la distruzione dell'identità maschile e femminile e la nascita dell'identità fallica. Il principio maschile e paterno è un elemento fondamentale oggi più che mai all'interno della coppia e della vita familiare, nel rapporto con i figli: con la sua forza aiuta i figli ad incontrarsi con la vita, con la realtà e a separarsi dalla simbiosi e dalla dipendenza. Così come il principio femminile e materno sano può insegnare l'armonia e l'amore per la vita.

Non si può lottare contro l’altro e contrapporsi all’altro in continuità, per imporgli la nostra volontà e trasformarlo a nostro piacimento. Non vinceremo mai. La soluzione non sta evidentemente nella contrapposizione, ma nella sintesi artistica. Il principio maschile e il principio femminile sono entrambi assolutamente indispensabili alla realizzazione sia della vita biologica, ma anche alla realizzazione di un progetto di coppia sano, appagante e ricco di spinte evolutive e trasformative. E’ necessario mettere da parte i dolori antichi, le delusioni, rinunciare ai vecchi rancori per diventare saggi, forti e duttili. E’ solo così che potremo arrivare a fondere insieme principio maschile e principio femminile e a farli danzare in coppia come avviene nel tango, con tutta la libertà dell’uno e dell’altro, con tutta la creatività dell’uno e dell’altro.

(Fonte dell'articolo: http://www.solaris.it/indexprima.asp?Articolo=1014 )

sabato 21 aprile 2007

Citazioni varie

"Abbiamo tutti le nostre macchine del tempo: quelle che ci riportano indietro chiamate ricordi e quelle che ci spingono avanti chiamati sogni."
(La Macchina del Tempo (The Time Machine), H. G. Wells)

"La nostra mente è come un paracadute. Funziona solo quando è aperta"
(Anonimo)

"Nessuno può farti sentire inferiore, a meno che tu glielo consenta"
(Anonimo)

"Il vero coraggio non è assenza di paura; è invece agire nonostante la paura"
(Anonimo)

"Il modo più facile per crescere come persona è il circondarti di persone più intelligenti di te"
(Anonimo)

"Non puoi far sì che qualcuno ti ami. Puoi solo cercare d'essere qualcuno da amare"
(Mark Twain)

"Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni"
(Anonimo)

venerdì 20 aprile 2007

Bentornato Tango *

"L'essenza del tango sta nel suo carattere di musica di quartiere, di marginalità.
Il tango lo canta sempre un poeta impegnato. Anche se i tanghi non hanno un contenuto esplicitamente politico, tutti i tanghi sono impegnati perchè sono politicamente scorretti. E oggi lo sono ancora di più, in questi tempi dove la sconfitta, la povertà e l'emarginazione mostrano il loro essere effetto politico. Il tango è scorretto, trasgressivo, e per questo è tornato. In questi tempi di vigliaccheria davanti alle incertezze, questa musica aiuta ad affrontare l'angoscia, a fare riflettere su noi stessi, sul nostro domani.
Dove suona un tango, si stabilisce una complicità di spazio, tempo ed emotività. E questo è il mistero dell'universale. L'energia del linguaggio al di là della lingua, il rito, la corporeità. E' il mistero che ci unisce e ci separa".
(Adriana Varela, cantante di tango)

* ricevuto da Niky :-)

Lopo & Gatti

Cosa ne dite di questo tango elettronico?
E' il primo esperimento di un deejay italiano, Marco Pollastro detto Lopo, che cura la parte elettronica, e del violinista Nicola Gatti.
Direi che il risultato è ottimo...
L'ho invitato a crearne ancora!
lo trovate su http://it.qoob.tv/video/clip_view.asp?id=4379

giovedì 19 aprile 2007

Amore a tempo di tango

Una zanzara si innamora perdutamente di Nosferatu a tempo di tango..
gustatevi questo carinissimo cartoon, che ha il solo difetto di essere un pò lungo
http://wideo.turbo.fr/video/iLyROoaftYjI.html

Geraldine y Javier

mercoledì 18 aprile 2007

Arturo Toscanini

Sapevate che Arturo Toscanini è di Parma? E che la sua casa natale è diventata un museo aperto al pubblico? Informazioni sul museo le trovate su http://www.museotoscanini.it/project/default.asp

tango, amore e libertà

L'amore non è un bisogno, ma un traboccare...
L'amore è un lusso. E' abbondanza.
Significa possedere così tanta vita che non sai cosa farne,
quindi la condividi.
Significa avere nel cuore infinite melodie da cantare...
Anche se nessuno ascolta, devi comunque cantare,
devi danzare la tua danza....
L' amore lascia posto alla libertà; non solo le lascia posto, la rafforza...
Qualunque cosa distrugga la libertà non è amore. Deve trattarsi di altro, perché amore e libertà vanno a braccetto, sono due ali dello stesso gabbiano.
Ogni volta che vedi il tuo amore in conflitto con la tua libertà,
significa che stai facendo qualcos'altro in nome dell'amore...
Ama, ma non per bisogno, semmai come condivisione.
Ama senza aspettare nulla, ma solo per dare.
Ama, ma ricorda che l'amore non deve diventare una prigione per l'altro...
Ama incondizionatamente! Non chiedere niente in cambio.....
In amore non essere un mendicante, sii imperatore.

("Con te o senza di te", Osho)

Festa al Castello di Montecchio Emilia

Doveva essere un fine settimana tanghero in toscana..mi è costato molto rinunciarvi,ma ho avuto così l'opportunità di fare 2 cose interessanti,nella stessa sera.
Aurora mi aveva parlato di una festa per raccogliere fondi per una cooperativa di volontariato parmense per l'assistenza ai disabili da farsi presso un circolo anziani a Parma.Come associazione Vogliaditango voleva dare una mano allestendo un piccolo spettacolo di tango,in pratica fare qualche esibizione singola o di gruppo nell'ambito della serata di ballo liscio.
Le mancava il ballerino e così mi sono prestato molto volentieri.Anche a Lia mancava e così..una milonga anche con lei.Ne è uscita una cosa carina,senza pretese in cui tutti hanno contribuito in base alle loro capacità.
L'unica cosa che avevo chiesto era di non farmi fare troppo tardi..volevo andare alla festa di tango organizzata dagli amici del Barrio nel castello di Montecchio Emilia.
Così è stato e grazie alle indicazioni precise della mia navigatrice Aurora alle 23:15 eravamo già arrivati.
All'ingresso,al piano terra c'è già un casino di gente che deve fare la tessera..Francesca e Dante stanno proponendo le loro bellissime scarpe..di fianco c'è la zona ristoro con buffet dolce,bibite e vini.
Una bellissima e larga scala a chiocciola,in cotto originale dell'epoca ci porta al piano di sopra.Ora la musica si sente sempre meglio.
Passata la camera adibita a guardaroba e cambio scarpe siamo nel salon de baile.Chiamarlo salon mi sembra un pò esagerato..meglio saloncino,comunque sufficente per ballare bene.
La prima cosa che mi salta all'orecchio è l'acustica dell'impianto..stavolta si sente benissimo,lo scorso anno era stata una pena.
Il pavimento, in mattoni di cotto, non lo ricordavo così rovinato..bisognerà abituarsi.
La sala è già strapiena ma ballano pochissime coppie..molti non sanno ballare,sono lì solo per guardare le esibizioni che ci saranno più tardi.
Io sono venuto invece per ballare,le scarpe le ho già cambiate..la Robby mi aspetta..ci infiliamo in pista.Non poteva essere che lei la prima,siamo a casa sua.Abbiamo ballato parecchio..sempre grande soddisfazione,per entrambi.
E' un pò difficile regolarsi..c'è Pablo da Veron a mettere musica,non mette le cortine..A parte questo fastidioso problema..musica eccellente per tutta la serata..
Trovo Aurora al punto ristoro..ora tocca a noi...tango e poi milonga ci soddisfano pienamente..come sempre!
Francesca mi blocca alla ringhera..va bene,balliamo.Da poco ha ripreso a ballare,c'è ancora un pò di..ruggine ma siamo sulla buona strada.
Bruno prende il microfono,è il momento delle esibizioni.
La prima coppia..Silvia e Ubaldo,un bel tango salon con qualche..esagerazione acrobatica,comunque bravi..lei è sempre una delle mie preferite.
La seconda coppia..Susy e il marito con una delle loro prime esibizioni in pubblico..naturalmente di tango nuevo e non poteva essere altrimenti,sono gli organizzatori del Festival Tango Revolution,dai..non male.
La terza coppia viene da Napoli..Paola Perez e Donato Cuocolo,un tango molto da spettacolo,anche loro con momenti acrobatici da..giù di testa.Bravi nel loro genere escenario..
Finite le esibizioni parecchia gente se n'è andata..si è iniziato ad avere più spazio per ballare.Dopo qualche tango con Antonella,giovanissima principiante che..si è fatta invitare,un cabeceo..a Silvia.Ballare con lei è veramente una grandissima soddisfazione.Devo ringraziarla anche per il cambio di coppia che ha proposto a Sara e Mauro,amici suoi,maestri di Montecatini.Li avevo visti ballare in giro senza sapere chi fossero e stavolta ho potuto avere il piacere di ballare con lei..veramente brava,oltre che molto,molto carina..
Mentre Pablo mette tango nuevo incontro la Susy,ci conosciamo da quando veniva alle feste importanti,a Mantova.Non posso non invitarla sulla musica che preferisce...dai,non è andata male,alla fine penso di aver fatto una discreta figura anche col nuevo,ballato comunque alla mia maniera.
Potevo non invitare la Perez..no,non potevo!Paola ha un bellissimo..abbraccio..con lei 3 tanghi molto belli,e non poteva essere altrimenti.
A fine serata per chi aveva resistito..un fuori programma notevole!
Vista la loro presenza in milonga,Bruno ha invitato Sebastian Achaval e Roxana Suarez a regalarci dos tangos.Ex campioni mondiali,19 anni lei,27 lui,sicuramente si faranno notare,ballano un tango che è il tango che preferisco..pochissime e piccolissime cose fatte stupendamente..veramente belli da vedere.
I miei ultimi tanghi..con Lucia..es un placer bailar con ella..anche se ogni tanto si perde ma con il suo bellissimo modo di fare le si perdona qualsiasi incertezza.
Avrei voluto finire con Aurora ma con il suo...sono stanchissima,scusami..ho deciso che anche per me era il momento di andare..anche se qualcosa dentro mi diceva che se avessi trovato ancora una ballerina..giusta..sarei rimasto fino alla fine.
Veramente una bella serata..con tante soddisfazioni..
Casalmaggiore non è distante e in 40 minuti sono a casa..l'orologio segna le 4:20..

buon tango a tutti
Vincenzo

Una domenica notte in due milonghe...

