lunedì 10 marzo 2008

Intervista a Pablo y Dana

Quando l’energia e l’entusiasmo si incontrano, non possono che dar vita ad una chiacchierata tutta incentrata sul “nuovo” (che a seconda di come lo guardi può anche non essere considerato tale). Questa potrebbe essere la sintesi dell’incontro di Tangomagazine con il nuovo (anzi il nuevo) tango
di Pablo Villaraza e Dana Frigoli.


Cominciamo dal principio: da quanto tempo lavorate insieme?

Pablo: Lavoriamo insieme da sei anni e mezzo. Nel dicembre del 2002 siamo venuti per la prima volta in Italia. All’inizio ci chiamavano più che altro in Asia, poi siamo venuti in Europa portando la tecnica che abbiamo sviluppato durante gli ultimi cinque anni.

In che cosa consiste la vostra ricerca, la tecnica che avete elaborato? È tango nuevo?

Pablo: Non so se è tango nuevo, abbiamo preso il “vocabolario tanghero tradizionale” trasformandolo, senza perderne l’essenza che per noi è fondamentale. Abbiamo lavorato molto sulla nostra coppia nel tango, cercando di consolidarla. Un lavoro complesso perché significa condividere dubbi e risultati nel bene e nel male. Dal punto di vista della tecnica ricerchiamo un tango più comodo, più confortevole, non voglio dire “nuevo” perché è una parola che non ci entusiasma molto, piuttosto il nostro è un tango giovane, per il tipo di ricerca non per l’età.

Allora che cos’è il tango nuevo?

Pablo: Penso che si debba intendere come un nuovo modo di concepire il tango: cambia l’obbiettivo della ricerca. Prima era focalizzata sull’uomo, tutto si basava sulla sua comodità. Oggi il tango nuevo si basa sulla comodità della donna, se la donna è
scomoda l’uomo comincia a preoccuparsi un po’ di più di lei e questo è un cambiamento nel tango. Nella forma classica del tango, la donna appariva ma, il centro dell’attenzione era l’uomo, oggi è ancora l’uomo ma, attraverso la donna.

Dana: esatto! L’uomo attraverso la donna. Questa è la definizione perfetta, l’uomo diventa protagonista facendo sentir comoda e facendo risaltare la propria donna.

Pablo: È un concetto complesso, soprattutto per noi uomini latini, perché veniamo da una generazione che aveva una concezione “machista” del tango. Per questo anche a me costa fatica, come a tutti credo; forse in Germania, dove già da molti anni è cambiato il rapporto uomo-donna, è più facile. In Italia però penso che sia ugualmente difficile.

Come mai allora gli uomini sembra abbiano tanta in difficoltà quando si tratta di abbracciare la donna nel tango? Come mai la maggior parte dei giovani sembra prediligere il tango nuevo prorio perché meno basato sull’abbraccio e più sul virtuosismo tecnico e musicale? Dov’è finito il macho?

Pablo: Ah ecco, per questo ho paura di cadere in equivoco parlando di nuevo. Il tango nuevo viene visto come un tango senza abbraccio senza avvicinamento, ma io credo che non sia così. Oggi per avvicinare una donna ci vogliono molti più elementi di prima… perché la donna ha bisogno della sua libertà.

Dana: Io credo che noi facciamo un tango nuevo, non tanto per la maniera in cui balliamo, ma per come lo focalizziamo. La forma di imparare è nuova. Ora il tango si insegna, prima si copiava. Si insegna a partire dall’osservazione fino ad arrivare alla spiegazione. Si insegna con un vocabolario, con metodo. C’è molto lavoro da fare quindi, abbiamo molti strumenti come maestri oggi. Non è come prima che ti dicevano: guardami e copia! Oggi si insegna ad ascoltare la musica, il tempo, il movimento, la tecnica per condurre. In questo senso è un “tango nuevo”. Il metodo è nuovo. Perché siamo gente giovane, abituata dall’università ad avere un metodo di ricerca, di sintesi. Abbiamo bisogno di capire il perché di una cosa, copiare non è più sufficiente oggi. Noi abbiamo dovuto studiare da soli, capire, mettere in ordine, creare una tecnica precisa e un metodo didattico chiaro, efficace e comprensibile per le persone di oggi.

Questo si che è nuovo! Esiste a Buenos Aires un vero e proprio movimento di ricerca ed elaborazione di un nuovo tango?

Pablo: Certo i cambiamenti non si fanno da soli, ci sono molte coppie che ricercano in questa direzione. Noi lavoriamo in gruppo con le altre cinque coppie che formano la nostra compagnia.