Questa domenica pensavo di scrivere i report dopo cena ma c'era l'sms di Brunella a cui dovevo rispondere.Mi aspettava a Brescia,alla Milonga Regina.
Avrei preferito fosse stato alla milonga della Claudia,ma dopo 15 giorni senza tango..doveva ballare con me e così ho deciso di raggiungerla.
Il posto è molto trend,super moderno,c'è un palco ..evidentemente vi si fa anche musica dal vivo,alla fine..non male.Il pavimento..in cemento lisciato,a volte un pò grezzo non è il massimo..
A metter musica ritrovo Roberta,con cui ogni tanto ballo ed è siempre un placer.La musica che ho sentito..alternativa alla tradizionale,invece non è quella che preferisco.
Sembra un vals..si,è un vals ma non lo capisco subito,comunque è con Roberta che inizio.Tre vals molto lenti,mai sentiti,ma ce la facciamo..grazie...grazie.
Brunella sta aspettando,la musica non ispira ma andiamo ugualmente.L'unico piacere..il suo abbraccio,la sua e la mia voglia di ballare insieme..la musica,è tango?..per me no.
Avrei voluto andarmene subito,sapevo già dove avrei trovato la musica per me.
Sono rimasto sperando che qualcosa cambiasse e poi dovevo ancora invitare anche la sua amica..
Sono rimasto parecchio ad osservare le coppie che ballavano,in maggioranza principianti..stendiamo un velo pietoso sui maestri da cui stanno o meglio pensano di imparare a ballare tango.
Qualche vals ancora con Brunella,tre tanghi con la sua amica ma poi non potevo più stare lì con la voglia di ballare a 100,ma con la musica che la portava a...0.Avevo resistito dalle 22:30 alle 23:40.
Ripresa la tangenziale in direzione Verona,in 15 minuti ero all'Alma Portena,non prima di aver girato un pò a vuoto (occorrerebbe un cartello in più,all'incrocio in via Gessi..).
La musica che arriva dall'interno è quella che piace a me..finalmente!
Il posto è piccolo ma carino.Le donne sono sedute a destra,gli uomini a sinistra..le coppie nella zona rialzata.
Non c'è più molta gente (..ho saputo poi da Nico che era appena andato via quando sono arrivato),mezzanotte è già passata,qualche carissima amica c'è ancora però..e poi c'è sempre la Claudia con cui voglio ballare,l'ho promesso.
Non devo nemmeno cambiarmi le scarpe,col borotalco che c'è sulla pista non starei in piedi e così mi tengo le mie vecchie hogan con la gomma..
Il primo cabeceo è per Elena.Venerdì a Padova non ero riuscito ad invitarla..quì ho rimesso le cose a posto,2 bei tanghi con lei...cortina..ognuno ritorna al proprio posto.
Olga me mira...rispondo con un cenno affermativo..Cristina ha messo le milonghe,evvai!Sono state veramente 3 milonghe speciali..Olga è sempre fantastica!Sono stato perdonato da lei per la serata a Vicenza..non mi hai fatto fare un tango quella sera,ma..hai troppe donne da far ballare..
E' lei che ha appagato la mia curiosità di conoscere Claudia..il suo sfogarsi..hai girato mezza Italia,finalmente sei venuto anche da noi!Allora balliamo?!
El tango es un abrazo...
Abbiamo ballato come se ci conoscessimo da sempre,è stato un vero piacere.
..devi ballare con Norita..ho lasciato fare a lei il tramite e così è stato..
Bellissimo abbraccio milonghero..tanda Pugliese..cosa potevo pretendere di più?..un'esperienza da ripetere,sicuramente.
Cristina annuncia l'ultima tanda,incontro la mirada di Claudia,lo voglio anch'io..
Tu,el cielo y tu.......La cumparsita,per chiudere una serata che era iniziata con sonorità..alternative e terminata invece con le mie preferite..
Quando chiedo a Claudia se anche lei sia rimasta soddisfatta di aver ballato con me..il suo sorriso e il suo...non avevo dubbi!..la sua risposta.Grazie di cuore..
Sicuramente ritornerò anche se il lunedì mattina sarà dura..alzarsi.
Alle 2:15 avevo percorso i 75 km che mi separavano dal mio letto...

buon tango a tutti
Vincenzo

Padova da trasfusione

Ormai era un mese che si mancava da Padova e così la scelta con Nico è stata veloce.Le nostre compagne di viaggio avevano altre destinazioni...
E' stato un viaggio di discussioni..di verifiche.
Niente red bull,solo un buon caffè prima di entrare.Le 23 sono passate da poco,ci sono poche auto parcheggiate fuori dall'Amusement Park..ma siamo ancora fiduciosi,un pò meno quando vediamo la sala ancora quasi vuota.
A metter musica Joe Bossi...lui la sua serata l'ha fatta,con una musica che piace a me..energica..l'unico appunto...forse mancavano le pause di qualche secondo tra un pezzo e l'altro..erano tutti a manetta.
Vals...so che Leda ama i vals e così è con lei che inizio.Semplicemente è stata la tanda..più bella di tutta la mia serata..
Per fortuna qualche cara amica da abbracciare c'è,in primis Rosanna,inizialmente non intenzionata a venire.Sono rimasto sbalordito dal suo tour settimanale tanghero..complimenti.Con lei più di una tanda..insieme.
Con Giuliana abbiamo ballato di tutto... vals,tango e milonga per finire..direi non male.Lei è sempre meglio...
Loretta era tantissimo che non la incrociavo,una bella tanda anche con lei..
E' stata una serata sicuramente con più uomini e alla cortina bisognava essere
veloci nell'invitare..pena restare a guardare.
Non mi sono sentito particolarmente stimolato..parecchie volte sono rimasto a guardare,anche se belle tande le ho fatte ugualmente come con Bianca,con un'amica di Mestre(..di cui non ricordo il nome..),con Fernanda.
E' stata anche la prima volta con Valentina..un bellissimo abbraccio milonghero ma ..poco feeling.
Non posso dimenticare Anna,una delle mie vicentine preferite..ho fatto fatica
riuscire ad invitarla..solo a fine serata.Con lei ultimamente il feeling non manca..
Tutto quì..sicuramente ho sentito la mancanza della Patty.uno dei pilastri dell'Amusement e poi dopo l'indigestione di Torino è stata come una doccia fredda e improvvisa.Con le ciuce mi ero abituato troppo bene.
Fare 350 km in una sera per ballare e poi non riuscire a soddisfare la voglia di tango che ti senti dentro..un pò dà fastidio.
Sicuramente non me la prendo..mi basta pensare che serate così sono la routine o quasi per tante ballerine,che devono comunque aspettare un invito e quindi..va bene così.
Stavolta non abbiamo chiuso la milonga,come è nostro solito e alle 2:20 siamo usciti..sicuramente meno stanchi del solito..
Durante il viaggio ho resistito bene e alle 4:15 ero a Casalmaggiore...
Avrei avuto bisogno di una trasfusione..di tango ma..mancava il donatore..

buon tango a tutti
Vincenzo

Tango tipi: Il Baby-sitter

Lui è proprio "OK" -- e ballate con lui di tanto in tanto... ma ci sono milongas, o tandas nelle quali proprio non ve la sentite, forse perché siete stanche o state aspettando che una “guida” specifica vi inviti a ballare. Il Baby-Sitter è, tuttavia, un tipo proprio passivo-aggressivo: nel profondo, se gli rispondete “No, grazie. Sono stanca”, si incazza al punto di minare le vostre chances di ballare con chiunque altro, nella sala. Quindi, vi dice, sogghignando tra sé, “Oh, nessun problema. Mi siedo qui e aspetto con te, se non ti dispiace”, e lo fa! Si incolla lì e non va via, mettendovi in una situazione molto difficile. Primo, poche “guide” si avvicineranno, perché vi vedranno sedute a parlare con qualcuno. Secondo, se lo faranno, a meno che vogliate essere maleducate col Baby Sitter, sarete costrette a rispondere, ancora "No, mi spiace. Sono stanca”. Hummmmmmm. Come trattarli:
a mio modesto avviso, i Baby Sitter vi stanno implorando di esser maleducate, dimenticando i principi dell’etichetta del tango nel mondo senza cabeceo. Quindi, se un Baby Sitter vi si sta appiccicando, io raccomanderei di “inviargli un messaggio”, accettando l’invito della prima “guida” con la quale vi piace ballare, nonostante la sua presenza... Vi garantisco che il Baby Sitter tornerà ad invitarvi ancora, alla fine, e forse, la volta successiva, sarà più rispettoso se decidete di dirgli “no”.

martedì 17 aprile 2007

Tango Terapia - Ironizziamo ;-)

Qualche anno fa, nel corridoio d'accesso ad una scuola di ballo, avevo trovato appeso un cartello un tantino sui generis. M'ero soffermato a leggere, l'avevo trovato originale e divertente. Mi sono annotato quel che c'era scritto:

"La teoria è quando si sa tutto ma non funziona niente.

La pratica è quando funziona tutto ma non si sa perché.

Qui facciamo teoria e pratica: non funziona niente e non si sa perché."

Mi sono iscritto subito!!!
Ahahahah :-)

tango kitsch

Guardate questo video tratto da un film russo!
tratto da http://www.tangospring.com/tangoBlog.htm

Vantaggi del tango


sul sito http://caminar-mas.blogspot.com/search/label/baile ho trovato uno studio interessante. Ho sempre pensato che il tango sia utile a tutte le età!

Fantasmi di tango


Tango Tipi: L' Aspirante Insegnante

No, non lasciatevi fuorviare dal nome di questa specie pericolosa. L'Aspirante Insegnante non impartisce alcuna lezioni di tango, se non durante il ballo in milonga… di solito con qualche partner non sospettoso. La ricerca suggerisce che il più degli Aspiranti Insegnanti sono guide povere e non attraenti, con qualche eccellente ricordo di figure fantasiose e vistose che non riescono ad eseguire correttamente. E siccome non possono ammetterlo... sviluppano la tendenza a compensare la loro guida debole con false lezioni ancor più deboli, nel bel mezzo della pista, il che spesso spezza la ronda. Gli Aspiranti Insegnanti sono Imbecilli, perché cercano di elevare i propri ego a spese di qualche essere sfortunato che s’imbatte nel loro abbraccio.
Come trattarli:
ebbene, se siete esperti seguidores/as, è già una fortuna che non stiate ballando con elementi di questa specie. E’ probabile che cerchino di insegnarvi come eseguire un boleo o un gancho, quando, qualche tempo prima, non avrebbero saputo guidarvene uno; da adesso, scoprirete che semplicemente fanno schifo nel guidare boleos e ganchos (e ogni altra cosa, in merito). L' Aspirante Insegnante spesso è ben conosciuto nella sua comunità, perciò tende a sfarfallare attorno alle seguidoras nuovissime (specialmente se sono di bell’aspetto), perché sono le vittime perfette, del tutto ignare… Quindi, principianti: state alla larga da chiunque provi ad insegnarvi alcunché nella pista da ballo!. Gli A I non stanno tentando di aiutarvi, tentano soltanto di aiutare se stessi a sentirsi bene a vostre spese. E probabilmente vi “vizieranno” con le loro cattive abitudini, se state attorno a loro solo in nome dell’essere carine. Fuggite!

Torino Tango Festival II

Si era deciso di dormire il più possibile,per non rischiare..qualche goccia di tranquillante per me.
Hanno funzionato per 5 ore.Al risveglio..una Torino grigia,sotto una pioggia battente che invogliava a restare a letto.
Non c'erano programmi,il desiderio di andare a messa,almeno per Pasqua..era stato accantonato,l'unico impegno sarebbe stato andare a prendere Barbara che sarebbe arrivata in treno,verso sera.
Il sole è poi riuscito..la voglia di muoversi..no,volevamo conservare le forze in vista della lunga serata di tango.Alla fine ci siamo dati una mossa,c'era anche il problema del ristorante da trovare.
Nico in stazione ad aspettare Barbara..io,Deanna e Valeria in centro a trovare il ristorante non prima di qualche attimo di preghiera nella prima chiesa trovata aperta.Il ristorante l'abbiamo trovato,siamo stati fortunati..abbiamo mangiato benissimo.
Nel tram che ci riporta all'hotel..l'incontro con la carissima Marcella e la sua bimba...stupenda!Il tango sta chiamando ma non importa se non arriveremo presto,non so cosa faranno gli altri,io ormai ho deciso..stavolta resterò fino alla fine...
Siamo arrivati al Lingotto più o meno come la sera prima ma subito è stato chiaro che non ci sarebbe più stata la folla del sabato...avremmo ballato sicuramente meglio.Anastasia ci aspettava allo stesso tavolo..
I propositi erano di ballare con più sconosciute possibili ma non avrei sicuramente rinunciato alle mie preferite..più preferite..
Alla consolle..Sabino,non ci avrebbe sicuramente deluso,due i momenti di musica dal vivo con un trio argentino(?),di cui non ricordo il nome,che invece qualche volta ci ha fatto faticare.
Da Sergio la sfida a ricordarmi di tutte le ballerine con cui avrei ballato.Sul momento pensavo che non ce l'avrei fatta..ma mi sbagliavo..come potrei dimenticarmi di momenti così belli?
Deanna...la mia prima ballerina della serata..il suo bel sorriso alla fine delle tande..
Miss Treccine,alias Anastasia...ormai abbiamo perfino "la" nostra milonga preferita,elettronica..con lei alcune delle milonghe più eccezionali della mia serata..per noi anche i complimenti da Andrea Reyero..
Lara....il suo..ma cosa sei Vince?e il mio...no..cosa sei tu!! alla fine di tande stupende..Bs.As. le ha proprio fatto bene..
Barbara....peccato aver fatto solo una tanda..ma non mancheranno occasioni,anche a breve..
Ulia....una delle ballerine più..affascinanti,un abbraccio..indimenticabile..chissà se quando tornerà a San Pietroburgo si ricorderà ancora di me?..
Flora....ti devo una tanda,mi dice,ieri non ho ballato bene..allora ne facciamo due,la mia risposta.Penso siano state le tande più belle che abbia mai fatto con lei...ho sentito veramente la sua voglia di ballare con me...
Emanuela....il suo magnetico sorriso,il suo piacere di ballare con me..me lo sono regalato due volte..
Irina....di me si ricorderà di sicuro quando tornerà nella sua Mosca,oltre che per i bellissimi tanghi anche per la salsa supersonica che abbiamo ballato..come la prima volta che ci siamo conosciuti..
non le ho chiesto il nome,comunque era italiana...con lei ho dovuto adeguarmi a ballare aperto,forse avevo la spalla un pò troppo bagnata?...non mi sono divertito,non penso di aver ballato male ma mi sentivo come in prestito...
Katrina....bravissima ballerina svizzera,la prima volta l'ho invitata io,la seconda è venuta lei e alla fine mi ha salutato con il suo..à mi me gusta mucho bailar con tigo...ed io..tambien à mi..
Anna....non so ancora perchè l'ho invitata,qualcosa mi attirava in lei..non mi sono preoccupato quando ho visto che era più alta di me..è stato piacevole,il suo bel sorriso alla fine..una soddisfazione in più per me..
Rossil(?)...una graziosa spagnola,stavolta alla mia "altezza"..l'avevo vista ballare,mi era piaciuta..non mi ero sbagliato..
Francesca...."la" Francesca....quando posso ballare con lei dopo sono contento...come una Pasqua.Non è uno scherzo,amo troppo ballare con lei..
amica di Rossil....con lei le milonghe più sofferte di tutta la serata..per fortuna dopo la seconda Sabino ha messo la cortina..
Svetlana....dopo i primi passi con lei..cazzarola,perchè non l'ho invitata anche ieri..brava,bella e dolce ma purtroppo abita a San Pietroburgo...
Francesca....sono stato incerto per un tango intero poi mi sono deciso e l'ho invitata...immaginavo fosse più alta di me,ma non mi aspettavo così..tanto alta,penso la più alta con cui abbia mai ballato.Non è stata sicuramente una cosa esaltante ma comunque ci siamo..trovati bene e ne sono molto soddisfatto..
Eveline...romagnola pura,pochi anni di tango ma ugualmente mi ha fatto piacere ballare con lei..
Patty....quando l'ho invitata era stanchissima ma non ha voluto rinunciare e sono stati 3 tanghi bellissimi..
Alicia....simpatica ballerina spagnola,penso mia coetanea con 5 anni di tango alle spalle..dopo la prima tanda..il suo desiderio,esaudito di un'altra tanda..
(?)..una bionda genovese....ormai eravamo alla fine ma non ci siamo negati una bella serie di tanghi..veramente brava..
Ingrid....non potevo finire meglio questa nottata memorabile con la mia austriaca preferita..sempre più brava..
Ormai era giorno,bastava alzare lo sguardo verso il tetto trasparente per accorgersene,Sabino aveva annunciato le ultime tande.. le ballerine disposte ancora a ballare,tra le poche rimaste..erano già in pista e così dopo aver preso l'ultimo rifiuto da una giovane ballerina greca..preferiva guardare Chicho e Mariana in pista,mi sono cambiato le scarpe.Era finita...
Le famose ballerine greche....avevo provato ad invitarne qualcuna ma ho ricevuto solo dei no.Tutte giovanissime,tutte bravissime..le ho viste ballare solo con ballerini bravissimi oltre che giovani..ballare con un grigione come me?Nao..ma in fondo è giusto così..
Che dire ancora..cosa avrei potuto desiderare di più da una serata di tango come quella appena finita?..forse trovare un paio di occhi che possano illuminarsi..solo per te..e non perchè balli bene il tango..
Sarò incontentabile?No..a me basta un sorriso sincero...
Alle 6:55 scendevo lo scalone,da solo...i miei compagni di viaggio dormivano già da un pò...anch'io ne sentivo ormai il bisogno.
Alle 11 avremmo dovuto lasciare libere le camere........

buon tango a tutti
Vincenzo

lunedì 16 aprile 2007

El pulpo

Continuando sull'onda delle emozioni lievi ma profonde, guardate questo video in cui vediamo ballare El Pulpo.

Antonio de Curtis, Totò

In questi giorni ricorre l'anniversario della morte di questo meraviglioso personaggio che con i suoi film ha fatto un grande ritratto dell'Italia.
Totò, oltre che essere attore, ha scritto meravigliose canzoni, tra le quali forse Malafemmena è la più nota.
Ma ascoltate questo Core Analfabeta. Non ha forse il sapore del tango? O forse ha semplicemente quello della passione..



Per ulteriori informazioni su toto http://www.antoniodecurtis.com.