Dana: In questi ultimi tre anni ci siamo dedicati a consolidare la parte pedagogica del nostro lavoro, per questo abbiamo fondato uno studio molto grande a Buenos Aires, con sei sale, un’area di massaggi, per lo studio del corpo, con uno staff di diciassette persone, che si dedicano a uno studio in profondità e a tutto tondo per portare il tango ad un cambiamento di cui ci sentiamo responsabili. Tutti i giorni ci incontriamo nel nostro studio e studiamo dal tango alla danza contemporanea e prendiamo anche lezioni di inglese, come in una vera e propria scuola. E anche questo è nuovo!! Costruendo lo studio “DNI” abbiamo cercato di creare uno spazio nuovo. Lo abbiamo suddiviso in due parti: una parte dedicata all’insegnamento, e una alla creazione. La nostra compagnia è costituita da cinque coppie di ballerini ed insegna la nostra tecnica: “tango tecnologia concettuale” che si basa sul movimento naturale del corpo umano e la sua comunicazione con l’altro e in più lavorando con noi alla preparazione degli spettacoli. Per fondare questo studio e questa compagnia abbiamo fatto molte rinunce, non è stato facile rinunciare a viaggiare, decidendo di stabilire la nostra base in Argentina, lavorando all’estero si può guadagnare tutto quel denaro che in Argentina manca, ma noi ci sentiamo privilegiati a portare avanti le nostre ricerche in Argentina. Solo quando avremo formato persone in grado di portare avanti lo studio e le nostre idee cominceremo ad andare all’estero e non al contrario come fanno molti: viaggiano, senza avere una base nel proprio paese!

da Tangomagazine, Gen 07

6 commenti:

Anonimo ha detto...

"l'uomo attraverso la donna"... proprio bello.

Anonimo ha detto...

Non sono d'accordo sul fatto che il tango nuevo permetta una maggiore comodità della Donna rispetto al tango milonguero...ritengo anzi che avvenga il contrario, a meno che con comodità non si intenda in realtà "libertà" . Il primo principio di un ballo milonguero è di far stare comoda e a propio agio la ballerina, senza strattonarla o tirarla. Credo anche che solo con lo stile milonguero l'uomo si manifesti grazie alla donna che appunto è quasi una sua "appendice" naturale...con il tango nuevo invece la donna è in grado di farsi apprezzare al di la dell'uomo, avendo decisamente più libertà creativa e di movimento.

Fabrizio

A.B. ha detto...

..devo direi che in linea di massima sono d'accordo con Fabrizio. Credo che il tango nuevo sia anche una evoluzione che rispecchia in qualche modo la parità dei sessi: anche in questo senso mi convince l'idea di una maggiore libertà della donna, cioè è di maggiore autonomia.C'è una crescente specularità dei due ruoli,si va verso una omologazione. Per esmepio saca l'uomo ma anche la donna, e non solo davanti ma anche atrsa!!!.. c'è una simmetrizzazione dei ruoli.
In questo senso devo dire che l'estetica del tango "meno nuevo" alla fine la trovo più affascinante, c'è anche l'idea di un abbandono della donna all'uomo. Cmq anche nello stil nuevo sarebbe consigliabile non strattonare ecc...direi che è un principio sacrosanto nel tango in generale.
..nel video che ho postato di El pibe Avellaneda, come in quelli di Pepito, per esempio, l'istrione è sempre l'uomo, la donna ha un ruolo più silenzioso. e forse questo ha anche una ragione storica,nel tango delle origini il ballerino che faceva mostra di una certa abilità, esprimeva metaforicamente le sue doti virili; l'abilità e il virtuosismo nel ballo dunque come veicolo di seduzione

ros ha detto...

mah io trovo sia semplicemente diversa l'idea di cura... nell'abbraccio milonghero l'uomo si cura della comodità della donna, che sparisce forse in termini di prestazione personale, ma ci si trasforma davvero in un affascinante e mitologico animale a 4 gambe.

nell'abbraccio nuevo l'uomo si cura dell'esaltazione della donna lasciandole un ruolo creativo molto forte.
e pure questo ha un certo fascino.

noi nel tango vogliamo essere UNO o essere DUE? :-)

Anonimo ha detto...

Brava Ros...bella domanda..personalmente mi piace molto l'idea di voler essere UNO..
:-))


Fabrizio

Anonimo ha detto...

Io credo che sia molto difficile essere uno e la nuova tendenza porti ad avere un abbraccio che permetta alla donna di muoversi con maggiore indipendenza e inventiva. Trovo divertenti i nuovi stili, ma credo che oggi il vero nuevo sia ballare come facevano A.F. (Avanti Frumboli)
A.F.