Tango Tipi: Il VPG voglio essere

Questo tipo davvero è molto peggio del precedente. Perché? Bene, include tutti quei tangueros che sono bravi, ma non grandi... e che non hanno un buon specchio, a casa, per coglierne la differenza. Di conseguenza, vanno in giro con la testa ingrossate da idee molto distorte e auto-ingrandenti di se stessi e delle loro capacità nel ballare. Nella loro mente, sono imperatori del tango. Sebbene molti di loro abbiano soltanto una manciata di anni-tango sotto la cintura, sono convinti d’esser più eleganti di Gavito, più specializzati di Pablo Veron, e più creativi di Chicho, anche se non l'hanno potuto ancora fare a BAs. Alcuni di loro credono di saper già tutto quel che c’è da conoscere sul tango (la storia, la filosofia, i passi, la musica, i testi) e poiché son capaci di produrre quantità sorprendenti di BS (Bull Shit – trad. letterale: “sterco di toro”), in tempi incredibilmente brevi... è meglio starne alla larga: potrebbero farvela piovere addosso! Si ritengono veri miracoli della natura, e potrebbero diventare pericolosi anche più dei Veri Pezzi Grossi.
Come trattarli:
teneteli a bada, mantenendovi gentili, ma zittiteli quanto serve, specialmente se rovinano la vostra tanda. Anche se vi piacciono (o proprio volete ballar con loro perché il più delle altre “guide” fanno schifo), non dimenticate che sono sulla retta via per divenire personaggi veramente impossibili. Aiutateli a crescere!

sabato 14 aprile 2007

da Pietro - Pisanet ;-)

Ecco uno scritto del quale avrei voluto essere l'autore...

La nostra filosofia

Siamo qui
perché non c’è alcun rifugio
dove nasconderci da noi stessi.

Fino a quando una persona
non confronta se stessa
negli occhi e nel cuore degli altri,
scappa.

Fino a che non permette loro
di condividere i suoi segreti,
non ha scampo da questi.

Timoroso di essere riconosciuto
né può conoscere se stesso
né gli altri, sarà solo.

Dove altro
se non nei nostri punti comuni
possiamo trovare un tale specchio?

Qui, insieme,
una persona può alla fine manifestarsi
chiaramente a se stessa
non come il gigante dei propri sogni
né il nano delle proprie paure,
ma come uomo
parte di un tutto
con il suo contributo unico da offrire.

Su questo terreno
noi possiamo tutti mettere radici
e crescere
non più soli come nella morte,
ma vivi a noi stessi e agli altri.
(Anonimo)

Tango Tipi: Il Vero Pezzo Grosso Imbecille (VPGI)

Parte I: Tango Imbecilli


Il Vero Pezzo-Grosso Imbecille

Bene, affrontiamolo. Ogni comunità di tango ha almeno un po’ di Veri Pezzi Grossi (VPG), dei quali un sottogruppo relativamente grande rientra nella categoria degli "Imbecilli" (VPGI). I Veri Pezzi Grossi sono "veri" perché hanno il "gene" -- aldilà delle ore di lavoro doloroso—per dominare il ballo ad un livello davvero alto, rispetto ad altri della loro comunità. Diventano spesso Imbecilli perché tendono ad essere inseguiti da masse di seguaci e, prima o poi, l'idea “io sono un Re del tango" sembra radicarsi profondamente nei loro cervelloni. Da quel momento in poi, perdono contatto con la terra, e la loro testa comincia a riempirsi di aria molto, molto calda, così come di molta roba non molto utile, che pare colpire gravemente i loro neuro-trasmettitori preposti alla capacità di socializzare. Diventano estremamente riluttanti a fare qualsiasi passo che possa mettere a repentaglio il loro status. Questo spiega forse il perché non li vedrete mai chiedere di ballare a qualcuno, che non sia un Pezzo Grosso-seguidor/seguidora, specialmente nel caso in cui il Pezzo Grosso-seguidor/seguidora arrivi da fuori di città ed abbia una fama/reputazione ancor più grande della loro. Nel corso di milonga normale senza Pezzi Grossi-Visitatori, questa specie di tanguero eviterà di diversificarsi troppo dal meglio dei seguidores/seguidoras della comunità, che, nella normalità dei casi, gli ronzeranno intorno in ogni caso.

Talvolta alcuni VPGI verranno visti ballare con partner al di sotto del loro livello. Ah, ma non fatevi prendere in giro -- questi balli non sono i balli “volontari-di-tutto-cuore” che dovrebbero essere.

Ce ne son di due tipi:

(I) I balli carità con "partner inferiore" che ha potuto essere sufficientemente coraggioso da chieder loro un ballo; questi slanci caritatevoli, di solito, durano meno di un’intera tanda;

(II) i balli marketing, specie se il VPG è un insegnante che cerca di vendere lezioni private.

E “che c’è di sbagliato in tutto questo?”, chiederete. Naturalmente, i buoni ballerini (ed ogni altro) dovrebbero ballare solamente quando desiderano veramente ballare!!! Il problema col VPGI è il modo in cui si occupa del suo ego gonfiato che lo rende incapace di godere il ballo con chiunque lui avverta privo di quello status atto a convalidare il suo stesso status. In questa procedura, insulterà e ferirà molte persone, poiché può essere aggressivo, ostile, sconsiderato e crudele. Anche peggio: i Veri Pezzi Grossi useranno spesso il loro potere forte sui seguaci, nelle loro comunità, per farsi gioco di loro, ad altri livelli, e del tutto “senza cuore”.

Come trattarli:

tenete la vostra fronte dritta di fronte a loro, fissateli negli occhi, mentre stando lavorando sodo col vostro tango. E ricordate che, alla fine del giorno, la miglior capacità nel ballare non potrà mai compenserà il perdere la propria umanità.

I tango tipi

Su un blog ho trovato questo lungo studio, che mi è sembrato utile chiedere a Pietro di tradurre per poi condividerlo con voi. Lo pubblicherò a puntate, di modo tale da creare opportuni strumenti e momenti di riflessione per ciascun tango tipo.
L'argomento è serio e scottante: quante tipologie di ballerini troviamo in milonga?
E come difendersi da essi?
Le autrici del post (il blog è la vida con Deby, che trovate linkato a lato) suggeriscono possibili soluzioni. Provatele e riferiteci dei risultati: qui c'è un vasto publico di donne interessato!

Introduzione : I Tangueros

Quando vi avventurate nell'oscurità della giungla delle milonghe, è saggio essere consapevoli delle diverse tipologie di “tangheri” nelle quali è probabile che vi imbattiate. La classificazione presentata qui è il risultato di molte ore di ricerca dura e laboriosa, condotta da me e dalla mia compagna di ricerca, la Dott.ssa D.F.. In particolare, faccio notare la differenziazione in tango-tipi (uomini e donne), quale risultato di prove scientifiche raccolte sul campo e catalogate nel corso dei nostri 7 anni e più di vita e tango. Include tutte quelle ore felici e dolorose di ballo sui nostri bei tacchi “Comme-Il-Faut”, tra le braccia di tanti e coloriti tangueros, o stando sedute vicino a loro, ed osservando molte tangueras intriganti nelle milongas.
Speriamo che la nostra ricerca possa essere di qualche aiuto a tutti, specie alle generazioni più nuove di tangueros/as, così che possano rimaner meno scioccati e meglio preparati ad sbarazzarsi, lì, sul momento, dei tipi più pericolosi, se li incontreranno, prima d’esserne divorati e persi per sempre. O, chissà, noi potremmo anche impedire ad alcuni tangueros di completare la loro mutazione in alcuni dei tangotipi più balordi, sporchi e cattivi, sotto-elencati, prima che sia troppo tardi. Inutile a dirsi, E’ superfluo dire che va applicata la solita liberatoria: i tipi elencati nel nostra classificazione dovrebbero essere visti come esemplari medi altamente stilizzati dai tratti più notevoli riscontrati in ciascun tipo. Una forte somiglianza con qualcuno (inclusi voi stessi/e) che incontrate sui pavimenti delle milonghe, che frequentate così ossessivamente, è puramente casuale e dimostra soltanto la qualità e profondità della nostra ricerca ed analisi.

Le origini del Tango: La Habanera - Parte IV

Habaneras e zarzuelas.
Il precoce ritorno in Spagna della habanera si dovette fondamentalmente all’attaccamento e al ricordo nostalgico che, per La Avana, avevano gli emigranti al loro ritorno. A ciò si aggiunge la visita di musicisti spagnoli come Joaquín Gaztámbide e Sebastián Iradier. Quest’ultimo stette vari anni a La Avana e poi in Messico. Compose molte habaneras, tra le quali La paloma, forse la più conosciuta in ambito internazionale. Un’altra habanera di quest’autore, El arreglito, fu utilizzata quasi letteralmente da Bizet nella sua opera Carmen.

Con il grande sviluppo che raggiunse la zarzuela spagnola nel secolo XIX, dopo questi primi successi, gli autori spagnoli inclusero nelle loro zarzuelas una habanera. Non appena si rappresentava per la prima volta una zarzuela in Spagna, qualche compagnia la portava a Cuba e qui si divulgava immediatamente. Conobbi anziane de La Avana che cantavano la habanera della zarzuela Los hijos del Capitán Grant come se fosse cubana, e altre che consideravano come habanera contadina, o di ingenio, la Habanera del Café della rivista El Certamen Nacional, il cui ritornello dice: “Cariño!... / no hay mejor café / que el de Puerto Rico...” (Amore!... / non c’è miglior caffè / di quello di Porto Rico).

Le compagnie di zarzuelas che visitavano La Avana seguivano le rotte delle flotte commerciali, per la qual cosa questa Habanera del Café è stata menzionata da Carlos Vega (Música sudamericana, Buenos Aires, 1946) e da Luis Felipe Ramón y Rivera (La canción venezolana, Maracaibo, 1972).

Anche l’emigrazione di cubani durante le guerre d’indipendenza, portò elementi della canzone habanera a Città del Messico, Veracruz e Mérida, per cui li è conosciuta Te vas y a la mar te alejas, che secondo il maestro Rubén F. Campos (El folklore en las ciudades, México, 1930, p. 193) fu portata dai buffoni cubani quando dovettero emigrare nel 1869 dopo i successi del Teatro Villanueva. Per tradizione orale, sappiamo anche che fu molto popolare durante la Guerra dei Dieci Anni (1868-1878). Un’altra conosciuta in Messico e anche in Venezuela è Me gustan tus ojos negros, menzionata da Campos e Ramón y Rivera.

Gli archivi dei teatri Tacón e Albisu erano pieni di partiture di zarzuelas che si eseguirono molte volte a Cuba e che gli abitanti de La Avana conoscevano soverchiamente. Questo permise che molti cantanti lirici interpretassero nei loro programmi queste habaneras di zarzuelas spagnole e che compositori cubani includessero nelle loro opere una habanera.

L’influenza dei compositori spagnoli di zarzuelas si fece sentire in molti autori cubani che realizzarono opere con temi, personaggi e musica nazionale, facendo apparire così habaneras in Valenzuela (La mulata Rosa), Ignacio Cervantes (El submarino), Manuel Pérez de la Presa (Los saltimbanquis), José Marín Varona (El hijo del Camagüey) e nel secolo XX, Ernesto Lecuona (La Plaza de la Catedral). Anche Jorge Anckermann compose una habanera intitolata Flor del Yumurí, che si cantò sempre in uno stile libero di canzone.

Un altro autore che divenne un famoso compositore di habaneras fu Eduardo Sánchez de Fuentes, che nel 1892 compose la mondialmente famosa habanera Tú, oltre a compendiare un album con più di quindici habaneras tra le quali risaltano: Mírame así, Íntima, Los Aguinaldos, Cuba e molte altre belle pagine.

Habaneras e boleros.
In Cuba, la habanera ebbe il suo sviluppo e la sua diffusione nel secolo XIX. La relazione con la parola del testo motivò la combinazione frequente di cinque note in una battuta della melodia. L’accompagnamento della chitarra enfatizzava il ritmo di tango che la distingueva; tuttavia il modo di suonare questi accompagnamenti -con spostamenti ritmici al realizzare rigature o accordi arpeggiati- cambiarono il basso tradizionale con il cinquillo cubano che cominciò a identificare il bolero. Si sono incontrate partiture in cui si evidenziano questi cambi, che già cominciano a essere denominati boleros. Questi cambi avvennero nei così chiamati boleros di Manzanillo, di Camagüey e di Santiago de Cuba. Alcuni di questi boleros si inclusero in rappresentazioni teatrali di autori cubani.

Il bolero acquistò più forza con la voce dei trovatori che cantavano a due voci e due chitarre, molti di loro erano autori delle proprie canzoni. E così la habanera fu sostituita da questo nuovo stile della canzone cubana.

Habaneras nel secolo XX.
I musicologi spagnoli hanno chiamato “canti di andata e ritorno” il fatto di riportare al proprio paese natale generi nazionali che furono strutturati con elementi stilistici della musica spagnola che venne con i colonizzatori. Ci sono studiosi ispanici che organizzano festivals in varie città: Torrevieja, ad Alicante; Campos de Mayorga, a Valladolid; Palafrugell, a Girona, in oltre ci sono numerosi gruppi musicali nel País Vasco, nelle Asturias in Galicia...

Questi gruppi hanno un ampio repertorio di habaneras tradizionali e di altre, create da autori contemporanei. È facile incontrare anche l’adattamento di bambucos colombiani come Lucero de mis noches, di Francisco Suárez Garabito, e Guarda esta flor, la canzone più famosa dell’autore messicano Melesio Morales. Questa canzone fu cantata a Cuba nel suo stile originale durante il secolo XIX e compare in canzonieri come La Mexicana. In Spagna si sono pubblicati preziosi volumi con partiture e testi delle habaneras conosciute.

A Cuba, si divulgarono e raggiunsero gran fama solo le habaneras Veinte años, di María Teresa Vera, e Mariposita de primavera, di Miguel Matamoros. Ad altre, come La rosa roja, di Oscar Hernández, presto fu cambiato il ritmo in quanto interpretate come boleros da quasi tutti i trovatori. Nel Movimento de la Nueva Trova si conosce una bella composizione di Silvio Rodríguez intitolata En el claro de la luna, che risulta una habanera contemporanea con i valori della tradizioni più definiti.

Durante i Festivals di Habaneras che si sono venuti a celebrare con l’intenzione di ridar vigore al genere, si effettuano concorsi di composizione e interpretazione, realizzandosi così alcune canzoni di buona fattura che non sono state promosse ne divulgate.

Attualmente, questo stile di canzone è passato al genere lirico e si interpreta come una canzone di concerto per voci coltivate.

Le origini del Tango - La Habanera - PArte III

Habaneras e contradanzas.
Nelle contradanzas si utilizzarono melodie di habaneras e guarachas di moda. A partire dal 1860 si pubblicarono più di venti caricature sulle marche delle casse di sigari, con la musica della contradanza stampata sul dorso. Furono molto diffuse le contradanzas No me gustas tu, Si, me gusta, Suénatelo pintón, e Suelta el peso.

Alla metà del secolo XIX, in Spagna si era divulgata tanto la contradanza creola che uno storiografo commentava: “... oggi si balla molto a Madrid, dove si distingue con il nome di Habanera”. E infatti, a Cuba furono composte molte contradanzas con accompagnamento di habaneras, così come anche molte habaneras strumentali che furono ballate con un tempo più lento, più pausato di quello delle contradanzas e senza le lunghe figure che distinguevano le parti di queste: paseo (passeggio), cadena (catena), sostenido (sostenuto), cedazo (setaccio).

A forza di tradizione.
La prima pubblicazione di una habanera è quella che commenta l’investigatrice D.ssa Zoila Lapique nel suo libro Música Colonial Cubana (La Habana, 1979, p. 141). Apparve in La Prensa, il 13 novembre del 1842, presentata in questo modo: “ L’amore nel ballo. Nuova canzone habanera messa in musica con accompagnamento del piano di una Vuelta-Adentro C.P.”.

Cioè, sembra che esistessero altre habaneras precedenti che non si erano “messe in musica” né pubblicate. Per mezzo della tradizione orale, ne abbiamo raccolte varie che hanno bei testi, addirittura in forma di decima, com’è il caso di A mi no me gusta el coco...

Questa habanera ritornò in Spagna e, in alcuni casi, si è usata la sua decima per cantarla con melodie del punto de La Avana, la quale anche è ritornata in questo paese e ha preso il nome di guajira tra i canti flamenchi.

Altre habaneras avevano carattere patriottico, come una canzone di commiato di un prigioniero che avevano esiliato nelle Isole di Chafarinas o Fernando Poo. Da un’altra habanera patriottica conobbi, sempre per tradizione orale, la leggenda di una donna che nascose diversi mambises durante la guerra del 1868 e li aiutò a fuggire. Lei fu detenuta, giudicata e condannata alla pena di morte. Durante la mobilitazione che fece il popolo a suo favore, qualcuno compose una habanera e la mostrò la suo piccolo figlio affinché la cantasse davanti al Capitano Generale, Conte di Balmaseda. La moglie di quest’ultimo, intenerita, gli chiese di condonare la vita alla madre mambisa, e grazie a ciò la condanna fu commutata in carcere a vita. Le fu concessa l’amnistia poi dalla Paz del Zanjón. Questa canzone era molto conosciuta nell’ambiente dei cubani patriotti durante le due guerre d’indipendenza, iniziate nel 1868 e nel 1895.

Ottenni la testimonianza da due anziane che erano nipoti della mambisa, così come per bocca di mia madre, che la cantava quando ero bambina, inoltre il suo testo appare in un canzoniere stampato nel 1879, a Madrid, nelle officine di M. Minuesa. Una nota a piè di pagina afferma: “Questa canzone [La Presa (La prigioniera)] la cantò a palazzo un bambino di 8 anni al conte Balmaseda e alla sua signora sposa. Commosso, lasciò in libertà la madre”.

Le origini del Tango: La Habanera - Parte II

Origini.
Essendo capitale dell’isola, La Avana era il punto di convergenza delle navi della flotta commerciale tra i porti dell’Europa e dell’America Latina. Percorrendo la costa atlantica americana, oltre alle mercanzie, le navi portavano elementi culturali che si scambiavano nell’andata e ritorno con il mondo ibero-americano. Durante le loro lunghe permanenze sul molo de La Avana, passeggeri e naviganti si divertivano nei dintorni.

Fuori delle mura, nelle terre comuni, si erano stabiliti contadini che somministravano prodotti agricoli agli abitanti della città, alla cui espansione partecipavano i settori umili. Grazie a loro sorsero luoghi di diversione come i bailes de cuna (balli di culla), dei quali El Regañón de La Habana dice “che ce n’erano più di cinquanta”.

In questi balli s’interpretavano danze di origine spagnola, ma s’introdussero anche il minuet, la contradanza, il vals (valzer) e la polka, trasculturati con elementi creoli e che ricevettero il nome di minuet afandangado (o dengue) e contradanza criolla. In molte di queste contradanzas si riconosce il ritmo dell’habanera nell’accompagnamento, così come la presenza -nella melodia della sua seconda parte- di qualche tema di habaneras o guarachas di moda.

Ed è possibile che la nascita dell’habanera a Cuba ebbe qualche relazione con quella delle guarachas e delle contradanzas.

Habaneras e guarachas.
Ci sono molte partiture in cui tanto la struttura formale della melodia e del verso quanto i ritmi accompagnanti e l’accompagnamento armonico, sono simili sia nell’habanera popolare sia nella guaracha. Quest’ultima era usata nelle rappresentazioni teatrali al principio del XIX secolo, esercitando una funzione simile a quella che avevano le jácaras delle tonadillas (canzonette) e delle farse spagnole che occuparono i programmi teatrali di parte del secolo XVIII e le due prime decadi del XIX. Queste similitudini si distanziavano solo nei testi, giacché le habaneras erano liriche, amorose, “con una languidezza che invita alla mollezza”, direbbe un cronista, mentre la guaracha conteneva l’umorismo creolo, l’audacia, la critica sociale, e, a volte, frasi intenzionate che indignavano i costumbristas . Molte guarachas risultavano dalla parodia di una canzone nota, ragione per la quale questa somiglianza strutturale sarebbe più che giustificata.

Così come la guaracha, l’habanera espresse una forma molto peculiare di cantare testi semplici, assumendo l’espressione del castigliano che si parlava a Cuba e le cui intonazioni, gli accenti e la struttura sillabica coincidevano con la struttura melodica. Il ritmo accompagnante era messo in risalto poiché eseguito dalla chitarra -sola o in duo- dando come risultato una canzone radicalmente cubana. La sua forza di espansione la portò in quasi tutti i paesi latinoamericani e in Spagna, dove fu identificata come canzone habanera, quella che gli emigranti al loro ritorno qualificavano come tango americano.

La relazione musica-testo e la forza percussiva della divisione sillabica, così come il fattore di durata dei suoni, definiscono la natura e il carattere dell’habanera e della guaracha, le quali usano generalmente l’ottosillabo e la cui struttura musicale è definita dai fattori anteriormente annotati.

Questa relazione la incontreremo in tutta la musica cubana in cui il testo eserciti la stessa funzione. Così, essendo generalmente ottosillabi i testi delle guarachas e delle habaneras, molti autori usarono melodie (o linee di canto) tra le più conosciute nelle loro contradanzas, danzas e danzones, visto che questi brani ballabili hanno rigorosamente otto battute (o multipli di otto) nelle parti. È facile trovare esempi di entrambe gli stili di canzone che coincidono esattamente nella struttura metro-ritmica-malodica.

venerdì 13 aprile 2007

Per chi volesse andare a Rosario...

Ho appena ricevuto dal Dr. Trossero l'email che vi riporto qui sotto, in spagnolo, alla quale per ragioni di tempo, non ho ancora risposto:

"Hola Pietro. Cómo anda tu tango, has progresado???


http://www.tango-terapia.com.ar


GACETILLA (GAZZETTINO)

El Dr. FEDERICO TROSSERO presenta el workshop “TANGO-TERAPIA”

VIERNES 20 DE ABRIL 16 hs.
Venerdì 20 Aprile, ore 16

Salón S.S. del HOTEL SHERATON

Leandro N. Alem y Juan José Paso

Mar del Plata


En el 23º Congreso Argentino de Psiquiatría


TANGO-TERAPIA” aborda el tango desde su vertiente terapéutica, poniendo en juego los intensos fenómenos emocionales que se disparan en este particular baile de abrazo con estrecha relación física entre dos personas.

TANGO TERAPIA abborda il tango dalla sua componente terapeutica, ponendo in gioco gli intensi fenomeni emotivi, che s'innescano in questo particolare ballo d'abbraccio, e la stretta relazione fisica tra due persone

El Dr. Trossero ha desarrollado esta original manera de abordar la problemática del bienestar humano y a partir de su experiencia en talleres de tango-terapia presentó las bases metodológicas y fundamentos científicos en su libro “Tango-terapia” editado en 2006.

Il dr. Trossero ha sviluppato/messo a punto questo modo originale di abbordare la problematica del "benessere umano" e, partendo dalla sua esperienza personale nei laboratori/workshop di tango terapia, ne ha presentato le basi metodologiche e fondamenti scientifici nel suo libro "Tango Terapia" pubblicato nel 2006.

Le citazioni riportate qui sotto sono estratte dal libro e son leggibili nel post sulla tango terapia:

“Como bailarín de tango y milonguero, pude apreciar y experimentar que todo el caudal expresivo de este baile tan especial, encierra un sentido en relación a la personalidad total de quien lo baila.”

“Un lugar de intercambios humanos y de juego. De vínculos con sentido y trascendencia, dentro de un marco de una vivencia estética y creativa singular.”

“Y no sólo la armonía es de dos cuerpos sino de dos mundos diferentes, el masculino con su necesidad y expectativa de atención hacia sus logros; el femenino con el reclamo hacia sí misma y sus cosas. El hombre espera el halago de la mujer en la aceptación de ser un buen bailarín, la mujer en el buen trato, el buen abrazo, el ser tenida en cuenta, que no le pisen los zapatos nuevos, prefieren un hombre que haga unos pocos pasos pero bien hechos y con sentimiento a aquél que quiere hacer demostración de destreza con su repertorio de figuras”

“Los dos metros cuadrados de piel que tenemos presentan receptores al dolor, a la temperatura, a la presión y al tacto que están al servicio de una permanente comunicación no verbal. El estímulo de la piel con la caricia genera producción de hormona ocitocina especialmente en la mujer, y es llamada precisamente “hormona del apego”.”


NB: mi piacerebbe andarci ma... dovrei chiedere un mutuo! Eppoi, una volta là, chi torna più??? :-)))

Tango Negro

Habanera della Carmen di Bizet

Ecco l'habanera più famosa della storia della lirica, cantanta da Maria Callas.
Questo anche in omaggio a Parma, popolo di melomani.
Uno dei luoghi più pericolosi della terra è il loggione del teatro regio di Parma in occasione delle prime. In quei giorni all'ultimo piano del teatro si raduna un popolo molto vario ma totalmente appassionato di questo tipo di musica. Non è raro ascoltare commenti sulla raffinatezza di un'aria, o il confronto di un'interpretazione con altra, ascoltata magari trent'anni prima.
Qualche anno fa sono andata a vedere la prima de Il ballo in maschera, che era caratterizzato da una regia e da costumi molto osè, ma da cantanti mediocri. Ad un certo punto si è sentito un urlo arrivare dal loggione: "Questa è un'opera, non un film di Tinto Brass", con conseguente risata generale di tutto il teatro.

Le Origini del Tango: la Habanera - I Parte

Nei primi secoli che seguirono la conquista e la colonizzazione spagnola, la “trasculturizzazione” di elementi stilistici motivò la mescolanza di diverse culture, dando luogo a nuovi prodotti nella musica, che già cominciava a identificarsi come cubana.


Pensiamo, senza credere di esagerare, che il punto cubano, la guaracha e l’habanera -ognuno con le sue particolarità- sorsero in quei momenti in cui stava nascendo la nostra nazionalità, alla fine del secolo XVIII.

La decima, usata come testo per canti, già si conosceva prima della presa del L’Avana da parte degli inglesi (1762); la guaracha appariva menzionata nei balli popolari annunciati -o criticatii da articoli di costume nel Papel Periódico de La Habana e in El Regañón, mentre le habaneras si cantavano come canzoncine finché, con il loro sviluppo e la loro diffusione a metà del secolo XIX, arrivarono nella Penisola con diversi nomi: canzone americana, tango americano, o semplicemente tango.


Riconoscerle come canzoni arrivate dall’Avana, causò in Spagna il cambio di questi nomi diversi nel gentilizio habanera. La cosa curiosa può avere radici nel fatto che molti stranieri (Bizet, Glinka, Lalo, Saint Säens, Ravel...) cercarono in questo paese novità per le loro composizioni e utilizzarono -precisamente- i ritmi e le melodie di habaneras conosciute, prese dalla musica spagnola, nonostante continuassero a denominarla come tali.

Critica della Coppia

Critica della coppia

di Alejandro Lipcovich

Lo studioso Remi Hess, allievo di Henri Lefebvre e ordinario all'Università di Parigi VIII, non si occupa solo di sociologia della vita quotidiana, ma estende le sue fulminanti analisi anche al ballo di coppia, in particolare valzer e tango. Qualche anno fa è venuto a Buenos Aires per dare un'occhiata a quella danza che tanto accuratamente ci aveva descritto nei suoi libri. Ne ha subito approfittato Alejandro Lipcovich per fargli qualche domanda. E sebbene fossimo in molti a stare col fiato sospeso, il tango ha sostanzialmente superato il difficile esame dell'antropologo delle milonghe. Buon per noi, ci verrebbe da dire, se non si trattasse dell'ultimo trionfo del pressapoco. Ci sono delle cose che non sembrano troppo intelligenti nemmeno tradotte dal francese. Del resto, questo è ciò che passa il nostro bel convento del tango: mancanza di tatto storico e psicologia da pianerottoli a granel. Portiamo pazienza.




Non sempre ci sono state le coppie: solo da un paio di secoli; e una danza, il valzer, fu il loro primo testimone. Un’altra danza, il tango, fu invece il primo testimone che nella coppia “l’incontro con l’altro è pressoché impossibile.” “Il tango è critica della coppia”, sostiene il ricercatore francese Remi Hess. La coppia, lungi dall’essere sempre esistita, apparve nella vita pubblica in una data che è possibile stabilire storicamente: secondo Hess, è vincolata con la Rivoluzione Industriale e con l’evolversi delle danze europee, in particolare del valzer. Il valzer “presentò la coppia come qualcosa di universale, di carattere positivo e degno di grande entusiasmo”, anche se quello sguardo si indirizzò poi, alla fine del secolo XIX e principio del XX, verso un movimento nel quale, secondo Hess, si coniugano la nascita della psicoanalisi e quella del tango. Questa danza si sviluppa quando viene a cadere “la visione ottimistica della coppia”; nel tango “ogni ballerino ha una sua propria storia che rende pressoché impossibile l’incontro con l’altro”.

Che relazione c’è tra il valzer e la coppia come la conosciamo oggi?

La coppia non esisteva prima del valzer. E’ una forma sociale che sorge quasi nello stesso momento del soggetto individuale. Michel Foucault ha parlato della nascita del soggetto, però io credo che resti tutto un lavoro da fare sulla coppia. Ci fu un processo per cui la coppia si staccò dalla danza in gruppo. Prima le danze erano tutte di gruppo, gruppi di uomini e gruppi di donne; sebbene qualche volta si producessero delle mescolanze, i momenti in cui stavano insieme erano molto rari. In definitiva, il ballo è una metafora della vita sociale. Quando la coppia si staccò dal gruppo, rivendicò un’esistenza autonoma, cosa che successe nell’epoca della Rivoluzione Industriale, quando il massiccio arrivo dei contadini in città fece sorgere un nuovo urbanesimo e quindi un nuovo modo di intendere la coppia. In campagna la gente viveva in una sola stanza, mentre la cultura urbana permetteva le stanze separate. Prima della Rivoluzione Francese non si viveva in coppia; anche i ricchi avevano stanze separate.

Quando la coppia di ballo ha cominciato a farsi vedere?

All’inizio ci furono dei bozzetti, dei tentativi del valzer. Già nel 1500, con la Volta, si cercò di far accettare la coppia nella danza. Durò un secolo, ma la società non era ancora pronta, nonostante alcune personalità lungimiranti, come Elisabetta I d’Inghilterra o Lutero, fossero dei sostenitori del ballo in coppia. Tuttavia, il Protestantesimo si mostrò rapidamente ostile alla coppia, così come anche la Chiesa Cattolica e tutte le altre forze politiche dell’epoca. L’Inquisizione arrivò a bruciare le donne che avevano osato ballare in coppia: si diceva che quando un uomo e una donna ballavano, in mezzo c’era il diavolo. C’era una vera e propria lotta sociale perché la coppia avesse la sua legittimità pubblica.

Allora la coppia ha una data di nascita.

Quando uno passeggia per Parigi o Buenos Aires ha l’impressione che la coppia sia sempre esistita. Ma se uno vuole vedere com’era l’Europa nel Medioevo, deve andare a passeggio per l’Arabia Saudita. La lotta continua su scala mondiale. A Buenos Aires il valzer arrivò nel 1806; a quel tempo in Europa si ballava già in forma piuttosto libera, ma le forze dominanti sul Rio de la Plata erano contrarie a questo ballo, che era considerato quasi pornografico. Si è dovuto aspettare un secolo perché, con l’apparizione del tango e la sua legittimazione datagli dalla borghesia europea, gli argentini potessero disporre di un ballo di coppia senza persecuzioni.

Come si situa il tango nella storia della danza di coppia?

Il valzer aveva presentato la coppia come qualcosa di universale, di carattere positivo e degno di grande entusiasmo. Il tango è critica della coppia, che è molto difficile da costruire e quasi impossibile da raggiungere. I testi dei valzer sono sempre universali: “Amare, bere e cantare...”, “Com’è bella la nostra Alsazia...”, “Vienna, città eterna...”. Al contrario, il tango descrive sempre una soggettività: “La mia donna mia ha lasciato...” o “Sono solo...” Il tango sorge nella stessa epoca della psicoanalisi, quando la visione ottimistica della coppia cede il passo a quella pessimistica. Il tango tratta sempre questi aspetti negativi, anche quando la coppia è vista come un ideale. E’ un movimento molto interessante, che non c’è stato solo in Argentina: nel 1905 nasce il blues negli Stati Uniti, e la musette in Europa, che parla dell’impossibilità di essere felice. Però il tango è andato molto più in là, ha una letteratura più ricca, perché l’importante immigrazione europea in Argentina è stata una specie di esperimento di ciò che l’Europa avrebbe vissuto più tardi. In tutto il secolo XX, ci sono stati forti movimenti immigratori e l’Argentina ci può dare un’idea sui sentimenti che si producevano in quel contesto.

E’ utile il tango come spazio che rende possibile il vincolo di coppia?

Il tango di oggi non è lo stesso di quello del 1910. In quell’epoca era certo l’occasione d’incontro tra un uomo e una donna. Oggi è soprattutto un lavoro a due finalizzato a costruire un fatto estetico. I giovani ballano il tango come la danza classica o contemporanea, anche perché per essere un buon ballerino ci vogliono dai dieci ai quindici anni di lavoro. Assomiglia un po’ a suonare il piano: dopo sei mesi puoi arrivare a qualcosa che però non è un gran che. E nel tango c’è il problema di trovare un partner che sia più o meno al tuo stesso livello. Ogni ballerino ha una sua storia personale che rende pressoché impossibile l’incontro con l’altro. Nelle milonghe, nello sguardo degli uomini che cercano qualcuno con cui ballare, io vedo un terrore dello sguardo di diniego della donna, che gira la testa e si rifiuta; c’è la messa in discussione del proprio essere profondo. L’uomo argentino spinge molto sulla metafora della virilità e mi chiedo se sia solo una metafora. La donna invece, gioca alla liberazione. Molte donne vanno dallo psicoanalista e ballano il tango. C’è dunque un confronto tra una tribù virile e una tribù che cerca la liberazione e il superamento.

Se l’incontro con l’altro è così difficile, perché si balla il tango?

E’ un mistero, bisogna spiegarlo come un fatto quasi religioso. Mia madre era una cattolica fervente, andava a messa tutte le domeniche e quando ritornava dalla comunione aveva gli occhi che brillavano come quelli di molte donne alla milonga. Mia madre faceva la comunione a occhi chiusi, e questo lo possiamo vedere anche nelle coppie di Buenos Aires che ballano insieme, a occhi chiusi. C’è un aspetto di trance, di sacro, molto religioso.

Questo si produce nell’incontro con l’altro o è qualcosa di soggettivo?

E’ un incontro con la trinità: c’è un uomo, una donna e c’è chi li guarda. Ogni ballerino è compreso nella sua individualità, si incontra con l’altro e dipende dallo sguardo di un terzo. Questo è il valore del tango: la multidimensionalità dell’esperienza. Individualmente, si deve avere un equilibrio personale. Però si balla in due, quindi si deve stare con l’altro. E la coppia deve poi stare nel gruppo e rispettare le regole dell’istituzione. Tuttavia, ciò che più lo mette in relazione con l’esperienza religiosa è il miracolo che i ballerini, pur vivendo nello stesso posto e nello stesso luogo, stanno in temporalità differenti. L’uomo, dato che guida, è obbligato a pensare al futuro. La donna sta nel presente assoluto. Colui che guarda vede la figura finita, cioè il passato. L’uomo, la donna e il terzo stanno in tre temporalità differenti. Questo è ciò che rende possibile che tango sospenda il tempo. Il tempo è trattenuto, estatico, e quando uno partecipa di simile mistero, quando tiene una donna fra le braccia, ha l’impressione di trovarsi in un miracolo. E’ come fare esperienza dell’eternità.

C’è qualche altra danza che si possa paragonare al tango?

L’unica danza che trovo simile al tango è la capoeira: in essa non c’è contatto fisico, i ballerini si fronteggiano, ma penso ugualmente che abbia molto a che vedere col tango a livello di drammatizzazione, di tensione muscolare. Gli altri balli sono molto lontani dal tango perché non hanno improvvisazione, tutto è molto organizzato, molto coreografato. Alcuni balli ammettono un qualche tipo d’improvvisazione, ma sono pochi: per esempio la zamba argentina. E’ un ballo di seduzione, popolare, che secondo la mia opinione ha un poco contribuito alla genealogia del tango. Però la maggior parte dei balli popolari sono coreografici. Il tango rappresenta una sovversione totale alle regole imposte.

Alejandro Lipcovich
Intervista su Pagina/12, 2002
trad. Jean Fajean

The Tangueros Quarterly Review 13: 7 Aprile 2007

Legge di Murphy n. 8 by Benedetta

Se a lezione o in milonga sbagli un passo e vai addosso a qualcuno, sarà sempre e sistematicamente contro la stessa persona che andrai a sbattere.

La ballerina degli adorni

Qualcuno mi ha chiesto chi è la ballerina dei famosi video con gli adorni.
Nei video il nome non è mai segnalato, ma dovrebbe trattarsi di
Jennifer Bratt, che in questo video balla con Ney Melo a Perth. E' con una certa soddisfazione che ora dico: le scarpe che lei indossa nel video ce le ho anch'io! Finalmente.. Dopo una sfilata di modelli uno più bello dell'altro...

Candombe

Una piccola pièce di candombe suonata dall'orchestra di Canaro la trovate su www.youtube.com cercando Bandoneon - Historia del Tango- " Candombe" Fco. Canaro. Purtroppo il video non è trasferibile, quindi occorre andarlo a cercare!

giovedì 12 aprile 2007

"Candombe Negro"

Tango Negro

Juan Carlos Cáceres

Tango negro, tango negro
Te fuiste sin avisar
Los gringos fueron cambiando
Tu manera de bailar.

Tango negro, tango negro
El amo se fue por mar
Se acabaron los candombes
En el barrio e Monserrat.

Más tarde fueron saliendo
En comparsas de carnaval
Pero el rito se fue perdiendo
Al morirse Baltasar.
Mandingas, congos y minas
Repiten en el compás
Los toques de sus abuelos
Borocoto, borocoto, chas, chas.

Borocoto, borocoto, borocoto
Borocoto, borocoto, borocoto chas chas.

Tango negro, tango negro
La cosa se puso mal
No hay más gauchos mazorqueros
Y Manuelita que ya no está
Tango Negro, tango negro
Los tambores no suenan más
Los reyes están de luto
Ya nadie los va a aclamar.

Le origini del tango: il candombe

Se avete voglia e tempo leggetevi questo paragrafetto sul candombe ritmo africano da cui prese origine il tango, oltre che dalla famosissima habanera cubana.

Il Candombe è un ritmo proveniente dall'Africa che è stato parte
importante della cultura uruguayana negli ultimi duecento anni. L'
Uruguay, con una popolazione di circa 3.2 milioni di abitanti, è un
piccolo paese ubicato in Sudamerica ed ha come paesi limitrofi due
grandi vicini, Brasile (162 milioni) ad Est e Argentina (34 milioni)
ad Ovest. Questo ritmo arrivò in Uruguay dall'Africa grazie agli
schiavi negri, e ancora palpita nelle strade, sotto i portici e nei
carnevali di questo piccolo incantevole paese.

Per capire l'evoluzione di questo ritmo, fortemente radicato nella
cultura uruguayana, è necessario voltare le pagine della storia
africana e sudamericana per osservare come questo contagioso ritmo
si ancorò nelle coste montevideane. I testi che troverete di seguito
sono estratti da libri, articoli sul candombe, cosi come vi sono
anche opinioni di personaggi che hanno vissuto tutto questo da
vicino.

Montevideo, capitale dell'Uruguay fu fondata dagli spagnoli con un
processo iniziato nel 1724 e conclusosi nel 1730. Nel 1750
incominciò l'introduzione degli schiavi africani. Al principio del
secolo XIX la popolazione di origine africana a Montevideo
sicuramente superava il 50% degli abitanti. La provenienza di questa
popolazione non era omogenea, ma di origine multietnica e
culturalmente molto varia. La maggioranza, 71%, proveniva dall'area
Bantù, Africa Orientale ed Equatoriale, mentre il resto proveniva
dall'Africa Occidentale: Guinea, Senegal, Gambia, Sierra Leone e
Costa d'Oro (oggi Ghana).

L'area Bantu è quell'enorme regione culturale africana costituita da
un complesso mosaico etnico, circa 450 gruppi, e da una tradizione
linguistica che oltrepassa i limiti migratori umani: oltre 20 gruppi
linguistici e 70 dialetti.
* Questi dati sono stati ricavati dal censimento di Montevideo del
1812 attualmente custoditi presso l'Archivio Generale Nazionale.

Si stima che non meno di dieci milioni di "pezzi d'ebano" furono
sbarcati nelle coste del Nord e Sud America. Ciò implica una
emorragia di sessanta milioni di esseri umani, considerando che per
ogni sei vittime di quel traffico solo uno arrivava nel porto dove
veniva messo all'asta. Per capire ciò che questo significava in
termini demografici basterebbe il dato che agli inizi del XIX secolo
Buenos Aires aveva una popolazione di appena 50.000 mila abitanti.
* Dal prologo scritto da Adolfo Colombres, nel libro "El Candombe"
di Ruben Carambula.

Il Biafra era morto, nessuno lì volle andare
A chi può interessare se dei negri muoiono?
Biafra sei deserto, i tuoi tamburi non ci sono più
Così cantava la tua gente finché poterono cantare:
Ne-ia ne-ia cumaia-nagatá
Ne-ia ne-ia cumaia-nagatá
* Dal Candombe "Biafra" di Ruben Rada, nell'introduzione del
libro "Los Tambores del Candombe" de Luis Ferreira.

Il Candombe è quanto sopravvive di un'eredità ancestrale di origine
Bantù, portata dagli schiavi negri nel Rio de la Plata. Questo
termine è generico per tutte le danze di negri: sinonimo quindi di
razza nera e di evocazione rituale della propria razza. Il suo
spirito musicale riassume i dolori degli sfortunati schiavi, i quali
si videro brutalmente trapiantati in Sud America, per essere venduti
e destinati a duri lavori. Erano anime doloranti, che serbavano
inguaribili nostalgie della terra natia. Nell'epoca coloniale, gli
africani appena arrivati davano ai loro tamburi il nome di tangò.
Con quel vocabolo veniva designato anche il posto dove i negri
realizzavano le loro danze di candombe, le quali per estensione
venivano chiamate tangò. Con la parola Tangò si definiva il posto,
lo strumento, e la danza dei negri.

Agli albori del secolo XIX le autorità di Montevideo si
preoccupavano seriamente dell'esistenza dei "candombes", i quali
erano denominati indistintamente "tambò" o "tangò", proibendo e
punendo duramente i suoi partecipanti poiché consideravano queste
danze un attentato alla moralità pubblica. Nel 1808 gli abitanti di
Montevideo sollecitarono il Governatore Francisco Javier Elio,
affinché reprimesse duramente i candombes e "proibisse i tangòs dei
neri".
* Del libro "El Candombe" de Rubén Carámbula

In Africa il tamburo e il suo esecutore si definiscono con la stessa
parola: Tamburo.

Kalunga Kalungangué O-je o-je Imbambué"

Era la voce dei vecchi "tata" del Candombe a metà del secolo scorso
che urlavano nei locali dove si tenevano riunioni clandestine di
negri, figli e nipoti di quelli arrivati nelle stive delle navi
negriere. Fra il 1751 e il 1810 Montevideo ricevette grandi
contingenti di africani trasportati in navi battenti bandiere
inglese e spagnole. Mentre la cultura africana fu rapidamente
soggiogata degli spagnoli il bisogno di espressione e la sua
liberazione si ottennero solo attraverso il Tamburo.

Il Tamburo del Candombe è la presenza ancestrale africana in Uruguay
Le case dove gli schiavi si riunivano con il permesso dei lori
padroni erano, nell'antica Montevideo, generalmente chiuse al
pubblico e venivano chiamate Tangòs. In esse si celebravano
festività e cerimonie al suono del Tamburo.

Di quest'epoca di celebrazioni originali dell'Uruguay rimane solo
una testimonianza musicale che trova la sua principale
manifestazione nelle "Llamadas del Barrio Sur y Palermo". Nei suoni
del piano, chico y repique gli schiavi sono riusciti a conservare la
loro memoria storica.
* Frammenti dei documenti presentati da Aglimira Villalba "La
Negra", in Agosto 1994 en Salvador, Bahia, nel II Congresso
Internazionale di Culture Afro-Americane.

Appassionati dal ritmo con fugace ed ingenua allegria, il ballo è la
ricompensa per il lavoro nelle stalle, per il facchinaggio che
lentamente deforma i loro agili corpi.
* Scritto da Samuel Oliver, frammento del libro "Figari", 1984 dalla
collezione "Artistas de América".

Il 28 Ottobre 1846 il Presidente della Repubblica, Joaquin Suarez,
abolì la schiavitù al termine di un processo che ebbe inizio nel
1825.
* informazione fornita da Virginia Martínez

Sulla abolizione della schiavitù in Uruguay vi sono documenti che
descrivono le danze rituali degli africani di Montevideo e delle
campagne conosciuti come tangòs, con l'accento sulla seconda
sillaba. Questa parola si riferisce in vario modo ai tamburi, alle
danze e ai luoghi dove si svolgevano detti rituali. A questo
proposito esiste un enigma musicale circa le oscure origini del
tango, uno dei generi musicali più conosciuti dell'America Latina.

El Tango di Pedro Figari 35x50cm

Il tango si sviluppò simultaneamente a Montevideo e Buenos Aires.
Anche se tradizionalmente è considerato una creazione di immigrati
italiani e spagnoli, gli esperti ritengono che la danza e la musica
africana ebbero una profonda influenza nella musica e nei movimenti
di ballo del tango.

La popolazione nera dell'Argentina sparì, decimata nel 1880 dalla
febbre gialla, dai matrimoni misti e infine dal reclutamento
militare di massa dei negri i quali perivano poi in guerra. In
Uruguay due secoli fa la gente con discendenza africana
rappresentava circa la metà della popolazione. Attualmente la cifra
oscilla intorno alle 189.000 persone su un totale di 3.2 milioni.
* Frammento del L.A. Times, articolo scritto da Sebastian Rotella.

Dopo la dichiarazione d'Indipendenza del 1825, le guerre civili
divisero la Repubblica per 75 anni. La dittatura militare imbavagliò
l'Uruguay dal 1975 fino al ritorno della democrazia nel 1985 quando
molti esiliati fecero ritorno al paese. Circa il 90% degli
uruguaiani, la maggior parte di discendenza spagnola o italiana,
vive nelle città trovandosi a Montevideo quasi i 2/5 della
popolazione. L'educazione è gratuita e obbligatoria, per cui è uno
dei paesi con miglior istruzione dell'America Latina.
* Estratto da "National Geographic Atlas of the World" (sesta
edizione migliorata, 1995)

A Montevideo, nelle notti domenicali uruguaiane, i tambores
del "Barrio Sur" si riuniscono alla luce del fuoco in un incrocio
storico del quartiere negro: un tranquillo angolo del Sudamerica. Le
fiamme danzano in un falò acceso per riscaldare le pelli dei
tamburi. File di tamburini sfilano nelle strade in una miscellanea
di muscoli, sudore e suono riempiendo la notte con un ritmo
proveniente dall'Africa e conosciuto come Candombe.

Il rituale dell'angolo di strada è parte del capitolo dimenticato
della diaspora africana. I tamburi raccontano la storia del profondo
impatto che la cultura africana ha avuto in Uruguay ed in altre
parti dell'America Latina. Di fatto gli afro-uruguaiani celebrano un
frammento della storia che sovente è stato ignorato.

Il creolo che formò questa nazione, ora preferisce essere uno fra
tanti. Per consentir glorie maggiori per questa terra deve
dimenticare le stesse. Il loro ricordo è quasi un rimorso, un
rimprovero di cose abbandonate senza l'intermediazione di un addio.
È un ricordo che si riscatta, il destino creolo questo richiede, per
la galanteria e perfezione del suo sacrificio.
* "Figari" scritto da Jorge Luis Borges, publicato nell'Editorial
Buenos Aires, 1930, tradotto da David Balderstom. Frammento del
libro "Figari", 1984, di Samuel Oliver della collezione "Artistas de
América".

Il ritmo del Candombe si crea col combinarsi del suono di tre
tamburi (piano, chico e repique). Quando questi tre tamburi si
riscaldano si ascolta qualcosa di unico che probabilmente non è mai
stato ascoltato prima. Nelle pagine seguenti possono essere
ascoltati i suoni di questi tre tamburi.

Tambor Piano è il più grande del trio, possiede il suono più basso.
È la base ritmica del candombe. La sua funzione è simile a quella
del basso acustico o elettrico. Il suo diametro è di 40 cm.

Il Chico (piccolo) prende il nome dalle sue dimensioni e dal fatto
che ha la pelle più sottile, ma anche per essere quello con
l'intonazione più alta dei tre. Misura circa 22 cm di diametro.

Il Repique (rullo) ci indica che questo tamburo dona al ritmo la
sincope e l'improvvisazione di cui il Chico ed il Piano hanno
bisogno per amalgamare i loro ritmi. La sua pelle misura circa 30 cm
di diametro.

Insieme questi tre tamburi creano il candombe.
L'insieme di questi tre tamburi viene chiamato Cuerda